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fonseca romafonte: sito ufficiale AS Roma

Si è conclusa da pochi giorni l’avventura di Paulo Fonseca alla Roma, durante la quale il portoghese ha mostrato sicuramente diversi limiti. Non a caso, i giallorossi, sotto la sua gestione tecnica in due anni, non sono mai riusciti a raggiungere l’obiettivo Champions e la bacheca, come da ormai molto tempo a questa parte, è rimasta vuota. A difesa del tecnico si possono tuttavia considerare diverse attenuanti e va, nonostante tutto, lodato il suo comportamento sempre positivo e la sua grande professionalità.

Il primo anno di Fonseca in Italia e lo scoppio della pandemia

Paulo Fonseca arriva a Roma nel giugno 2019, seppur non risultando sicuramente la prima scelta dell’allora ds Petrachi e del vecchio presidente Pallotta. I giallorossi, viste anche le difficoltà societarie ed il caos delle vicende inerenti agli addii di Totti e De Rossi, ricevono diversi rifiuti da tecnici di livello piuttosto importante, come Conte, Sarri, Gasperini e, qualcuno vocifera, anche di De Zerbi. La vecchia dirigenza della Roma, viste le complicazioni nell’accaparrarsi queste prime scelte, ha deciso dunque di virare su una soluzione esotica e di puntare su un allenatore con una visione di calcio piuttosto affascinante. Il suo nome è ovviamente Paulo Fonseca, reduce da tre ottime stagioni in Ucraina con lo Shakhtar Donetsk, club con il quale vinse tutto in patria e fece vedere buone cose anche in Europa.

Proprio in Champions ci fu infatti il primo incrocio tra Fonseca e la Roma e precisamente negli ottavi di finale del 2018, in cui, tra l’altro, i capitolini riuscirono a passare il turno, ma con molta fatica. Paulo Fonseca, al suo arrivo, ha colpito subito per le sue capacità comunicative con i giocatori e per la sua idea di calcio molto offensiva che proponeva alla squadra. Il portoghese, con la collaborazione dell’ottimo ds Petrachi, riesce tra l’altro anche a convincere Dzeko a rimanere e collabora ad un ottimo calciomercato estivo, nonostante le difficoltà economiche del club.

L’inizio stagione è tuttavia a fatica per i giallorossi, che debuttano con un pareggio deludente contro il Genoa, per poi ritrovarsi alla seconda giornata subito il derby contro una Lazio già ben collaudata. Nella stracittadina, nonostante le difficoltà i giallorossi riescono comunque a strappare un punto, per poi proseguire con un inizio di campionato discreto e trovando la prima vittoria nel mese di settembre all’Olimpico contro il Sassuolo grazie ad uno spettacolare 4-2. Nella prima parte di stagione la Roma riesce comunque a chiudere al quarto posto e a passare senza troppo affanno il proprio girone di Europa League. Da gennaio tuttavia inizia il declino della squadra di Fonseca, con i giocatori che sembrano far fatica ad assimilare questa tipologia di calcio molto offensivo e soprattutto con diversi di loro che si rivelano decisamente inadatti al modulo 4-2-3-1. Arrivano dunque diversi passi falsi, tra cui anche l’eliminazione dalla Coppa Italia contro la Juventus ai quarti e soprattutto la pesante sconfitta 4-2 al Mapei Stadium contro il Sassuolo. I giallorossi riescono poi pian piano a ritrovare continuità e ad andare in avanti in Europa, fino a quando tuttavia il calcio è costretto a fermarsi a causa della pandemia di Coronavirus.

Il campionato riprende a giugno, ma nel frattempo Fonseca perde una figura per lui di riferimento come Gianluca Petrachi, a causa di diverbi con Pallotta, e soprattutto, nel primo periodo, la squadra fa piuttosto fatica fino a quando il tecnico portoghese non decide di passare al 3-4-2-1. Questo cambio di modulo permette ai giallorossi di ritrovare i risultati e la continuità seppur senza riuscire a centrare il quarto posto, ma terminando un gradino più giù. La stagione dei giallorossi si conclude però ad agosto e nel peggiore dei modi, a causa di una sconfitta per 2-0 contro il Siviglia, negli ottavi di Europa League. Una partita davvero giocata male da parte dei capitolini, che si dimostrano ancora una volta in difficoltà nelle gare che contano sia per carenze dei giocatori, ma anche per alcune scelte del tecnico. Si dice addirittura che al termine del match, negli spogliatoi, ci sia stato un pesante diverbio tra Fonseca e Dzeko. Ed anche altri giocatori, a quanto pare, non avrebbero preso benissimo alcune indicazioni tattiche del mister.

