Generali Stadium, il progetto di Milan e Inter e il futuro di San Siro

2 Novembre 2026 di 16 min di lettura
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Generali Stadium

Il progetto di Milan e Inter prevede 71.500 posti e si inserisce in un’operazione stimata in circa 2,3 miliardi di euro. Le ambizioni dei club, il ruolo di Generali e il confronto con gli impianti europei si intrecciano con il destino del Meazza, l’accessibilità delle tribune e le richieste di cittadini e tifosi contrari alla demolizione.

Milan e Inter hanno presentato il 29 ottobre al Castello Sforzesco il Generali Stadium, l’impianto da circa 71.500 posti firmato da Foster + Partners e MANICA nel quale puntano a trasferirsi nella stagione 2031/32. La presentazione ha dato una forma riconoscibile a un’operazione stimata in circa 2,3 miliardi di euro, che comprende il nuovo stadio e la trasformazione dell’area circostante. Con l’ingresso di Generali come partner per i diritti di denominazione, il progetto ha acquisito anche il nome che accompagnerà il percorso verso l’apertura.

Sono previsti una struttura esterna a X e due curve con spalti inclinati fino a 37 gradi, pensate per raccogliere e amplificare il sostegno dei tifosi. Intorno all’impianto troveranno spazio attività commerciali e nuove funzioni urbane, mentre per RedBird e Oaktree, le proprietà di Milan e Inter, la disponibilità dello stadio dovrà contribuire alla crescita dei ricavi e alla competitività delle squadre. La trasformazione riguarda anche il destino del Meazza e il rapporto con un quartiere che continuerà a essere abitato e frequentato durante il cantiere.

Poco prima dell’evento al Castello, un gruppo di tifosi dell’Inter ha esposto lo striscione «Luci a San Siro, non le spegnerete mai», accompagnandolo con cori contro l’abbattimento. La protesta è durata pochi minuti e ha riportato all’attenzione il legame con l’impianto attuale, al centro da tempo delle iniziative di comitati e residenti. La conservazione dello stadio, gli effetti dei lavori e le condizioni di accesso alle future tribune restano temi del confronto, mentre i club presentano le caratteristiche della struttura destinata a ospitare le due squadre.

Il progetto di Foster e il destino del Meazza

La facciata del Generali Stadium sarà scandita da grandi elementi in calcestruzzo a vista, disposti a X, che sosterranno la copertura e daranno ritmo al porticato. Nei riferimenti scelti dai progettisti compaiono il Duomo e la tradizione milanese delle logge e dei portici, reinterpretati attraverso una struttura aperta, naturalmente ventilata. Gli ingressi a diamante accompagneranno gli spettatori verso percorsi panoramici affacciati sulla città, prima dell’accesso alle tribune.

Foster ha ricondotto questa ricerca anche ai ricordi delle sue visite a Milano da studente e alle fotografie scattate allora, che racconta di utilizzare ancora. Fra gli edifici che lo hanno colpito indica la Galleria, la Scala, la Torre Velasca e il Pirelli; nella soluzione strutturale riconosce inoltre l’influenza delle opere di Pier Luigi Nervi. Il colonnato sostiene i percorsi e la copertura, lasciando grandi aperture verso l’esterno.

All’interno, due anelli avvolgeranno il campo a 360 gradi. Le curve sono presentate come settori da 11.700 spettatori ciascuna; la copertura a doppia curvatura ne seguirà l’andamento, raggiungendo i 70 metri di altezza dal livello del terreno di gioco. Il progetto prevede tutti i posti al coperto e punta a offrire maggiore spazio agli spettatori, con tribune disposte per avvicinarli al campo. Lo studio dell’acustica mira a valorizzare il sostegno del pubblico e a contenere la propagazione del rumore verso le abitazioni. Campo e tetto saranno fissi, con una configurazione predisposta anche per rugby e football americano.

L’impostazione fin qui illustrata prevede la conservazione di una porzione sud-orientale del Meazza, fra tribuna arancio e Curva Sud, da riutilizzare all’interno della nuova area. Foster ha però espresso l’interesse ad approfondire la possibilità di mantenerne una parte più consistente. L’ipotesi resta da sviluppare negli elaborati progettuali e da concordare fra i soggetti coinvolti.

Per chi chiede di conservare San Siro, la continuità con la sua storia comprende l’edificio, la sua presenza nel paesaggio e la possibilità di continuare a utilizzarlo. L’apertura di Foster introduce quindi un elemento di confronto sulla quantità di struttura da mantenere e sulle funzioni da assegnarle, senza coincidere con la richiesta di salvaguardare l’intero impianto.

