Fantacalcio 2026/27, la guida alla lunga pausa: chi tenere, chi cedere e le scommesse da prendere

21 Settembre 2026 di 52 min di lettura
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La Serie A si ferma e, per una volta, anche il Fantacalcio ha parecchio tempo per ragionare. Dopo cinque giornate il campionato entra nella lunga pausa prevista dal calendario 2026/27, con due fine settimana consecutivi senza partite e la ripresa fissata soltanto dopo la finestra internazionale. Una situazione particolare, che molte leghe fantacalcistiche utilizzeranno per riaprire gli scambi, organizzare una piccola asta degli svincolati o concedersi una prima sessione di aggiustamento delle rose costruite tra agosto e settembre. Qualcuno, soprattutto tra chi ha preferito aspettare la chiusura del calciomercato e le prime indicazioni della stagione, sfrutterà addirittura queste settimane per cominciare il proprio Fantacalcio.

Il momento, quindi, si presta a un primo bilancio. Cinque giornate rimangono poche per emettere sentenze definitive, ma cominciano a essere sufficienti per individuare gerarchie diverse da quelle immaginate durante l’estate. Ci sono giocatori acquistati come riserve che stanno conquistando spazio, titolari annunciati che lo sono molto meno del previsto, nuovi rigoristi, allenatori già cambiati e infortunati che potranno sfruttare proprio la pausa per tornare a disposizione. In altri casi, invece, lo stop non sarà sufficiente e le assenze sono destinate a prolungarsi ancora.

Anche il mercato interno delle singole leghe comincia inevitabilmente a cambiare. Chi ha acquistato una sorpresa a pochi crediti può trovarsi tra le mani un giocatore improvvisamente molto richiesto; chi ha investito pesantemente su un nome partito male deve decidere se aspettarlo oppure provare a recuperare parte dell’investimento attraverso uno scambio. È probabilmente questo il momento nel quale bisogna diffidare maggiormente delle sole fantamedie: un calciatore senza bonus ma ancora titolare, rigorista e centrale nel proprio sistema può rappresentare un’occasione, mentre una partenza esplosiva sostenuta da pochi minuti o da una titolarità ancora precaria richiede invece di capire quanto di quel rendimento possa essere replicato quando cambieranno minutaggio e concorrenza

Chi sale e chi scende dopo le prime cinque giornate

Tra i giocatori che hanno già modificato sensibilmente la propria percezione ci sono inevitabilmente le grandi sorprese offensive dell’avvio, ma fermarsi ai marcatori significherebbe perdere una parte consistente di ciò che è successo. Il Frosinone, per esempio, ha portato alla ribalta Raimondo e Kvernadze, ma dietro ai loro gol stanno crescendo anche il portiere Palmisani, Oyono e soprattutto Schmid. Il Cagliari non è soltanto l’esplosione di Daniel Maldini: Caprile ha cominciato il campionato con una continuità che lo rende molto interessante anche nelle leghe con modificatore.

La Lazio offre forse uno dei casi più particolari. Mandas ha iniziato benissimo e sta trasformando quello che in estate sembrava un ballottaggio in una candidatura sempre più seria alla porta biancoceleste. In difesa l’infortunio di Doekhi ha dato spazio a Šutalo, arrivato dopo una preparazione condizionata da problemi fisici e adesso chiamato a giocarsi una maglia in un reparto nel quale la concorrenza è aumentata. La lunga pausa può modificare nuovamente questi equilibri.

Poi ci sono gli hype da maneggiare con attenzione. Moreira ha trasformato una scommessa estiva in uno dei casi più sorprendenti dell’avvio, con tre gol nelle ultime due giornate pur partendo dalla panchina; Adzic sta guadagnando considerazione e minuti; Ekkelenkamp continua a offrire numeri interessanti senza avere ancora la stessa esposizione mediatica di altri centrocampisti. Sono tutti giocatori da valutare, ma non necessariamente allo stesso modo: acquistare un calciatore prima dell’esplosione e inseguirlo quando il suo prezzo è già triplicato sono due operazioni completamente diverse.

Sul fronte opposto, le prime delusioni richiedono forse ancora maggiore attenzione. Zero gol o una fantamedia insufficiente non bastano da soli per consigliare una cessione. Kolo Muani, per esempio, è partito molto al di sotto delle aspettative ma conserva centralità nell’attacco della Juventus; De Ketelaere non ha ancora prodotto i bonus attesi, ma continua a occupare una posizione offensiva nell’Atalanta ed è coinvolto sui calci piazzati. Venderli adesso potrebbe significare farlo nel momento di minimo valore.

Per individuare i veri giocatori da cedere bisogna cercare altrove: tra chi sta perdendo il posto, chi vedrà rientrare un concorrente importante, chi è stato penalizzato da un cambio di allenatore o di modulo e chi, al contrario, ha iniziato talmente sopra le proprie possibilità da poter essere scambiato oggi a condizioni difficilmente ripetibili tra qualche settimana.

È con questo criterio che abbiamo passato in rassegna tutte le venti squadre della Serie A: rendimento delle prime cinque giornate, titolarità, infortuni, possibili rientri durante la pausa, nuovi equilibri tattici e giocatori che potrebbero valere molto di più, o molto meno, quando il campionato ripartirà.

Atalanta: Sarri cerca equilibrio, davanti cambiano le gerarchie

Sei punti, cinque gol segnati e sette subiti fotografano un’Atalanta partita al di sotto delle aspettative e arrivata alla pausa con tre sconfitte consecutive. Preoccupa soprattutto la quantità di occasioni concesse: già prima dello 0-2 contro la Juventus erano 82 i tiri subiti, più di qualsiasi altra squadra del campionato. Carnesecchi ne sta pagando i malus, pur mantenendo una media voto di 6,60 che conferma un rendimento individuale positivo. Anche Bellanova resta interessante, ma la difesa a quattro di Sarri ne limita inevitabilmente la presenza offensiva rispetto al passato.

A centrocampo Ederson rimane una certezza, mentre Samardzic sta guadagnando spazio: decisivo contro il Bologna e titolare nelle ultime giornate, può sfruttare anche piazzati e qualità nell’ultimo terzo. È però l’attacco ad aver cambiato maggiormente le gerarchie dell’asta. Rowe è partito titolare contro Cagliari e Juventus, Krstovic è stato preferito a Scamacca a Torino e De Ketelaere, pur ancora senza bonus, continua a giocare con regolarità. Proprio per questo una sua cessione al minimo del valore sarebbe prematura.

Più delicata la posizione di Raspadori. Dopo il gol contro il Sassuolo ha raccolto appena due titolarità complessive e nelle ultime tre giornate non è mai partito dall’inizio, penalizzato anche dall’ascesa di Rowe. Il suo FantaValore è già sceso da 76 a 50 e la riduzione del minutaggio rende concreta l’ipotesi di uno scambio. La pausa servirà a Sarri per trovare maggiore equilibrio, ma al Fantacalcio le indicazioni sono già abbastanza chiare: Samardzic e Rowe stanno salendo, De Ketelaere merita ancora fiducia, mentre Raspadori è quello che ha perso più terreno rispetto alle aspettative estive.

Bologna: con Palladino può cambiare quasi tutto

Due punti, tre gol segnati e sei subiti hanno già provocato l’esonero di Domenico Tedesco dopo appena quattro giornate. Per questo il Bologna è una delle squadre sulle quali i numeri raccolti finora rischiano di raccontare poco del futuro: Raffaele Palladino ha avuto una sola partita, l’1-1 contro il Torino, prima di una pausa che gli consentirà di lavorare per quasi tre settimane sul nuovo assetto.

