fbpx
ChelseaFonte: profilo ufficiale Twitter Chelsea FC

Il tocco di Tuchel stravolge una stagione.

Era il 4 luglio del 2019 quando Frank Lampard diventava allenatore del Chelsea. Le aspettative erano altissime per un Club che voleva ritornare sul podio del mondo calcistico e che proprio per questo aveva scelto lui, uomo amato dai tifosi e dalla forte carica offensiva. Eppure qualcosa non ha funzionato. Mantenere un equilibrio nello spogliatoio non è cosa semplice e per Lampard, il 25 gennaio del 2021, il risultato è l’esonero. Tra scetticismo e critiche, arriva come successore Thomas Tuchel. Il suo calcio non è spettacolare ma con lui arriva un fattore fondamentale: i risultati. Riesce addirittura a entrare nella storia del club: ottiene, infatti, da allenatore debuttante, ben 14 risultati utili consecutivi, superando i 12 di Scolari e i 10 di Mourinho.

Havertz, Werner, Kanté: alcuni tra i gioielli per la scalata europea.

Roman Abramovich, proprietario del Club, aveva già provveduto, prima dell’arrivo del tedesco, a portare in squadra nomi importanti, investendo circa 200 milioni. Giocatori come Mendy, Havertz, Werner, insieme all’ottimo colpo di Thiago Silva a zero, sono stati affiancati ad altre pedine importanti come James o il gioiellino Kanté, mediano che sta decisamente stupendo chiunque. Un 3-4-3 che non è stato solo cambio di modulo ma si è rivelato un vero cambio di rotta, con Tuchel che ha infranto ogni limite d’immaginazione: «Sono così contento, è un sogno per me. Mi sembrava impossibile quando ho iniziato ad allenare, non credevo di poter alzare questa coppa e ora questo sogno si è realizzato. Come abbiamo vinto? Con convinzione, un po’ di fortuna e il giusto atteggiamento».

Un Chelsea che supera ogni concorrenza.

Termina 0 – 1 la sfida tra Manchester City e Chelsea, tra Pep Guardiola e Thomas Tuchel. Basta un solo gol, firmato da Havertz, per mettere il sigillo nella finale di Champions League del 2021. È il 2° trionfo nella competizione per i Blues, che tornano a giocarla dopo 7 anni, precisamente dopo il 2012. Solo un anno fa per Tuchel il sogno era sfumato, proprio in finale ma sulla panchina del PSG; questa volta invece lo stesso allenatore, con una squadra diversa, ha sbaragliato ogni concorrenza. Al settimo cielo festeggia la vittoria con i suoi, stringe questa volta in un abbraccio gioioso Thiago Silva e alza la coppa al cielo. Quella coppa che, implicitamente, con il nome del Chelsea, porterà inciso su di sé anche quello di un allenatore che, contro ogni aspettativa, ha compiuto qualcosa di straordinario.