Le tribune e il pubblico che i club vogliono raggiungere

La distribuzione dei posti aiuta a leggere il modello economico dell’impianto. Le cifre diffuse con la presentazione indicano 59.692 sedute standard, 3.698 premium e 8.088 riservate all’hospitality. Quasi 11.800 posti saranno dunque associati a un’offerta a maggiore valore commerciale, fra servizi dedicati, sale riservate e ristorazione. Il progetto indica anche 394 postazioni per persone in sedia a rotelle; accessi, percorsi e visuali concorreranno all’accessibilità dell’impianto.

Una parte della crescita cercata dai club passa dalla vendita di servizi aggiuntivi rispetto all’ingresso alla partita. Sky box e ambienti per gli ospiti consentono di prolungare la permanenza nello stadio e di rivolgersi alle imprese che utilizzano il calcio per incontrare clienti e partner. Anche il tunnel trasparente, fra le soluzioni presentate, appartiene a un’offerta che attribuisce valore commerciale alla prossimità ai calciatori e ai luoghi normalmente sottratti allo sguardo degli spettatori.

Milano rappresenta un mercato potenzialmente favorevole per queste attività, grazie alla presenza di imprese e visitatori internazionali. La domanda effettiva dovrà però sostenere un’offerta disponibile per molte date e su livelli di prezzo diversi. Per le società, l’obiettivo è accrescere il ricavo medio prodotto da ogni presenza e sfruttare gli spazi anche fra una partita e l’altra, attraverso incontri aziendali, visite, museo e ristorazione.

Per chi frequenta oggi il Meazza, il cambiamento prenderà forma nelle condizioni degli abbonamenti, nel numero dei posti nelle fasce più accessibili e nelle possibilità offerte alle famiglie. La ripartizione fra sedute standard, premium e hospitality descrive una parte dell’offerta; saranno i listini e le modalità di assegnazione a definire quanto costerà continuare a seguire la propria squadra. Anche da queste scelte dipenderà la continuità del pubblico che oggi contribuisce all’atmosfera di San Siro.

Nella gestione condivisa, Milan e Inter dispongono già di una base di utilizzo particolarmente intensa: una Serie A a venti squadre porta nello stesso stadio 38 partite casalinghe di campionato, alle quali si aggiungono le altre competizioni. La collaborazione consente di distribuire l’investimento fra due società e di rivolgersi a due tifoserie, mentre impone di coordinare manutenzione, allestimenti e attività commerciali. Il calendario degli eventi aggiuntivi dovrà inserirsi in questo utilizzo, con tempi compatibili con la preparazione del campo e le esigenze sportive.

I capitali dei club e il ruolo di Generali

L’operazione viene stimata in circa 2,3 miliardi di euro, comprendendo acquisizione delle aree, costruzione del nuovo impianto, interventi sul Meazza, infrastrutture e sviluppo commerciale. Per il solo stadio le valutazioni pubblicate superano i 700 milioni: una voce distinta dalle opere e dalle funzioni che compongono il resto dell’intervento.

L’acquisto del compendio è stato perfezionato il 5 novembre 2025 attraverso Stadio San Siro S.p.A., partecipata dalle due società. La delibera comunale sugli elementi essenziali della vendita fissava il prezzo in 197.075.590 euro, con 73 milioni iniziali e il saldo rateizzato, assistito da garanzie. Per finanziare l’acquisizione, Milan e Inter hanno annunciato il coinvolgimento di Goldman Sachs e J.P. Morgan come coordinatori principali, insieme a Banco BPM e BPER Banca.

Durante il cantiere, i club dovranno sostenere le spese prima che il nuovo impianto cominci a generare entrate. La ripartizione fra capitale dei soci e debito, insieme alle condizioni dei prestiti, inciderà sulle risorse disponibili anche negli anni successivi all’apertura. I ricavi aggiuntivi attesi da biglietteria, hospitality e attività commerciali dovranno quindi coprire i costi di gestione e gli impegni finanziari, oltre a contribuire alle ambizioni sportive delle proprietà.

Generali sarà partner per i diritti di denominazione dello stadio e partner assicurativo ufficiale di entrambe le squadre, con un legame che comincia prima dell’apertura. Le stime sull’intesa arrivano a circa 650 milioni di euro complessivi; il comunicato aziendale non ne dettaglia valore e durata contrattuale. L’accordo offre ai club una fonte di ricavi da inserire nella programmazione dell’investimento.

Per Generali, l’intesa associa il marchio a due squadre di seguito internazionale e alla città di Milano già durante lo sviluppo del progetto. Il ritorno commerciale per lo sponsor dipenderà anche dalla visibilità dell’impianto e dalla sua frequentazione, mentre la partnership assicurativa estende il rapporto alle attività delle due società.

Ristorazione, negozi e servizi potranno essere affidati a operatori specializzati attraverso canoni, concessioni o partecipazioni ai ricavi. Le condizioni di questi rapporti determineranno quanta parte del fatturato generato nel complesso resterà alla società dello stadio e ai club, ai quali spetterà organizzare un calendario compatibile con le esigenze delle squadre e con la manutenzione dell’impianto.