Le prime indicazioni sono comunque interessanti. Palladino ha scelto la difesa a tre con Zortea e Miranda sulla linea dei centrocampisti, posizione che può aumentare sensibilmente il loro potenziale da bonus. Heggem ha trovato continuità, mentre il ventenne Helland sta conquistando spazio e può diventare un nome utile nelle leghe numerose. Molto diversa la situazione di Skorupski: gli errori contro Atalanta e Torino, uniti a una media voto di 5,62, ne hanno ridimensionato l’affidabilità rispetto all’asta.

Davanti, Bernardeschi ha immediatamente beneficiato della nuova disposizione, giocando vicino a Piccoli e segnando contro il Torino. Orsolini è appena rientrato dal problema muscolare e potrà utilizzare la sosta per recuperare pienamente: venderlo oggi sulla base delle prime cinque giornate avrebbe poco senso. Resta aperto anche il confronto tra Piccoli, titolare in tutte le gare e già a segno, e Dovbyk, frenato dall’infortunio ma atteso al rientro dopo la pausa. L’ucraino può diventare un’interessante operazione a prezzo ridotto, senza però considerare scontato il posto. Il nuovo Bologna rende quindi Zortea uno dei profili da rivalutare, Bernardeschi e Orsolini giocatori da seguire con attenzione e Dovbyk una possibile scommessa da scambio.

Cagliari: dodici punti, una difesa sorprendente e qualche nome che ha già cambiato status

Quattro vittorie nelle prime cinque giornate, 12 punti e appena due gol subiti hanno portato il Cagliari molto oltre le aspettative di inizio stagione. La squadra di Pisacane ha mostrato solidità e capacità di adattarsi a partite differenti, vincendo anche quando ha dovuto lasciare campo e pallone agli avversari. L’ultima gara di Udine rappresenta però anche un piccolo avvertimento: il Cagliari ha portato a casa i tre punti pur concedendo 26 conclusioni e 16 corner. La tenuta difensiva è stata finora eccezionale, ma difficilmente potrà mantenere per tutta la stagione un rapporto così favorevole tra occasioni concesse e reti incassate.

Caprile è uno dei principali protagonisti di questo avvio. Cinque titolarità, due sole reti subite e una media voto di 6,50 ne fanno un portiere particolarmente interessante anche per il modificatore. Davanti a lui Pisacane ha trovato equilibrio pur alternando diversi interpreti, mentre a centrocampo sta emergendo uno dei profili meno reclamizzati dell’intero campionato: Alessandro Romano ha giocato titolare tutte e cinque le partite, ha già trovato il gol e ha visto il proprio FantaValore passare da 12 a 21. La continuità acquisita sul campo lo rende una scommessa molto più concreta di quanto suggerissero le gerarchie estive. Fazzini conserva invece maggiore propensione al bonus e partecipazione ai piazzati, pur avendo prodotto finora soltanto un assist. Anche Adopo ha iniziato con una continuità superiore alle aspettative, raccogliendo cinque voti, una media di 6,30 e già due assist. Il suo profilo rimane meno orientato ai bonus rispetto a Romano e Fazzini, ma nelle leghe numerose la regolarità mostrata nelle prime giornate può renderlo una soluzione utile a basso costo.

Il volto offensivo del Cagliari è inevitabilmente Daniel Maldini, arrivato a tre gol nelle prime cinque giornate e protagonista anche dal dischetto contro l’Atalanta. La sua centralità è ormai evidente, ma proprio l’esplosione iniziale ne ha fatto crescere rapidamente il valore negli scambi: non esistono ragioni per liberarsene, mentre un’offerta particolarmente importante può essere valutata considerando quanto del rendimento attuale sia replicabile nel lungo periodo. Più aperta la situazione del centravanti, dove Mendy ha già trovato il gol ma la concorrenza resta maggiore. In vista della ripresa, Caprile e Maldini rappresentano le certezze, mentre Romano è probabilmente il nome sul quale il Fantacalcio deve aggiornare maggiormente le valutazioni formulate ad agosto.

Como: la sconfitta di Frosinone non cancella una produzione offensiva enorme

Dieci punti, nove gol segnati e una sola sconfitta nelle prime cinque giornate confermano il Como tra le squadre più interessanti del campionato. Lo 0-2 di Frosinone rischia però di risultare fuorviante: la formazione di Fabregas ha controllato a lungo il gioco e costruito una quantità notevole di occasioni, trovando sulla propria strada un Palmisani in giornata eccezionale. Douvikas ha colpito anche un legno e diverse altre occasioni sono state neutralizzate dal portiere ciociaro. La prima battuta d’arresto, quindi, non coincide con una flessione nella capacità di creare occasioni.

Il problema fantacalcistico del Como potrebbe essere semmai l’abbondanza, ulteriormente accentuata dagli impegni europei. Yan Couto ha iniziato tutte e cinque le partite e offre una spinta offensiva che lo rende più appetibile per i bonus che per il modificatore, mentre sulla corsia opposta la concorrenza limita maggiormente le certezze. Tra i centrali merita una menzione anche Jacobo Ramón, andato a voto in tutte e cinque le giornate e già autore di un gol. Il profilo offre meno potenziale offensivo rispetto agli esterni del Como, ma continuità e rendimento lo rendono interessante soprattutto per chi cerca un difensore da rotazione. Dalla trequarti in avanti le alternative aumentano ulteriormente. Baturina è uno dei giocatori che hanno cambiato maggiormente status: quattro titolarità, due gol e un FantaValore salito da 95 a 155 certificano una crescita che ha superato la dimensione della semplice scommessa. La convivenza con Nico Paz sta funzionando e l’argentino, pur fermo a un gol e un assist in campionato, continua a essere centrale nella costruzione offensiva e nella produzione di occasioni. Anche Diao sta tornando a incidere con continuità.

La situazione da seguire con maggiore attenzione riguarda il centravanti. Douvikas ha già segnato due volte e mantiene numeri interessanti, ma l’arrivo di Kean ha creato un ballottaggio reale: il greco aveva iniziato le prime tre giornate, Kean è partito dall’inizio contro il Parma e a Frosinone i due si sono alternati già nell’intervallo. Con la Champions ad aumentare le rotazioni, entrambi conservano un potenziale offensivo elevato senza poter garantire la stessa sicurezza di minutaggio. Il Como resta quindi una squadra nella quale cercare bonus, ma diventa fondamentale distinguere tra produzione e titolarità: Baturina e Nico Paz rimangono riferimenti, Couto offre continuità, mentre Douvikas e Kean richiedono una valutazione più attenta rispetto al prezzo pagato all’asta.

Fiorentina: con Vanoli è iniziato un altro campionato

Quattro punti, sei gol segnati e dodici subiti descrivono una partenza disastrosa, ma rischiano ormai di raccontare una Fiorentina che non esiste più. Fabio Grosso è stato esonerato dopo tre sconfitte, un solo gol realizzato e nove incassati; con Paolo Vanoli sono invece arrivati il 4-2 di Venezia e l’1-1 contro il Napoli, oltre al 3-0 sul Pisa in Coppa Italia. Il miglioramento è evidente soprattutto nella produzione offensiva, mentre la fase difensiva necessita ancora di verifiche. Anche per questo De Gea, penalizzato pesantemente dai malus iniziali, conserva un valore superiore a quanto suggerisca il rendimento complessivo delle prime cinque giornate.

