Cesena-Catanzaro 1-0: la decide Gelli sul finale, ma i giallorossi non sfigurano

7 Novembre 2026 di 7 min di lettura
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Cesena
Una serata fredda, dieci gradi, la pioggia e un terreno di gioco bagnato fanno da cornice a Cesena-Catanzaro, sfida valida per l’undicesima giornata del campionato di Serie B. Al Dino Manuzzi finisce 1-0 per i padroni di casa, grazie alla rete di Gelli all’83’, al termine di una partita nella quale l’equilibrio ha fatto da padrone per lunghi tratti.
Prima del fischio d’inizio, le due squadre osservano un minuto di silenzio in memoria di Jesús De Miguel, calciatore spagnolo del Tenerife scomparso dopo un gravissimo incidente avvenuto in campo durante uno scontro di gioco con il portiere avversario, Owono. Un momento di raccoglimento che restituisce al calcio la sua dimensione più umana.
Sugli spalti, la Curva Mare sceglie di non sostenere la squadra per i primi quindici minuti. Una forma di solidarietà nei confronti dei tifosi del Catanzaro, accompagnata dallo striscione «Trasferte libere». Non manca anche una presa di posizione contro il caro prezzi.
L’accoglienza riservata a Michele Mignani, ex allenatore del Cesena e oggi sulla panchina calabrese, è comunque positiva.

LE FORMAZIONI
Il Cesena di Alessandro Diamanti scende in campo con un 4-2-3-1 Siano; Ciofi Gelli, Mangraviti, Frabotta, Bisoli, Bohinen, D’Andrea, Pagano, Druiventak, Shpendi.
Il Catanzaro di Michele Mignani risponde con un 3-4-2-1 Pigliacelli; Frosinini, Imperiale, Antonini,Candela, Mosti, Tchaouna, Dorval, Alesi,Iemmello, Koffi N’Dri.
Da segnalare la presenza di Petriccione inizialmente in panchina tra i giallorossi, mentre D’Andrea parte titolare nel Cesena.

UN PRIMO TEMPO BLOCCATO
La partita fatica a decollare. Nei primi trenta minuti nessuna emozione per il pubblico che cerca di dare il proprio contributo con il proprio sostegno. Le due squadre tentano di affondare qualche colpo ma sono tentativi sterili, anche perché mostrano attenzione soprattutto a non concedere spazi. A centrocampo si sviluppa una vera e propria ragnatela tattica, capace di imbrigliare le iniziative offensive da entrambe le parti, annullando ogni tentativo affondo in area.
Il Cesena cerca di amministrare la gara senza scoprirsi troppo, mentre il Catanzaro appare leggermente più intraprendente. La situazione di classifica dei calabresi, ultimi in Serie B e alla ricerca di punti pesanti, impone un atteggiamento coraggioso e una maggiore propensione offensiva.
I romagnoli, invece, mostrano qualche imprecisione nell’ultimo passaggio. La manovra non trova sempre la necessaria profondità e le occasioni da gol nel primo tempo latitano.
Si arriva così all’intervallo sullo 0-0, risultato che fotografa fedelmente quanto visto nei primi quarantacinque minuti.
La ripresa si apre con un Catanzaro più aggressivo. Nei primi dieci minuti sono soprattutto i giallorossi a cercare di prendere in mano la partita, mostrando maggiore intraprendenza rispetto alla prima frazione.
Al 68′ arriva una grande occasione per il Cesena. Fiori, servito ottimamente, ha tutto il tempo per calciare, ma la sua conclusione termina una spanna sopra la traversa. Un’occasione importante, soprattutto considerando il momento della gara.
Passano appena due minuti e il Catanzaro risponde. La squadra calabrese va vicinissima al vantaggio, ma Frabotta si rende protagonista di un intervento provvidenziale, salvando praticamente sulla linea di porta a portiere battuto.
Al 72′ è ancora il momento di un’iniziativa offensiva: Guidi prova a fare tutto da solo, avanza e tenta di sfondare la retroguardia avversaria, ma la conclusione termina alta.
La partita sembra poter prendere qualsiasi direzione. Poi, all’83’, arriva l’episodio che decide l’incontro.
Il Cesena trova il vantaggio con Gelli, che firma di testa il suo primo gol in carriera. Una conclusione ravvicinata, dopo un calcio di punizione di Frabotta che manda una palla arrivata in area per lo stacco e la deviazione decisiva di Gelli, che termina alla sinistra del portiere. Il Dino Manuzzi può finalmente esplodere di gioia.
Il Catanzaro non si arrende. Nonostante lo svantaggio, continua a spingere e prova con un forcing finale a rimettere in discussione il risultato. Il Cesena, però, resiste e porta a casa tre punti preziosi.