Il ritardo italiano e le esperienze europee

Le ambizioni milanesi si inseriscono in un sistema che ha accumulato un ritardo significativo negli investimenti sugli stadi. ReportCalcio 2025, elaborato dalla FIGC con AREL e PwC, censisce nel periodo 2007-2024 226 impianti nuovi o interessati da profondi interventi di rinnovamento in Europa, per 25,3 miliardi di euro. Nel perimetro considerato, l’Italia conta sei casi e appena l’1% degli investimenti. L’età media dalla prima inaugurazione è di 56 anni in Serie A e 74 in Serie B; soltanto l’8% degli stadi professionistici italiani risulta di proprietà non pubblica.

Gli spazi disponibili e le condizioni delle concessioni incidono sulle possibilità dei club italiani di ampliare l’offerta e programmare investimenti. Sale per le imprese, ristorazione e percorsi di visita richiedono strutture adeguate e una gestione che possa lavorare anche nei giorni senza partite. Le esperienze europee mostrano come queste attività siano state sviluppate sia attraverso nuovi impianti sia con la ristrutturazione di quelli esistenti.

Il Tottenham ha fatto del proprio impianto una sede per eventi sportivi e spettacoli, sostenuta anche da un accordo con la NFL che prevede almeno due partite di stagione regolare all’anno fino al 2029/30. Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025, i ricavi da gare hanno raggiunto 126,5 milioni di sterline, contro i 105,8 milioni dell’esercizio precedente, con un incremento legato anche al maggior numero di incontri disputati. Nello stesso esercizio il club ha registrato una perdita di 94,7 milioni e un debito netto di 831,2 milioni di sterline. Sono dati dell’intera società, sui quali pesano anche l’attività sportiva e gli impegni finanziari, e non rappresentano il risultato della sola gestione dello stadio.

Il Real Madrid ha seguito la strada della profonda ristrutturazione del Bernabéu. Al 30 giugno 2025 l’investimento cumulato indicato dal club ammontava a 1,347 miliardi di euro, con 1,132 miliardi di finanziamento residuo legato al progetto. Nello stesso esercizio, i ricavi ricorrenti della biglietteria e delle attività commerciali dello stadio, escluse le licenze personali sui posti, erano aumentati del 38%. A quella data la società segnalava ancora un’operatività incompleta della ristorazione e dei concerti: lo sviluppo delle attività proseguiva quindi oltre la realizzazione delle principali opere.

In Italia, la Juventus ha inaugurato nel 2011 uno stadio per il quale indica un investimento storico di 155 milioni di euro, museo compreso. Alla programmazione delle partite si affiancano tour e circa cento eventi commerciali per stagione, spesso organizzati nelle sale e negli spazi del complesso. La loro frequenza contribuisce all’utilizzo dell’impianto durante l’anno. A Milano, la presenza di due club offre una base diversa di pubblico e di appuntamenti, sulla quale costruire l’offerta rivolta a tifosi, imprese e visitatori.

La trasformazione del quartiere e l’indotto

L’intervento annunciato interessa 281.000 metri quadrati. Nel percorso descritto dal Comune, una prima fase comprende lo spostamento del tunnel Patroclo, la costruzione dello stadio e la demolizione parziale del Meazza; una seconda riguarda il riutilizzo della porzione conservata, le funzioni terziarie e commerciali e il verde, con 80.000 metri quadrati da cedere all’amministrazione. Il tunnel figura come opera pubblica realizzata dal privato a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Apertura dell’impianto e completamento dell’area potranno quindi seguire tempi differenti.

Durante la costruzione, l’investimento coinvolgerà imprese edili, progettisti, impiantisti e fornitori. A regime, le opportunità riguarderanno il personale dello stadio e delle attività ospitate, la manutenzione, l’accoglienza e la spesa dei visitatori. Per il quartiere sarà rilevante anche il rapporto fra le nuove funzioni e gli esercizi già presenti: un complesso capace di trattenere al proprio interno gran parte dei consumi produce effetti diversi da una frequentazione che raggiunge ristoranti, negozi e servizi circostanti.

Il potenziale turistico dipenderà dalla capacità di attrarre appuntamenti e visitatori aggiuntivi, favorire pernottamenti e prolungare la permanenza in città. San Siro genera già occupazione, concerti e flussi legati alle partite, sui quali si innesterà la nuova struttura. A Londra, uno studio EY commissionato dal Tottenham e pubblicato nel 2023 stimava, con riferimento alla stagione 2021/22 e all’insieme delle attività del club, 478 milioni di sterline di valore aggiunto nella capitale e 3.700 posti equivalenti a tempo pieno sostenuti nei tre distretti di Haringey, Enfield e Waltham Forest. Per Milano, l’entità delle ricadute dipenderà dal calendario e dalla distribuzione della spesa, compresa la quota che raggiungerà le attività esterne al complesso.