Il cambio di allenatore sta modificando anche alcune gerarchie, ma la situazione più delicata riguarda Dodô. Il brasiliano, titolare alla prima giornata, è progressivamente finito ai margini dopo un’estate segnata dal mancato trasferimento e dalla questione relativa al rinnovo del contratto, in scadenza nel 2027. Vanoli lo considera ancora parte del progetto, ma ha ammesso che le gerarchie sono cambiate e che dovrà riconquistarsi il posto. Nel frattempo Alex Jiménez gli è passato davanti ed è stato confermato anche contro il Napoli, trovando proprio il gol del pareggio. Per il Fantacalcio non si tratta quindi di una semplice rotazione: Dodô è uno dei giocatori maggiormente svalutati rispetto alle aspettative dell’asta e la pausa dovrà chiarire le possibilità di un suo reinserimento stabile. Al centro della difesa Dragusin sta invece assumendo un ruolo importante, mentre Fagioli sembra destinato a guidare il centrocampo. Atta continua a essere utilizzato anche in posizione avanzata, ma finora ha prodotto poco: nessun bonus e una media voto di 5,38 invitano a separare il potenziale dal rendimento effettivo.

Chi non ha avuto bisogno di aspettare è Mastantuono. Cinque titolarità e tre gol hanno già trasformato il giovane argentino da scommessa a realtà, con un FantaValore salito da 39 a 70. Vanoli lo ha confermato nel tridente e la continuità di impiego rende credibile il suo valore, anche se la frequenza realizzativa iniziale difficilmente potrà essere mantenuta per tutta la stagione. Davanti sta emergendo anche Pellegrino, titolare quattro volte su cinque e nuovamente preferito a Beto contro il Napoli. Il portoghese, fermo a zero bonus e con una sola partenza dall’inizio, è invece uno dei giocatori maggiormente ridimensionati rispetto alle aspettative dell’asta. La pausa servirà a Vanoli per consolidare il nuovo assetto, ma alcune indicazioni sono già concrete: Mastantuono ha cambiato status, Pellegrino ha guadagnato terreno e Beto rischia di diventare un nome da scambio se conserva ancora una valutazione importante.

Frosinone: dieci punti e gerarchie che il campo ha già riscritto

Dieci punti, nove gol segnati e appena quattro subiti: dopo la sconfitta all’esordio contro la Juventus, il Frosinone ha raccolto quattro risultati utili consecutivi battendo Fiorentina, Venezia e Como. La squadra di Alvini sta ottenendo risultati attraverso un calcio verticale che non necessita di lunghi possessi per creare occasioni. Contro il Como, per esempio, ha lasciato agli avversari quasi il 65% del pallone ma ha comunque prodotto 22 conclusioni. È un dato utile anche per il Fantacalcio, perché aiuta a spiegare perché diversi giocatori offensivi stiano trovando continuità di rendimento.

Palmisani è ormai uno dei casi più interessanti del campionato. Cinque presenze da titolare, quattro reti subite e una media voto di 6,80, ulteriormente migliorata dalla prestazione contro il Como: sette parate e interventi decisivi su Douvikas, Nico Paz, Kean e Jesus Rodriguez. Per costo e rendimento sta diventando una soluzione molto interessante anche con il modificatore. Davanti a lui Anthony Oyono ha giocato tutte le partite con una media voto di 6,40 e un assist: numeri che ne fanno un possibile ultimo slot difensivo senza bisogno di inseguire bonus improbabili.

A centrocampo merita particolare attenzione Romano Schmid. Tre assist nelle prime cinque giornate, presenza costante nella rifinitura e coinvolgimento sui piazzati ne fanno probabilmente uno dei giocatori del Frosinone ancora meno condizionati dall’hype. Raimondo e Kvernadze, invece, hanno già cambiato fascia: il primo conta quattro gol in cinque titolarità, il secondo tre reti e un assist, con entrambi perfettamente inseriti nel gioco verticale di Alvini. Sono ormai certezze di questo avvio e il loro prezzo negli scambi inevitabilmente ne risente.

Proprio per questo, cercando opportunità durante la pausa, può essere più conveniente guardare un passo indietro rispetto ai marcatori. Palmisani, Oyono e soprattutto Schmid permettono di sfruttare il rendimento del Frosinone senza pagare necessariamente l’esplosione di Raimondo e Kvernadze. Il buon avvio coinvolge però anche altri interpreti: Calò ha già aggiunto un gol e un assist a una media voto di 6,60, mentre Bracaglia ha prodotto a sua volta un gol e un assist dalla difesa. Non hanno l’esposizione dei protagonisti offensivi, ma confermano quanto il rendimento del Frosinone stia distribuendo valore fantacalcistico su più reparti. I dieci punti raccolti finora non garantiscono che la squadra possa mantenere questo ritmo per tutta la stagione, ma titolarità e gerarchie dopo cinque giornate sono ormai sufficientemente definite per superare molte delle valutazioni formulate prima dell’inizio del campionato

Genoa: la classifica preoccupa, davanti cambiano le gerarchie

Un punto, quattro gol segnati e dieci subiti rappresentano un bilancio pesante per il Genoa, ancora senza vittorie dopo cinque giornate. I risultati raccontano però soltanto una parte delle difficoltà della squadra di De Rossi. Anche a Parma i rossoblù hanno prodotto più degli avversari, senza riuscire a trasformare il volume di gioco in un risultato positivo. Bijlow sta pagando inevitabilmente i dieci malus, mentre una difesa ancora alla ricerca di equilibrio rende meno appetibili anche i centrali in ottica modificatore.

La continuità di Baldanzi è invece una delle indicazioni più interessanti di questo avvio. Cinque partite su cinque da titolare e 324 minuti testimoniano la fiducia di De Rossi, che lo sta utilizzando stabilmente nel cuore della squadra e gli ha dato spazio dall’inizio anche a Parma. Mancano ancora completamente i bonus, con appena tre conclusioni e due passaggi chiave, quindi il rendimento fantacalcistico resta modesto; proprio la combinazione fra titolarità acquisita e produzione ancora bassa può però renderlo un profilo da seguire durante la pausa, soprattutto se il suo prezzo è sceso dopo le prime giornate. Frendrup conserva invece grande utilità tattica ma continua a offrire poco sul piano dei bonus.

Davanti le gerarchie sono diventate meno prevedibili. Colombo non ha ancora segnato e ha fallito anche un rigore, ma ha già servito due assist e a Parma è entrato dalla panchina partecipando immediatamente al gol del pareggio. Osmajic, autore di due reti, sta guadagnando spazio e rappresenta uno dei nomi in crescita della rosa. Il Genoa rimane una squadra dalla quale attendersi molto di più, ma proprio la partenza negativa può creare qualche occasione negli scambi: Baldanzi per continuità d’impiego e Osmajic per crescita offensiva meritano attenzione, mentre Colombo va valutato soprattutto alla luce della concorrenza che fino a poche settimane fa sembrava decisamente meno insidiosa.

Inter: quindici gol segnati, ma otto subiti sono un segnale da non ignorare

Tredici punti e 15 reti nelle prime cinque giornate confermano l’enorme potenziale offensivo dell’Inter, capace di segnare almeno tre gol in tre delle cinque partite disputate. Il dato meno previsto riguarda la fase difensiva: sono già otto le reti incassate e nelle ultime due giornate i nerazzurri si sono ritrovati sotto 0-2 sia contro l’Udinese, poi battuta 5-3, sia contro la Roma, raggiunta sul 2-2. Per i difensori acquistati anche in funzione dei clean sheet e del modificatore è un elemento da tenere sotto osservazione.

Il potenziale offensivo del reparto rimane comunque elevato. Bisseck e Carlos Augusto hanno già trovato il gol e Dimarco continua a partecipare alla costruzione negli ultimi metri, ma la sorpresa maggiore arriva dalla fascia opposta. Andy Diouf, arrivato all’Inter come centrocampista centrale, è stato trasformato da Chivu in esterno destro a tutta fascia e ha rapidamente scalato le gerarchie: quattro presenze in campionato, tutte da titolare, e già tre assist. L’arrivo di Spence sembrava destinato a limitarne il minutaggio, mentre il campo ha raccontato finora l’esatto contrario. A centrocampo la concorrenza resta elevatissima e il recupero di Calhanoglu dopo la pausa aumenterà ulteriormente le possibilità di scelta, ma Diouf è già uno dei giocatori il cui valore fantacalcistico è cambiato maggiormente rispetto alle previsioni estive.