La seconda stagione di Fonseca a Roma l’arrivo della nuova proprietà

Il mese di agosto 2020 è un mese davvero importante per la storia della Roma, visto l’avvicendamento della nuova proprietà capitanata da Dan e Ryan Friedkin. Anche a causa dei risultati non proprio esaltanti dell’annata precedente, i due, consigliati da Guido Fienga, pensano anche ad un cambio di panchina, per poi tornare sui propri passi, avendo evidentemente considerato anche le tempistiche, piuttosto ristrette. Nell’inedito mercato di settembre i capitolini acquistano Borja Mayoral, Kumbulla e, proprio in extremis, trattengono Smalling. Ma il vero protagonista della sessione è Edin Dzeko: il bosniaco, infatti, era ormai ai ferri corti con Fonseca, ma alla fine, viste anche le difficoltà incontrate nel reperire un sostituto, la Roma decide comunque di tenerlo.

La stagione dei giallorossi inizia tuttavia nel peggiore dei modi, a causa della clamorosa sconfitta a tavolino contro l’Hellas Verona. Il dirigente Pantaleo Longo si dimentica, infatti, di inserire Diawara nella lista degli over 25, annullando praticamente il pareggio per 1-1, raccolto sul campo dalla squadra giallorossa. Paulo Fonseca si riscatta, poi, conducendo la Roma ad un ottimo percorso e chiudendo il girone di andata al terzo posto, seppur riuscendo a vincere solo contro le cosiddette “piccole”.

Anche in Europa il percorso risulta sicuramente positivo, con la Roma che approda, in scioltezza, ai sedicesimi di finale. Da gennaio in poi, tuttavia, qualche cosa sembrerebbe essersi rotto e la sconfitta per 3-0 nel derby e la successiva eliminazione dalla Coppa Italia contro lo Spezia risultano essere due due grossi campanelli di allarme. In quest’ultima partita, tra l’altro Fonseca, si rende protagonista di una clamorosa gaffe, effettuando una sesta sostituzione, nel corso dei tempi supplementari, che non era però consentita dal regolamento. La partita viene dunque persa a tavolino, ma in realtà la Roma uscita sconfitta anche sul campo.

Nei mesi di febbraio e marzo, visti i molti impegni ravvicinati, aumenta il numero degli infortuni e il quarto posto si fa sempre più lontano. La squadra inizia, infatti, a perdere punti anche contro le squadre di bassa classifica, continuando il proprio trend negativo negli scontri diretti. L’unica ancora salvezza diventa dunque l’Europa League, competizione nella quale i giallorossi si sbarazzano prima del Braga, poi dello Shakthar Donetsk e infine dell’Ajax, centrando dunque una semifinale che mancava da addirittura 30 anni.

Questo è stato sicuramente il punto più alto della Roma di Paulo Fonseca, seppur poi all’Old Trafford, contro il Manchester United, si siano rivisti tutti i limiti della squadra e dell’allenatore. Gli uomini di Paulo Fonseca, nonostante gli infortuni di Veretout e Spinazzola ad inizio match, riescono addirittura a chiudere il primo tempo in vantaggio per 2-1, ma nella ripresa staccano completamente la spina e subiscono ben 5 gol.

Nella gara di ritorno, poi, la Roma vince 3-2 all’Olimpico, ma questo risultato non basta per andare in finale. Proprio a ridosso di questa sfida, tra l’altro, Fonseca riceve la comunicazione che dall’anno prossimo non sarà più l’allenatore della Roma. Al suo posto, annunciato a sorpresa il giorno successivo dallo stesso Friedkin, arriverà un top manager come Josè Mourinho.

Da quel momento, è giusto sottolinearlo, va senza dubbia apprezzata la grande professionalità del tecnico ex Shakhtar, che nonostante tutto, riesce a condurre la squadra alla vittoria del derby e al raggiungimento della Conference League, utilizzando anche il 4-2-3 che probabilmente verrà adottato dal suo illustre successore, lanciando, contemporaneamente, diversi giovani interessanti.