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VidalFonte immagine: account Twitter ufficiale Vidal

C’era una volta un centrocampista cileno che a quantità e qualità sommava anche una spiccata dote realizzativa. L’arma in più della prima Juventus di Antonio Conte. Quel giocatore era Arturo Vidal.

Conte ha cercato in tutti i modi di tornare ad allenarlo e, con “capricciosa decisione”, dopo anni di tentativi andati a vuoto ci è riuscito.

Probabilmente, però, l’allenatore nerazzurro non ha ben letto le controindicazioni in piccolo del “pacco” arrivato da Barcellona.

Sono passati circa 10 anni da quel Vidal che, da semi-sconosciuto, impattava con la Serie A. Anni in cui il giocatore cileno tra Bayern e Barcellona non ha dato continuità alle sue prestazioni in bianconero.

Il suo rendimento da quando è tornato in Italia non è per niente stato quello che l’allenatore si aspettava dal suo “guerriero“.

Lontano parente di se stesso

Sulla disfatta della campagna europea nerazzurra c’è il suo nome a caratteri cubitali e i suoi 45 minuti col Crotone sono sembrati un’orribile deja-vù del fallimentare esordio a San Siro contro il Borussia Moenchengladbach.

Prima rimane a guardare pietrificato Zanellato colpire di testa tutto solo a due passi da un incolpevole Handanovic. Così come rimase immobile, mantenendo in gioco e aprendo una prateria per l’1-2 di Hofmann. Poi, senza apparenti motivi dettati dalla pericolosità dell’azione, causa un rigore per eccesso di foga ai limiti dell’area di rigore. Copia e incolla della stessa sciocchezza commessa col Gladbach in occasione del rigore del momentaneo pareggio dei tedeschi.

Nel mezzo, ad onor di cronaca, ci sarebbe una palla recuperata sulla trequarti offensiva che dà il via al contropiede del momentaneo 2-1 nerazzurro. Troppo poco.

Conte, tuttavia, ha sempre dimostrato di volerlo aspettare continuando a dargli fiducia. Forse perchè Vidal è, o meglio, era, l’uomo che più di tutti incarna lo stile di gioco dell’allenatore pugliese.

Uscito lui l’inter cambia completamente faccia, concedendo poco o nulla alla squadra di Stroppa e dilagando in fase offensiva fino ad arrivare al 6-2 finale, condito da una spettacolare tripletta di Lautaro Martinez.

Dopo l’ennesima prova da peggiore in campo anche la pazienza di chi lo ha fortemente voluto in nerazzurro sembra essere finita: “Deve lavorare e pedalare, nessuno ha il posto assicurato […] non possiamo permetterci i suoi alti e bassi” ha dichiarato Conte a fine partita sulla prestazione del cileno.

Con Sensi che scalpita per riprendersi un posto nell’undici titolare, e con Gagliardini che è “sempre una garanzia”, Vidal, a questo punto, potrebbe accomodarsi spesso e volentieri in panchina.