Davanti Lautaro e Thuram rimangono certezze e la doppietta del capitano contro la Roma lo ha portato a quattro reti in campionato. La novità più interessante è però Pio Esposito: quattro partite a voto, due gol e un assist, con una fantamedia di 8,50. La presenza della coppia titolare e gli impegni di Champions non gli garantiscono una maglia ogni settimana, ma il suo ruolo nelle rotazioni è già molto più consistente rispetto a quello immaginato all’asta. Può diventare un quinto o sesto slot particolarmente interessante per chi dispone di un attacco sufficientemente coperto. Nell’Inter della ripresa il dubbio maggiore riguarda quindi la tenuta difensiva, mentre davanti l’abbondanza continua a produrre bonus anche oltre i titolari più attesi.

Juventus: dieci punti e gerarchie ancora aperte davanti

Dieci punti nelle prime cinque giornate tengono la Juventus nelle zone alte della classifica, con il 2-0 sull’Atalanta arrivato subito dopo la sconfitta di Sassuolo. Vicario ha giocato tutte le partite e resta un portiere affidabile anche per il modificatore, mentre Bremer sta confermando pienamente il proprio status: cinque gare a voto, media di 6,40 e già due gol. Tra i difensori bianconeri è quello che sta trasformando con maggiore continuità la pericolosità sui piazzati in bonus concreti.

A centrocampo e sugli esterni il quadro è più movimentato. Douglas Luiz ha sempre giocato ma è ancora senza bonus e viaggia a 5,50 di media, mentre Zhegrova ha avuto un impatto decisamente superiore: due gol e un assist nelle prime tre partite a voto lo hanno rapidamente portato fuori dalla categoria delle semplici scommesse. Anche Conceição e Nico Gonzalez stanno partecipando alla produzione offensiva, aumentando però una concorrenza che renderà importante seguire le scelte di Spalletti alla ripresa.

Il caso più interessante rimane Kolo Muani. Cinque partite a voto, nessun gol e un solo assist rappresentano un avvio molto inferiore alle aspettative, ma la titolarità contro l’Atalanta e la fiducia pubblicamente ribadita da Spalletti suggeriscono prudenza prima di considerarlo un giocatore da cedere. Può diventare anzi un’occasione negli scambi qualora il proprietario fosse già disposto a svalutarlo. Woltemade ha trovato finora molto meno spazio, mentre più avanti potrebbe tornare a incidere sulle gerarchie anche Yildiz, operato a fine agosto per la frattura del quinto metatarso e quindi ancora fuori dal quadro immediato della ripresa.

Lazio: Gattuso ha già cambiato diverse valutazioni estive

Tredici punti su quindici e appena tre gol subiti hanno portato la Lazio al primo posto in classifica, producendo indicazioni interessanti in tutti i reparti. Mandas è ormai una delle certezze: cinque titolarità, media del 6,60 e un rigore parato, con un’altra prestazione decisiva a Venezia. Per chi utilizza il modificatore è uno dei portieri che hanno guadagnato maggiormente valore rispetto alle valutazioni estive.

Anche la difesa offre però molto più della semplice solidità collettiva. Nuno Tavares ha raccolto quattro voti, sempre partendo titolare, e ha già servito due assist, con una media di 6,38 e una fantamedia di 6,88. La sua propensione offensiva continua quindi a produrre bonus e lo rende uno dei difensori biancocelesti più interessanti al Fantacalcio, pur con il consueto interrogativo legato alla tenuta fisica. Al centro Provstgaard ha trovato continuità, mentre il rientro di Šutalo e quello futuro di Doekhi aumenteranno la concorrenza. Floriani Mussolini ha cominciato a trovare spazio anche da titolare e può essere seguito come possibile soluzione a basso costo, ma allo stato attuale sarebbe forzato attribuirgli lo stesso peso fantacalcistico di Tavares.

A centrocampo l’impatto di Frattesi è stato immediato. Tre gol in cinque partite e una fantamedia di 8,50 mostrano quanto la continuità concessagli da Gattuso stia valorizzando i suoi inserimenti. È già uscito dalla fascia delle scommesse, mentre Taylor e Belahyane stanno garantendo soprattutto presenza e voti senza avere ancora prodotto lo stesso volume di bonus. Il progressivo rientro di Rovella aggiungerà un’ulteriore variabile alle gerarchie.

Davanti Zaccagni conserva centralità, bonus e responsabilità dal dischetto, ma la crescita di Noslin è uno dei dati nuovi da considerare. Due gol in tre partite a voto, compreso quello segnato da centravanti a Venezia, gli hanno permesso di guadagnare terreno nelle scelte di Gattuso proprio mentre Pinamonti è rimasto fermo a due gare a voto e senza bonus. La pausa servirà a capire quanto questa tendenza possa incidere sulle gerarchie dell’attacco. Per chi cerca occasioni, però, la Lazio offre già profili differenti: Tavares è una conferma con capacità di bonus, Frattesi ha aumentato la sua valutazione iniziale, mentre Noslin rappresenta la crescita più significativa del reparto offensivo

Lecce: Coulibaly e Tiago Gabriel sono le sorprese, davanti mancano ancora i bonus

Sei punti, cinque gol segnati e dieci subiti descrivono un Lecce capace di battere Venezia e Monza, ma ancora fragile quando aumenta il livello dell’avversario. Falcone ha inevitabilmente pagato i malus, con una fantamedia scesa a 4,00, mentre la media voto di 6,10 restituisce un giudizio individuale differente: può conservare interesse per il modificatore scegliendo le partite giuste, anche se la tenuta complessiva della difesa impone cautela.

Proprio nel reparto arretrato è arrivata una delle sorprese dell’avvio. Tiago Gabriel ha segnato due gol in quattro gare a voto e raggiunto una fantamedia di 7,50, sfruttando soprattutto la propria pericolosità nel gioco aereo. Una frequenza realizzativa difficilmente sostenibile, che non cancella però la possibilità di aver trovato un difensore low cost capace di aggiungere qualche bonus alla titolarità. Ancora più sorprendente il rendimento di Coulibaly: due reti e un assist nelle prime cinque giornate, con fantamedia di 7,60. Gli inserimenti possono continuare a renderlo pericoloso, ma anche in questo caso sarebbe sbagliato proiettare sull’intera stagione il ritmo dei primi bonus. Ivan Ilic, con due assist in quattro gare a voto, rappresenta invece un’alternativa meno appariscente da monitorare.

Il problema resta l’attacco. Pierotti, Stulic, Monteiro e N’Dri non hanno ancora prodotto né gol né assist, mentre Geubbels ha trovato pochissimo spazio rispetto alle aspettative estive. Stulic sta guadagnando continuità e può ancora modificare le gerarchie, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per trasformare un attaccante del Lecce in una scommessa da inseguire durante la pausa. In una squadra che ha già prodotto alcune sorprese interessanti negli altri reparti, forzare la ricerca del centravanti giusto rischierebbe soltanto di occupare uno slot.

Milan: Amorim ha già riscritto diverse gerarchie

Undici punti e il 3-0 sul Lecce accompagnano il Milan alla pausa con diverse indicazioni che all’asta erano difficili da prevedere. La difesa sta trovando maggiore continuità nella linea a tre, ma le novità più interessanti arrivano dalle fasce. Estupiñán ha raccolto quattro titolarità nelle prime cinque giornate, mentre Chukwueze è stato trasformato da Amorim in esterno destro a tutta fascia: cinque gare a voto, due assist, media 6,50 e una posizione reale che ne aumenta sensibilmente l’interesse soprattutto quando rimane classificato centrocampista al Fantacalcio.

