Cielo de un solo color
Dopo il sorprendente Mondiale di Sud Africa 2010, in cui l’Uruguay è giunto fino alla semifinale poi persa contro l’Olanda 3-2, la Selección di Óscar Tabárez arriva a disputare la Copa América 2011 in Argentina con la certezza di essere una delle squadre favorite per la vittoria finale.
Come di consueto, per ovviare ai posti vacanti dei gironi della fase preliminare, la CONMEBOL invita diverse Nazionali di differenti Federazioni: quell’anno gli invitati furono il Giappone, che rifiutò a causa del terremoto di Tōhoku, e la Spagna, che rifiutò per via di problemi di pianificazione. Infine, il posto di Giappone e Spagna lo presero Costa Rica e México, le quali parteciparono con le rispettive rappresentative U-23.
Tabárez mantiene sostanzialmente la medesima convocatoria di Sud Africa 2010, una squadra che scende in campo con un solido 4-4-2, in cui spiccano crack come Diego Forlán, Luís Suarez o Edinson Cavani, tutti in un momento favorevole della loro carriera.
L’Uruguay finisce in un girone di ferro, il Girone C, con Chile, México e Perù. Infatti, nonostante la superiorità tecnica e qualitativa, la banda di Tabárez si qualifica al 2°posto con 5 pt, dietro al Chile.
Da ciò ne consegue l’accoppiamento ai quarti di finale contro l’anfitrión del torneo, ovvero l’Argentina, nonché la favorita assoluta per la conquista del torneo, sia per essere la padrona di casa e sia per l’evidente superiorità complessiva della rosa, con giocatori di chiara fama come Di María, Higuaín, Tévez, Agüero, Pastore e Messi.
Ma l’Argentina non è quella che sembra: il completo fallimento al Mondiale del 2010 con l’umiliazione subita dalla Germania per 4-0, le polemiche tra l’ex CT Maradona e l’AFA, la poca incisività di Messi & Co. nelle partite decisive, hanno dato humus ad una condizione di instabilità, che, si rifletterà poi in campo.
Argentina vs Uruguay non è mai una partita qualsiasi, in mezzo c’è la storia calcistica e politica del Sud America, giocatori mitici e partite memorabili, come ad esempio la storica finale mondiale di all’Estadio Centenario di Montevideo del 1930 vinta 4-2 dall’Uruguay.
Ma questo Argentina vs Uruguay risulta essere, forse, uno dei peggiori confronti di sempre. La partita di gioca a Santa Fe, nello stadio “Brigadier General Estanislao Lopez”. Al minuto 5 l’Uruguay è in vantaggio con il gol di Fernando Pérez Aguado, l’albiceleste pareggia al ’17 con El Pipa Higuaín. Tutto in 17 minuti. Dopodiché, il vuoto.
È una partita in cui entrambe le squadre hanno paura l’una dell’altra, le occasioni scarseggiano e lo spettacolo ne risente.
Il risultato di 1-1 è stabile fino alla fine dei tempi regolamentari, e, successivamente dei tempi supplementari. Ci saranno i rigori.
Forlán risponde a Messi. Suarez risponde a Burdisso. Tevez sbaglia.
Scotti porta in vantaggio l’Uruguay. Gargano replica a Pastore.
Higuaín segna dando un’ultima flebile possibilità all’Argentina. Ma Cáceres non sbaglia e porta l’Uruguay in semifinale!
È una vittoria storica per l’Uruguay, contro i rivali di una vita.
La delusione per l’Argentina è tremenda, ma anche paradossale: infatti non si spiega come una squadra che, sulla carta, ha una rosa di livello mondiale, con giocatori che militano nei club europei più importanti, non riesca a trovare un equilibrio in campo.
Mentre l’Uruguay è l’esatto opposto: una squadra senza troppi grandi nomi ma ben assemblata in campo da un tecnico esperto e determinato.
La semifinale si gioca a La Plata, nella parte sud-est di Buenos Aires, contro il Perù. Dopo un primo tempo di studio ed analisi dell’avversario, l’Uruguay chiude la partita nei primi 10 minuti della ripresa, con una sfavillante doppietta de El Pistolero Luís Suarez, che trascina la squadra in finale. In finale ci arriva il Paraguay con un insolito percorso. Dopo aver superato il proprio girone al 1° posto, arriva in finale senza mai vincere una partita dei 90 minuti. Ai quarti elimina ai rigori – 0-2 – il pessimo Brasile di Mano Menezes dopo un noiosissimo 0-0.
In semifinale contro il Venezuela, medesima sceneggiatura: 0-0 e vittoria ai rigori per 5-4. È un caso unico nella storia delle competizioni internazionali. Ma non è un caso che sia stato proprio il Paraguay ad aver raggiunto la finale. Infatti, bisogna ricordare l’incredibile Mondiale disputato dal Paraguay in Sud Africa, in cui, per la prima volta nella propria storia raggiunse i quarti di finali – venendo eliminati, 1-0, dalla Spagna poi campione – sfiorando un’impensabile semifinale.
La finale si gioca al “Estadio Monumental” di Buenos Aires, casa del River Plate, in un caldissimo pomeriggio di fine luglio.
L’Uruguay la sblocca immediatamente con la rete di Suarez dopo appena 10 minuti. I ragazzi di Tabárez hanno il pieno e totale controllo del match, non concedono nulla al Paraguay e bloccano in una gabbia Óscar Cardozo, unica vera arma del Paraguay. Prima della fine del primo tempo Forlán segna il 2-0, decretando sostanzialmente la fine dei giochi. Ma l’umiliazione si concretizza al minuto 89, quando Forlán segna il 3-0 definitivo. L’Uruguay è campione d’America, è il 15esimo titolo per la Celeste. << El cielo es de un solo color..>>, come recita Emiliano Brancciari, frontman del gruppo rock uruguaiano “No Te Va Gustar” nel brano Cielo de un solo color, brano del 2004, divenuto ufficiosamente l’inno della Nazionale uruguaiana.
Questa vittoria rappresenta il frutto di un progetto tecnico partito da lontano e gestito in maniera impeccabile da un Maestro di calcio come Óscar Tabárez. Anche a livello individuale l’Uruguay porta a casa la maggior parte dei riconoscimenti, come ad esempio Miglior giocatore per Luís Suarez, Miglior giovane per Sebastián Coates e Premio Fair Play per il capitano Diego Lugano.
Sono passati 15 anni da quel trionfo, 15 anni in cui la Selección è entrata in una crisi sportiva da cui fa fatica a riprendersi. I vari Suarez, Forlán e Cavani non ci sono più, ne tantomeno il vivaio locale è riuscito a sfornare talenti degni di una Nazionale come quella uruguaiana. Unica nota positiva è il capitano Federico El Pajarito Valverde, stella del Real Madrid di cui è anche recentemente diventato capitano.
Dopo la vittoria in Copa América 2011, la Selección ha incontrato enormi difficoltà nel competere in Copa América, venendo eliminata 2 volte consecutive ai gironi – nel 2015 e nel 2016 anno del Centenario – 1 volta agli ottavi nel 2021, riuscendo a giocare una semifinale solo nell’ultima edizione nel 2024. La situazione è ancora più grave se si parla di Mondiali, infatti dal 2010 in poi, l’Uruguay è stato sempre eliminato ai gironi, eccezion fatta a Russia 2018 nei quarti contro la Francia, perdendo 2-0.
Riuscirà mai l’Uruguay a tornare ad un livello competitivo? Al momento la risposta sembra essere no.