UN RISULTATO CHE NON RACCONTA TUTTA LA PARTITA
Il Cesena porta a casa una vittoria, cercata, fortemente voluta e costruita soprattutto attraverso l’attenzione, la pazienza e la capacità di sfruttare uno degli episodi offensivi della ripresa. Non è stata una prestazione particolarmente brillante, ma in questo tipo di partite conta anche saper aspettare e approfittare di qualsiasi occasione.
Il Catanzaro esce sconfitto, ma ha fatto un’ottima prestazione. Anzi, per quanto mostrato soprattutto nella seconda parte dell’incontro, la squadra calabrese lascia intravedere qualità e valori che sembrano difficili da conciliare con l’ultimo posto in classifica.
Per il Cesena arrivano tre punti importanti. Per il Catanzaro, invece, resta l’amaro in bocca e quella consapevolezza di aver giocato una partita nella quale avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più.
Nel calcio a volte basta un episodio, una giocata sporca, una palla che trova la strada della rete al posto di una che viene fermata sulla linea a portiere battuto. Questa volta è toccato al Cesena.

LE PAROLE DI DIAMANTI: «LA SERIE B È SPORCA, SERVE PIÙ CORAGGIO»
Nel dopo partita, Alessandro Diamanti si gode i tre punti, ma non nasconde la propria insoddisfazione per la prestazione. La definisce una vittoria «sporca», riconoscendo al Catanzaro qualità che l’ultimo posto in classifica non racconta: «È una squadra di valore, con giocatori forti».
Il tecnico del Cesena punta soprattutto sull’atteggiamento dei suoi: «La prestazione è stata col freno a mano. Noi dobbiamo levarlo». E poi l’invito ai ragazzi è chiaro: giocare con più coraggio, serenità e personalità. «Bisogna provarci di più, perché sono giocatori di valore, anche umano».
Tre punti importanti, dunque, ma per Diamanti c’è ancora margine per crescere.

MIGNANI: «IL CATANZARO NON MERITAVA DI PERDERE»
Amarezza nelle parole di Michele Mignani al termine della partita. Il tecnico giallorosso riconosce la crescita della squadra nella ripresa, quando il Catanzaro ha alzato il baricentro e preso in mano il controllo del gioco, costringendo il Cesena a difendersi. L’occasione di Koffi, con il provvidenziale salvataggio di Frabotta sulla linea, è la fotografia di una ripresa giocata con maggiore intraprendenza.
A decidere l’incontro è stata una punizione all’83’, trasformata in gol da Gelli. «Una punizione ci ha beffato. Avrei accettato il pareggio, ma la sconfitta mi lascia l’amaro in bocca perché i miei ragazzi non la meritavano».
Mignani non cerca alibi e riconosce i meriti degli avversari, ma ribadisce la propria convinzione: «Oggi il calcio riserva vittorie non meritate e sconfitte non meritate. Senza nulla togliere al Cesena, che ha fatto la sua partita e ha vinto, sono convinto che la mia squadra non abbia meritato di perdere».