Rabiot ha cominciato con un gol e due assist in quattro partite, confermando una capacità di inserimento che può produrre bonus con continuità. Il caso più inatteso è però Alphadjo Cissè. Partito come elemento di profondità, ha già raccolto quattro gare a voto, tre titolarità e due gol, trovando spazio dall’inizio anche in partite importanti. Il rientro di Pulisic lo ha riportato in panchina contro il Lecce e impedisce di considerarlo un titolare acquisito, ma il suo status è già cambiato: Amorim lo considera una vera alternativa offensiva e, nelle leghe in cui fosse ancora libero, il costo può giustificare la scommessa.

Davanti Gonçalo Ramos ha prodotto soltanto un gol e un assist, ma è partito titolare in tutte e cinque le giornate e mantiene anche un ruolo importante nelle gerarchie dei rigori. Il rendimento inferiore alle aspettative può quindi creare un’occasione negli scambi anziché rappresentare necessariamente un motivo per liberarsene. Pulisic, tornato titolare e al gol contro il Lecce, conserva naturalmente un potenziale superiore. Tra le indicazioni migliori di questo avvio c’è però Diego Moreira: tre gol nelle ultime due giornate con un minutaggio ancora contenuto certificano una scommessa che, almeno finora, è stata pienamente vinta. Resta da capire quanto le ultime prestazioni incideranno sulle gerarchie offensive di Amorim, ma la crescita delle ultime settimane ne aumenta inevitabilmente l’interesse anche in vista della ripresa.

Monza: Varela è già esploso, dietro di lui emergono altre opportunità

Quattro punti e una sola vittoria nelle prime cinque giornate tengono il Monza nella parte bassa della classifica, ma il 2-1 sul Sassuolo ha lasciato qualche indicazione interessante. La prima riguarda la porta: dopo le difficoltà di Thiam, sette gol subiti in tre partite e una media voto di 5,17, Juric ha affidato una maglia a Törnqvist. Una presenza non basta per certificare un cambio definitivo, ma la gerarchia va necessariamente ricontrollata alla ripresa. In difesa Birindelli offre invece indicazioni più solide: cinque gare a voto e già due assist, favorito da una posizione da esterno che gli consente di accompagnare con continuità l’azione. Sulla corsia opposta sta incidendo anche Mangas: anche per lui cinque gare a voto, un gol e due assist rappresentano una produzione già significativa per un difensore. La continuità d’impiego e la partecipazione offensiva ne fanno un profilo da considerare seriamente anche nelle leghe con modificatore.

Il protagonista dell’avvio è naturalmente Gustavo Varela. Quattro titolarità, quattro gol e anche la responsabilità dagli undici metri ne hanno cambiato completamente lo status rispetto all’asta. La centralità nel gioco di Juric è ormai evidente, mentre è la frequenza realizzativa a suggerire prudenza: acquistarlo oggi significa inevitabilmente pagare anche l’esplosione delle prime giornate. Alle sue spalle sta trovando spazio Jay Robinson, classe 2007, già titolare tre volte e autore di un gol. È un profilo ancora grezzo e con una gerarchia da consolidare, ma proprio per questo può avere maggiore interesse nelle leghe numerose rispetto ai nomi ormai entrati nell’hype.

A centrocampo Akinsanmiro sta ottenendo più spazio del previsto e ha già servito un assist, mentre Folorunsho è ancora senza bonus. Colpani ha trovato un gol ma non continuità di rendimento, con una media inferiore al 6: la svalutazione iniziale può renderlo più interessante come eventuale acquisto a prezzo ridotto che come giocatore da scaricare. Il Monza resta una squadra sulla quale muoversi con cautela, ma Birindelli e Robinson offrono oggi margini di ingresso più interessanti rispetto a Varela, il cui rendimento è ormai sotto gli occhi di tutti.

Napoli: sette punti e molti investimenti ancora lontani dalle aspettative

Sette punti su quindici rappresentano una partenza inferiore alle attese e condizionano inevitabilmente anche la lettura dei singoli. Il Napoli di Allegri ha alternato buone fasi a prestazioni molto meno convincenti e gli infortuni hanno complicato ulteriormente le gerarchie. L’assenza lunga di Buongiorno aumenta le responsabilità di Rrahmani, finora il centrale più affidabile, mentre Milinkovic-Savic ha risposto bene durante lo stop di Meret senza che ci siano ancora elementi per considerare modificata la gerarchia in porta.

A centrocampo si concentrano alcuni dei casi più delicati. McTominay ha disputato appena due partite prima dello stop e dovrebbe sfruttare proprio la lunga pausa per completare il rientro in gruppo: se il recupero procederà regolarmente, la svalutazione può creare un’occasione negli scambi. De Bruyne ha invece prodotto un gol e un assist in cinque gare a voto, ma soltanto due volte è partito titolare. Il problema, quindi, riguarda soprattutto il peso che Allegri intende assegnargli e la lunga pausa dovrà fornire indicazioni più chiare. In questo contesto Vergara ha già raccolto un gol e un assist in tre presenze, pur senza avere ancora conquistato una gerarchia stabile: caratteristiche che ne fanno una scommessa autentica, con potenziale accompagnato da un evidente rischio di minutaggio.

Davanti Hojlund conserva la situazione più solida: cinque titolarità, due gol e una concorrenza che finora non ne ha realmente intaccato il posto. Lucca, Lang e Neres hanno invece prodotto pochissimo, con Lang particolarmente distante dalle aspettative iniziali. La partenza negativa del Napoli invita comunque a evitare cessioni dettate soltanto dalle prime fantamedie: McTominay può recuperare valore con il rientro, Hojlund mantiene centralità e persino De Bruyne richiede prima di tutto una verifica delle gerarchie. La pausa sarà decisiva proprio per distinguere i giocatori semplicemente penalizzati dal momento della squadra da quelli che stanno realmente perdendo spazio nel progetto di Allegri.

Parma: davanti stanno emergendo gerarchie nuove

La prima vittoria, arrivata contro il Genoa, ha portato un po’ di ossigeno a un Parma che nelle prime cinque giornate ha faticato soprattutto a trovare continuità offensiva. In porta Corvi è ormai il riferimento concreto da cui partire: titolare stabile in questo avvio, sembrerebbe aver definitivamente superato le incertezze sulle gerarchie che accompagnavano l’estate, con una media voto superiore al 6. In difesa Delprato e Valeri hanno sempre giocato e garantiscono soprattutto titolarità, anche se dal secondo è lecito attendersi qualcosa in più sul piano dei bonus.

Le indicazioni più interessanti arrivano dall’attacco. David Romero ha segnato due gol in quattro gare a voto e contro il Genoa ha ottenuto anche una maglia da titolare, segnale di una gerarchia in crescita. Simone Lontani, classe 2008, è invece andato a voto in tutte e cinque le giornate, ha già segnato e sta trovando uno spazio difficilmente pronosticabile all’asta. Almqvist ha aggiunto un gol e un assist, mentre Touré mantiene interesse anche per la posizione nelle gerarchie dei rigori. Il Parma offre quindi diverse soluzioni offensive a basso costo, senza che nessuna possa ancora essere considerata completamente consolidata.

Più prudenza richiede Fabbian. Le indicazioni della vigilia lasciavano immaginare un possibile impiego dall’inizio alle spalle di Romero, ma contro il Genoa Cuesta ha confermato Lontani e Touré, inserendo Fabbian soltanto nella ripresa. Il minutaggio raccolto finora è quindi ancora troppo ridotto per trasformarlo in una scommessa da consigliare. La pausa servirà soprattutto a capire se il nuovo assetto avrà continuità: al momento Romero è il giocatore che ha realmente guadagnato terreno, mentre Lontani rappresenta il profilo più intrigante per chi cerca profondità senza investimenti importanti.

