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Un altro anno solare di Serie A è andato in archivio. Un 2020 sicuramente diverso su tanti punti di vista, che ha costretto a rivedere le nostre abitudini. Gli spalti vuoti, ahinoi, sono una costante a cui siamo ormai accostumati. Un anno in cui abbiamo visto i nostri beniamini giocare a 30 gradi, per recuperare la stagione 2019/2020 che sembrava ormai perduta. È stato anche l’anno delle goleade e delle rimonte, delle voci ben distinte degli allenatori da bordocampo. Nonostante le tante difficoltà, la quattordicesima ed ultima giornata di Serie A ha portato sotto l’albero tante emozioni. Il giusto mix tra sfide di grandi ex e romanticismo.

Serie A, l’ex che non ti aspetti

Un primo assaggio di questo mix è stato pregustato in Juventus-Fiorentina di martedì sera. Una partita mai come tutte le altre, segnata da una fortissima rivalità dentro e fuori dal campo. Tanti gli ex della Viola in campo: Bernardeschi, Cuadrado e soprattutto l’attesissimo Federico Chiesa. Tutti si attendono giocate da lui, mentre a colpire è un ex quasi ignorato: Martin Caceres. Protagonista degli Scudetti della Juve di Antonio Conte e Massimiliano Allegri, ha infilato Szczesny per la rete del definitivo 0-3, oltre a una gara di scatti e coperture sulla fascia. Partita condita anche dagli errori arbitrali di La Penna, che tanto hanno fatto discutere sui social. Una vena di polemica che mai può mancare nel calcio nostrano.

Un mercoledì sera di romanticismo

Nella serata di mercoledì, invece, sono affiorati tanti ricordi per i tifosi. A partire da Roma-Cagliari. Sulla panchina sarda siede Eusebio Di Francesco, l’allenatore ricordato dai giallorossi per la semifinale di Champions League nel 2017/2018. Saranno stati diversi i pensieri e i ricordi per Di Francesco, che ha dichiarato in conferenza di essere dispiaciuto per non aver salutato la curva dei suoi ex supporters. La contesa è vera e combattuta, i testaccini ne escono vincenti per 3-2. Con buona pace Di Francesco, che però ha visto i suoi battagliare fino al fischio finale.

Altra gara di interessante analisi è Milan-Lazio. Qui l’ondata dei ricordi è orchestrata da Stefano Pioli, tecnico biancoceleste dal 2014 al 2016, protagonista di stagioni tra alti e bassi, con il ritorno ai preliminari di Champions e una sonora sconfitta per 1-4 in un derby. L’annata successiva arriverà proprio Simone Inzaghi in panchina. Questa volta il Milan subisce la rimonta, ma al 92′ Theo Hernandez trova la testata vincente che batte Reina. Risultato finale? Guarda caso 3-2, come Roma-Cagliari. Anche se la gara, ai punti, sarebbe potuta terminare in parità, aldilà del dispetto dell’ex.

A chiudere la romantica giornata ci pensa Gennaro Gattuso, ex rossonero e fiero condottiero del Napoli. Rino, nel post-partita, afferma di avere la miastenia, richiamando tutti i ragazzini nel vivere la propria esistenza senza avere paura. L’ennesimo messaggio forte di un tecnico schietto e sincero, stimato anche dai tifosi più neutrali. Un messaggio di conforto in vista di un Natale diverso.

Giusto, allora, chiudere questi mesi tribolati con un po’ di sentimentalismo. Ci fa capire che, in fondo, il pallone che rotola per il campo porta tante discussioni e veleni, ma anche nostalgia e immagini affisse nella mente. Lontani fisicamente, ma vicini come un girotondo a forma di pallone.

Di Luca Ripari

Sono Luca Ripari, ho 26 anni e provengo da Perugia. Nel giugno 2019 mi sono laureato in Mediazione Linguistica, in inglese e spagnolo. Ho una grande passione per il calcio, tanto da aver dedicato la mia tesi finale a questo argomento, lo sport interconnesso con società e cultura. Ho iniziato a collaborare con alcune testate e anche la radiocronaca mi appassiona. Mi piace scrivere, raccontare di calcio, viaggiare e leggere.