Le ragioni di cittadini e tifosi contrari

I comitati e le associazioni intervenuti nel confronto contestano diversi aspetti della trasformazione, dalla conservazione del Meazza alle modalità della cessione e agli effetti della riqualificazione. Fra loro figurano il Comitato Sì Meazza e il Gruppo Verde San Siro, le cui posizioni non coincidono necessariamente su ogni punto. Alla difesa dello stadio come luogo della memoria sportiva si affiancano richieste che riguardano la vita quotidiana dei residenti e le condizioni nelle quali si svolgeranno i lavori.

Claudio Trotta, fondatore del Comitato Sì Meazza, ha criticato la presentazione del progetto e dello sponsor prima del completamento della valutazione ambientale. Silvana Gabusi, portavoce del Gruppo Verde San Siro, ha richiamato l’attenzione sulla demolizione, esprimendo timori per la possibile dispersione di polveri contenenti amianto. Le obiezioni chiamano in causa le modalità delle lavorazioni, le eventuali bonifiche e le misure previste per proteggere il quartiere.

Legambiente Lombardia ha chiesto di valutare insieme gli effetti ambientali e sanitari dell’intervento, comprendendo lo spostamento del tunnel e le nuove edificazioni. La presidente Barbara Meggetto ha sollecitato approfondimenti sulle conseguenze per la salute. Per chi abita nell’area, la successione dei cantieri comporterà trasporto di materiali e modifiche alla viabilità, con rumori e lavorazioni da gestire mentre il quartiere e lo stadio attuale continueranno a essere frequentati.

Il progetto presenta soluzioni per ridurre i consumi durante l’esercizio, fra cui 27.500 metri quadrati di fotovoltaico, funzionamento elettrico, recupero dell’acqua piovana, riutilizzo delle acque grigie e illuminazione LED. La valutazione ambientale dell’operazione comprende anche le risorse necessarie alla costruzione, la demolizione e il trasporto delle macerie. Su questi aspetti si concentra una parte delle obiezioni di chi sostiene la conservazione o la ristrutturazione del Meazza.

Nel dibattito trovano spazio anche posizioni favorevoli alla costruzione del nuovo stadio che chiedono di mantenere quello esistente. Il giornalista Mario Calabresi ha prospettato la presenza di due impianti, con una nuova funzione per San Siro, e ha richiamato la necessità di prezzi accessibili.

Le autorizzazioni e i passaggi ancora aperti

La presentazione del Generali Stadium arriva mentre proseguono il percorso urbanistico e il confronto giudiziario sulla vendita. Con le decisioni pubblicate a inizio ottobre, il Tar della Lombardia ha dichiarato inammissibili quattro ricorsi e ne ha respinto uno nel merito, quello del consigliere comunale Enrico Fedrighini sulle modalità del procedimento consiliare. Secondo quanto comunicato dallo stesso Fedrighini, l’udienza in Consiglio di Stato sulle delibere contestate è fissata al 4 maggio 2027.

Su un piano distinto resta aperta l’indagine della Procura di Milano, che ipotizza i reati di turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio in relazione al percorso di cessione. Gli accertamenti riguardano le modalità del procedimento e gli scambi di informazioni fra i soggetti coinvolti; le ipotesi investigative attendono gli esiti dell’inchiesta.

Anche il confronto sugli effetti sanitari ha prodotto nuovi passaggi. Il Coordinamento Parco Ovest ha segnalato la richiesta comunale di approfondimenti, il deposito di due elaborati dedicati alla salute e la proroga al 15 novembre del termine per presentare osservazioni. La documentazione e le risposte dell’amministrazione saranno parte del percorso di Valutazione ambientale strategica, nel quale cittadini e associazioni continuano a intervenire.

Il calendario annunciato dai club il 29 ottobre indica il 2028 per l’avvio dei lavori e la stagione 2031/32 per la prima partita, subordinatamente alle approvazioni. La prospettiva degli Europei del 2032 aggiunge rilevanza all’obiettivo temporale, mentre il completamento delle funzioni urbane seguirà il proprio sviluppo progettuale e autorizzativo.

I prossimi elaborati dovranno precisare quanto del Meazza sarà conservato, quali spazi saranno accessibili ai residenti e come verranno coordinati cantiere, viabilità e attività sportive. Per i tifosi, il trasferimento prenderà forma anche attraverso l’assegnazione dei settori e le condizioni degli abbonamenti. Nel frattempo, Milan e Inter continueranno a giocare a San Siro, mentre prosegue il percorso progettuale e autorizzativo dell’impianto destinato a sostituirlo.