Roma: Gasperini produce valore anche lontano dall’area di rigore

Tredici punti, appena tre gol subiti e una rosa dalla quale stanno arrivando contributi molto differenti rendono la Roma una delle squadre più interessanti di questo avvio. Svilar conferma il proprio valore anche per il modificatore, con cinque titolarità e una media di 6,40, mentre la solidità complessiva sta premiando anche i centrali: Mancini ha già aggiunto un assist alla continuità di rendimento e Balerdi, nelle partite disputate, si è attestato su medie particolarmente alte.

Le fasce meritano però un’attenzione specifica nel sistema di Gasperini. Wesley ha raccolto quattro voti, un assist e una media di 6,75, mentre Molina sta trovando continuità sulla corsia opposta e ha già prodotto a sua volta un assist. Per caratteristiche e posizione sono difensori che possono costruire il proprio valore anche attraverso la partecipazione offensiva, un elemento particolarmente interessante quando alla solidità della Roma si aggiunge il modificatore. Lulli sta trovando più spazio del previsto e può rappresentare una soluzione da leghe profonde, pur senza avere ancora prodotto bonus.

Anche a centrocampo le alternative non mancano. Koné ha giocato tutte le giornate e la doppietta contro l’Inter ha portato a due il suo bottino stagionale, mentre Pisilli ha già segnato due volte pur partendo titolare soltanto una volta. Quest’ultimo conserva quindi caratteristiche da scommessa low cost, accompagnate però da un rischio minutaggio evidente. Soulé ha già raccolto due gol e un assist, mentre Dybala, ancora senza reti, ha compensato con quattro assist e una media voto superiore al 7: numeri che rendono fuorviante qualsiasi valutazione basata esclusivamente sull’assenza di gol.

Davanti Malen rimane il riferimento, con sei reti nelle prime cinque giornate e la prima posizione nelle gerarchie dei rigori. Cinque di quei gol sono però arrivati nelle prime due partite, un dettaglio che invita semplicemente a non proiettare sull’intera stagione l’attuale fantamedia da doppia cifra. La centralità resta intatta e la Roma offre valore praticamente in ogni reparto: Svilar per porta e modificatore, gli esterni per il potenziale offensivo, Koné e Soulé per la continuità, Pisilli come possibile occasione e Dybala per una produzione che sta già andando ben oltre il dato dei gol segnati.

Sassuolo: Adzic è già una realtà, ma le opportunità non finiscono lì

Il Sassuolo arriva alla pausa dopo una partenza irregolare, confermata dal 2-1 subito a Monza. Tra i giocatori maggiormente penalizzati c’è Muric, fermo a 5,60 di media e protagonista di un grave errore nell’ultima giornata. La difesa offre però qualche soluzione a basso costo: Leysen ha giocato tutte e cinque le partite con una media di 6,20 e un assist, mentre Doig ha già trovato un gol e mantiene un’interessante propensione offensiva sulla sinistra. Merita attenzione anche Simone Cinquegrano, una delle gerarchie maggiormente ribaltate rispetto alle previsioni estive. Partito come alternativa, il classe 2004 ha giocato titolare tutte e cinque le prime giornate, raccogliendo anche un assist. La quotazione ancora molto contenuta e la continuità concessagli da Aquilani ne fanno un profilo particolarmente interessante come ultimo slot, soprattutto nelle leghe numerose.

La vera esplosione, però, è arrivata a centrocampo. Adzic ha già prodotto tre gol e un assist in cinque gare a voto, con una fantamedia di 8,60, e a questo punto ha superato la dimensione della semplice scommessa: chi prova ad acquistarlo durante la pausa deve mettere in conto una valutazione completamente diversa da quella dell’asta. Matic sta offrendo soprattutto continuità e ottimi voti, mentre Bakola ha cominciato a ritagliarsi spazio con prestazioni convincenti. Volpato, un gol in tre gare a voto, conserva invece un potenziale interessante se Aquilani riuscirà a garantirgli maggiore continuità.

Davanti Berardi è tornato incidendo subito e rimane il riferimento tecnico e sui calci piazzati, mentre Laurienté continua a garantire titolarità e partecipazione offensiva. Bowie ha già segnato e Sebastiano Esposito ha trovato un gol con un minutaggio ancora ridotto, aumentando la concorrenza. Per intervenire adesso sul Sassuolo può quindi essere più conveniente guardare oltre Adzic: Doig in difesa, Bakola e soprattutto Volpato a centrocampo possono ancora essere acquistati senza pagare completamente l’effetto delle prime cinque giornate.

Torino: Cacciamani e Fitz-Jim riscrivono le gerarchie, i nomi più attesi faticano

Quattro punti e una produzione offensiva ancora modesta accompagnano il Torino alla lunga pausa, anche se il pareggio di Bologna ha mostrato segnali migliori sul piano del gioco. La situazione in porta resta poco interessante per il Fantacalcio, mentre in difesa Cacciamani ha già modificato le valutazioni estive: cinque gare a voto, quattro titolarità, un assist e una media superiore al 6. La continuità concessagli da Abate lo rende uno dei difensori low cost da seguire con maggiore attenzione, soprattutto nelle leghe numerose.

Anche Fitz-Jim ha ribaltato le gerarchie previste ad agosto. Cinque titolarità su cinque certificano un ruolo ormai importante nel centrocampo granata, anche se l’assenza di bonus ne limita ancora l’appeal nelle leghe meno profonde. Molto più deludente l’avvio di Vlasic, sempre titolare ma ancora senza gol né assist e con una media di 5,40. Rigori, calci piazzati e centralità nel gioco suggeriscono però di non venderlo al minimo della valutazione: il rendimento è insufficiente, la struttura del suo ruolo continua a offrire possibilità di recupero. Nel centrocampo granata sta offrendo maggiore concretezza Mandragora, già a un gol e un assist in cinque gare a voto. Non possiede lo stesso margine di crescita di Fitz-Jim, ma la continuità e una maggiore familiarità con la zona offensiva lo rendono un’opzione più immediata per chi cerca soprattutto voto e qualche bonus.

In attacco Che Adams aveva cominciato con due gol in tre partite, prima della lesione di basso grado all’adduttore, che dovrebbe consentirgli di tornare a disposizione proprio alla ripresa, lasciando spazio a Simeone, che nelle prime cinque giornate non ha ancora prodotto alcun bonus. A Bologna è arrivato anche il primo gol di Kulenovic, entrato dalla panchina e decisivo per il pareggio: troppo poco per parlare di una nuova gerarchia, abbastanza per seguirne il minutaggio alla ripresa. Tra i giocatori del Torino, Cacciamani rappresenta quindi la crescita più concreta, Fitz-Jim una possibile soluzione da profondità e Vlasic un candidato al recupero. Simeone, invece, dovrà cominciare a produrre per evitare che il ritorno di Adams e la crescita delle alternative trasformino la semplice concorrenza in un problema strutturale.

Udinese: la classifica inganna, Ekkelenkamp guida le occasioni

Quattro punti e undici gol subiti consegnano alla pausa un’Udinese ancora difficile da decifrare, anche perché i risultati raccontano soltanto una parte del suo avvio. Contro il Cagliari, nell’ultima giornata, i friulani hanno perso 1-0 dopo avere prodotto 26 conclusioni e 16 calci d’angolo, confermando una discreta capacità di costruire occasioni accompagnata da evidenti problemi di concretezza. Okoye continua a offrire voti sufficienti, ma il numero di reti incassate ne limita fortemente l’interesse per clean sheet e modificatore. Anche la difesa dovrà essere rivalutata alla ripresa, quando i recuperi di Solet e Palma potrebbero modificare gerarchie nate durante l’emergenza; Abankwah, intanto, ha sfruttato lo spazio con cinque gare a voto e un gol.

Il reparto più interessante resta il centrocampo. Ekkelenkamp ha già raccolto due gol e un assist in cinque giornate, gioca abbastanza vicino alla porta e mantiene responsabilità sui calci piazzati: tra i giocatori ancora acquistabili senza valutazioni da top rappresenta uno dei profili più interessanti emersi finora. Anche Kamara ha sorpreso con due reti, mentre Karlström ha aggiunto un gol a una media voto superiore al 6. Sono numeri che aiutano a spiegare come gli otto gol dell’Udinese siano arrivati attraverso più soluzioni.

Davanti la situazione richiede maggiore cautela. Davis, due assist e prima scelta sui rigori, si è fermato contro il Cagliari per un problema al flessore e la sua valutazione dipenderà dagli accertamenti. Zaniolo è invece appena rientrato dai problemi muscolari e ha ancora soltanto due gare a voto senza bonus: proprio per questo può diventare un profilo da monitorare durante la pausa, soprattutto se il prezzo è sceso. Al momento, però, Ekkelenkamp rimane l’occasione più convincente dell’Udinese per rapporto tra ruolo, produzione e possibile costo.

Venezia: zero punti, ma una produzione offensiva che merita attenzione

Cinque sconfitte, quattro gol segnati e tredici subiti fanno del Venezia la squadra con il bilancio peggiore del campionato, ma alcune prestazioni suggeriscono una lettura meno netta per il Fantacalcio. Contro la Lazio la squadra di Stroppa ha tirato 17 volte, sei nello specchio, costruendo abbastanza per mettere più volte Mandas in difficoltà e fallendo anche un calcio di rigore. Una produzione offensiva nettamente superiore a quanto lasci intendere lo 0-2 finale, che si aggiunge ad altre partite nelle quali il Venezia ha raccolto meno di quanto creato. Il problema rimane trasformare questa mole di gioco in gol e, soprattutto, trovare un equilibrio difensivo.

Stankovic paga inevitabilmente le tredici reti incassate e oggi offre poche garanzie fantacalcistiche, mentre Hainaut rappresenta una delle eccezioni del reparto: cinque gare a voto, un gol e un assist ne hanno già fatto crescere la valutazione. Correia sta offrendo discreti voti e contro la Lazio si è procurato il rigore poi fallito da Yeboah, confermando una partecipazione offensiva che può renderlo interessante come ultimo slot.

A centrocampo l’assenza di Busio pesa molto. Prima dell’infortunio aveva raccolto due assist in quattro titolarità, ma la lesione al bicipite femorale dovrebbe tenerlo fuori almeno fino alla parte finale di ottobre, con la possibilità che il recupero slitti ai primi di novembre. Il suo profilo rimane interessante in prospettiva, ma durante questa pausa può essere preso in considerazione soltanto a prezzo molto basso e disponendo di una rosa sufficientemente profonda da aspettarlo.

Davanti Yeboah e Akor Adams hanno segnato appena una volta ciascuno e rappresentano bene il problema realizzativo della squadra. Contro la Lazio il rigore è stato affidato a Yeboah dopo un confronto con Adams e l’indicazione della panchina, ma l’errore dal dischetto lascia nuovamente aperta la gerarchia. Adams potrebbe quindi recuperare anche questa responsabilità, elemento da seguire senza trasformarlo ancora in un consiglio d’acquisto. Il Venezia resta una squadra sulla quale muoversi con prudenza: Hainaut ha già mostrato qualcosa di concreto, Correia può offrire valore a basso costo e Busio diventa un possibile investimento per chi può aspettarne il recupero. La produzione offensiva lascia spazio a una crescita dei bonus, ma dopo cinque sconfitte consecutive sarebbe eccessivo considerarla già una certezza. Sul Venezia pesa inoltre l’incognita della panchina: la posizione di Stroppa è diventata inevitabilmente delicata e un eventuale cambio tecnico potrebbe modificare alcune delle gerarchie osservate finora

Fantacalcio 2026/27: 10 da confermare, 10 da cedere e 10 scommesse

Cinque giornate rappresentano un campione ancora ridotto, ma sono sufficienti per cominciare a distinguere una semplice partenza negativa da un problema più profondo di gerarchie e minutaggio. Lo stesso principio vale per le sorprese: alcuni giocatori hanno già aumentato sensibilmente il proprio valore, altri stanno invece costruendo quasi in silenzio le condizioni per diventare occasioni interessanti. Alla vigilia della ripresa, ecco trenta nomi sui quali ragionare durante gli scambi e gli eventuali mercati di riparazione.

10 giocatori da confermare

Marco Carnesecchi (P, Atalanta) – I sette gol subiti dall’Atalanta possono spaventare, le prestazioni individuali molto meno. La media voto rimane positiva e, soprattutto nelle leghe con modificatore, cederlo adesso significherebbe attribuirgli responsabilità che riguardano principalmente il rendimento collettivo della squadra.

Nuno Tavares (D, Lazio) – Due assist nelle prime quattro gare a voto e una posizione che continua a permettergli di attaccare con frequenza. Qualche interrogativo fisico accompagna da tempo il giocatore, ma quando è disponibile rimane uno dei difensori con maggiore potenziale offensivo del campionato.

Charles De Ketelaere (C, Atalanta) – L’assenza di bonus nelle prime cinque giornate non deve cancellare ruolo e qualità. Continua a gravitare nella zona offensiva dell’Atalanta e questo è esattamente il momento nel quale il suo valore può risultare inferiore alle aspettative di agosto. Da tenere, e da provare ad acquistare se qualcuno ha già perso fiducia.

Riccardo Orsolini (C, Bologna) – Il cambio Tedesco-Palladino e i problemi fisici hanno complicato l’avvio, senza modificare ciò che rende Orsolini appetibile al Fantacalcio: capacità realizzativa, calci piazzati e possibilità di tirare i rigori. La pausa può aiutarlo a recuperare definitivamente condizione e centralità.

Scott McTominay (C, Napoli) – Due sole partite disputate spiegano molto più dello zero alla voce bonus. La lunga pausa arriva nel momento ideale per completare il recupero e restituire ad Allegri un centrocampista capace di occupare l’area e portare gol. Svalutarlo adesso sarebbe prematuro.

Nikola Vlasic (C, Torino) – Cinque partite, nessun gol e nessun assist rappresentano un avvio deludente, ma la posizione nella squadra rimane centrale. È ancora coinvolto sui piazzati ed è il primo candidato per i rigori: elementi che rendono poco conveniente venderlo nel momento di minima valutazione.

Randal Kolo Muani (A, Juventus) – Un solo assist e nessun gol nelle prime cinque giornate hanno inevitabilmente raffreddato l’entusiasmo, ma Spalletti continua a considerarlo una soluzione importante per il centro dell’attacco. La concorrenza esiste, così come il possibile peso dal dischetto, e il potenziale resta nettamente superiore a quanto raccontato finora dai bonus.

Gonçalo Ramos (A, Milan) – Un gol e un assist non rappresentano ancora il rendimento atteso da chi lo ha acquistato come riferimento offensivo, ma cinque presenze su cinque, centralità nel sistema di Amorim e posizione elevata nelle gerarchie dei rigoristi sono motivi sufficienti per evitare conclusioni affrettate.

Artem Dovbyk (A, Bologna) – L’infortunio e la concorrenza di Piccoli ne hanno depresso il valore, ma la pausa offre la possibilità di recuperare completamente e Palladino dovrà ancora definire le gerarchie del proprio attacco. Se acquistato a una cifra importante, questo è un momento da attendere piuttosto che da vendere al ribasso.

Nicolò Zaniolo (A, Udinese) – Due sole gare a voto dopo il rientro sono troppo poche per esprimere un giudizio. L’Udinese lo ha inserito in una posizione offensiva e gli attribuisce anche potenziale peso sui piazzati e dal dischetto. Chi ha accettato la scommessa estiva dovrebbe almeno concedergli il tempo di entrare realmente nella stagione.

10 giocatori da cedere

Dodô (D, Fiorentina) – La situazione è cambiata rispetto all’estate. Jiménez ha guadagnato spazio sulla destra e Vanoli ha già mostrato di poter fare scelte differenti. Il nome conserva ancora un valore fantacalcistico costruito nelle stagioni precedenti: proprio per questo può avere senso sondare il mercato prima che un’eventuale perdita definitiva del posto lo riduca ulteriormente.

James Abankwah (D, Udinese) – Ha sfruttato bene l’emergenza, giocando cinque partite e trovando anche un gol, ma i rientri di Solet e Palma possono modificare sensibilmente le gerarchie difensive. È uno dei pochi casi nei quali un buon avvio può diventare l’occasione per monetizzare prima che il minutaggio diminuisca.

Giacomo Raspadori (A, Atalanta) – Il problema non è il gol già realizzato, quanto l’evoluzione delle scelte offensive. Rowe ha conquistato spazio sulla sinistra, mentre per il ruolo centrale rimangono Scamacca e Krstovic. La duttilità gli garantirà minuti, ma il rapporto tra valore del nome e prospettive di titolarità rende sensato valutare uno scambio.

Beto (A, Fiorentina) – Pellegrino sta conquistando la fiducia di Vanoli e Beto ha raccolto finora pochissimo spazio da titolare. Il possibile peso sui rigori mantiene una quota di interesse, ma chi può trasformarlo in un attaccante con minutaggio più stabile ha motivi concreti per farlo.

Patrick Cutrone (A, Monza) – Varela è partito fortissimo e Juric ha a disposizione anche Robinson. Cutrone conserva esperienza, possibile peso dal dischetto e un nome spendibile negli scambi, ma le prime cinque giornate hanno reso la concorrenza per il posto molto più seria di quanto potesse sembrare ad agosto.

Giovanni Simeone (A, Torino) – Quattro partenze dall’inizio senza bonus e il contemporaneo ritorno di Che Adams aumentano la concorrenza, alla quale si aggiunge Kulenovic, già capace di trovare il gol. Rimane un attaccante spendibile, ma proprio il suo nome può consentire di ottenere in cambio un profilo con prospettive più lineari.

Lorenzo Colombo (A, Genoa) – L’avvio senza gol pesa, ma conta ancora di più la crescita di Osmajic, già a quota due reti e ormai pienamente dentro le rotazioni offensive di De Rossi. Colombo conserva il vantaggio di poter battere i rigori, nonostante il recente errore, ma la certezza del posto appare inferiore rispetto a quella immaginata all’asta.

Noa Lang (A, Napoli) – Quattro gare a voto, nessun bonus e una concorrenza offensiva molto elevata. Il Napoli dispone di numerose alternative sugli esterni e il suo nome conserva ancora un valore che può essere sfruttato negli scambi. In leghe profonde si può aspettare, mentre in quelle a otto o dieci partecipanti esistono probabilmente soluzioni più continue.

Georgios Thiam (P, Monza) – L’alternanza con Törnqvist e un avvio complicato sul piano dei gol subiti riducono l’affidabilità di un portiere che rischia di non garantire nemmeno la certezza del voto. Se il regolamento della propria lega permette di intervenire facilmente sul reparto, è uno dei profili sui quali cercare maggiore sicurezza.

Mohamed Kaba Geubbels (A, Lecce) – Il Lecce continua a cercare una soluzione stabile al centro dell’attacco e Stulic rappresenta una concorrenza reale. Il possibile ruolo da rigorista gli impedisce di essere una cessione obbligatoria nelle leghe numerose, ma in un reparto corto il suo minutaggio e la scarsa produzione offensiva possono giustificare il passaggio a un attaccante più affidabile.

10 scommesse da provare a prendere

Lorenzo Palmisani (P, Frosinone) – Cinque partite su cinque, appena quattro reti subite e una media voto di 6,90. È partito con quotazioni molto basse e sta trasformando quella che in estate sembrava una situazione incerta in una titolarità accompagnata da prestazioni di livello. Per chi utilizza il modificatore può diventare molto più di un semplice terzo portiere.

Simone Cinquegrano (D, Sassuolo) – Era partito dietro nelle gerarchie e si è preso cinque titolarità nelle prime cinque giornate, aggiungendo anche un assist. La quotazione rimane contenuta e proprio la distanza tra aspettative estive e minutaggio reale lo rende uno dei profili più interessanti da cercare prima che il mercato ne recepisca definitivamente la crescita.

Leonardo Cacciamani (D, Torino) – Cinque gare a voto, un assist e una collocazione da esterno nel 3-4-2-1 di Abate. La concorrenza di Fortini impone prudenza, ma caratteristiche e posizione gli consentono di avere un potenziale offensivo superiore a quello di molti difensori della stessa fascia di prezzo.

Ricardo Mangas (D, Monza) – Un gol e due assist in cinque giornate sono numeri che cominciano a essere difficili da ignorare. Gioca sulla corsia nel sistema di Juric e la sua partecipazione alla fase offensiva offre un potenziale particolarmente interessante per un difensore ancora lontano dai nomi più costosi del reparto.

Romano Schmid (C, Frosinone) – Tre assist in cinque partite e una posizione avanzata alle spalle della punta. Il Frosinone sta producendo molto più di quanto previsto in estate e Schmid partecipa anche ai calci piazzati. Raimondo e Kvernadze hanno già attirato l’attenzione con i gol, mentre l’austriaco può essere ancora avvicinabile a condizioni migliori.

Alphadjo Cissè (C, Milan) – Due gol in quattro gare a voto e tre partenze da titolare rappresentano un impatto notevole. Il rientro di Pulisic aumenta inevitabilmente la concorrenza e impedisce di considerarlo una certezza, ma età, capacità di inserimento e rendimento mostrato finora ne fanno una scommessa con margini molto elevati.

Tijjani Noslin (A, Lazio) – Due gol in appena tre gare a voto e la possibilità di essere utilizzato anche al centro dell’attacco hanno modificato la sua prospettiva. Pinamonti rimane un concorrente importante, ma Noslin ha già dimostrato di poter sfruttare lo spazio concesso da Gattuso e conserva un costo compatibile con uno slot da scommessa.

Milutin Osmajic (A, Genoa) – Due gol nelle prime quattro gare a voto hanno progressivamente aumentato il suo peso nelle scelte di De Rossi. Il Genoa fatica a segnare e proprio per questo chi riesce a produrre reti può rapidamente guadagnare gerarchie: è un profilo da anticipare piuttosto che inseguire dopo un’eventuale definitiva conquista del posto.

Simone Lontani (A, Parma) – Classe 2008, cinque gare a voto e già un gol in Serie A. La concorrenza non consente di promettere una titolarità permanente, ma il minutaggio ottenuto finora dimostra che Cuesta lo considera già una risorsa della prima squadra. Come ultimo slot, soprattutto nelle leghe numerose e con conferme, possiede un margine difficilmente reperibile a costi analoghi.

Diego Moreira (C, Milan) – Tre gol nelle ultime due giornate, realizzati nonostante un minutaggio ancora limitato, hanno trasformato quella che era una scommessa quasi invisibile in uno dei casi più interessanti di questo avvio di stagione. Adesso costerà inevitabilmente più di qualche settimana fa, ma il punto riguarda soprattutto le gerarchie: se le prestazioni recenti dovessero convincere Amorim a concedergli maggiore spazio, il margine di crescita resterebbe considerevole. Non è più un colpo da pochi crediti, ma può essere ancora il momento giusto per provare ad anticiparne la definitiva consacrazione.