Intervista a Lara Laino: “Il calcio, che passione! L’autenticità è la forza più grande che una persona possa avere.”

24 Luglio 2026 di 11 min di lettura
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Lara Laino

Dietro il sorriso, grinta e determinazione. Dagli esordi nella danza fino ai salotti televisivi e al giornalismo sportivo su Sportitalia e ReteBrescia (di cui è caporedattrice), Lara Laino ha saputo conquistarsi il suo spazio con talento e personalità.
Tra TV, passione calcistica e il coraggio di essere sempre se stessa, in questa lunga chiacchierata ci apre le porte del suo mondo!

 

Ciao Lara, grazie di essere qui con me oggi. Innanzitutto, come stai e come stai vivendo questo periodo così intenso della tua vita?

Sto vivendo un periodo della mia vita davvero intenso, sempre a mille. Ho pochissimo tempo da dedicare alla mia vita privata, è vero, ma le soddisfazioni che sto raccogliendo dal punto di vista professionale ripagano di tanti sacrifici. Oggi posso dire di aver trovato davvero la mia strada nella televisione. È il lavoro che sento mio, quello che mi fa alzare ogni mattina con entusiasmo e con la voglia di dare sempre il massimo. Certo, ci sono momenti di stress e ritmi frenetici, ma è uno stress positivo, perché nasce dalla passione per quello che faccio. Quando ami il tuo lavoro e ti senti realizzata, anche la fatica assume un sapore diverso. Ogni traguardo raggiunto mi dà la conferma di essere sulla strada giusta e mi spinge a fare sempre meglio.

Oggi il pubblico ti conosce come opinionista e volto televisivo. Quando hai capito che il calcio sarebbe diventato una parte importante della tua vita?

Da quando sono arrivata a Sportitalia, grazie anche a Roberta Fontana, ho scoperto una passione che probabilmente avevo sempre avuto dentro, ma che non avevo ancora avuto l’occasione di esprimere fino in fondo: quella per il giornalismo sportivo. In realtà il calcio ha sempre fatto parte della mia vita. Sono cresciuta in una famiglia dove lo sport si vive con grande entusiasmo: mio padre è un interista sfegatato e, fin da piccola, il calcio è sempre stato un argomento presente in casa. Per me è stata una bellissima scoperta, perché ho capito che questo mondo mi appassiona davvero e voglio continuare a crescere anche in questo ambito.

Il tuo percorso professionale è stato molto particolare: dai social alla televisione, passando per la radio e l’intrattenimento. Qual è stata la sfida più difficile che hai dovuto affrontare per arrivare dove sei oggi?

La sfida più grande, all’inizio della mia carriera come ballerina, è stata far capire alle persone che non ero la classica ragazza bella che sapeva solo ballare. Sentivo il bisogno di dimostrare che dietro l’immagine c’era molto di più: una donna con carattere, idee e una forte personalità. Per me la bellezza non è mai stata la qualità più importante. Quello che fa davvero la differenza è la personalità, l’autenticità e la capacità di lasciare un segno per ciò che si è, non solo per come si appare. Anche quando sono arrivata in televisione ho dovuto affrontare delle difficoltà. Ho trovato un collega che cercava spesso di sminuirmi e di mettermi in secondo piano. Non è stato semplice, ma ho scelto di rispondere con il lavoro, con la preparazione e con la professionalità, senza mai perdere la mia dignità. Alla fine credo che il tempo dia sempre ragione a chi lavora con serietà. Io credo molto nel karma: se fai le cose con passione, correttezza e rispetto, prima o poi i risultati arrivano e la professionalità viene sempre ricompensata.

Che rapporto hai con Brescia e cosa rappresenta per te una piazza calcistica così appassionata e ricca di storia?

In realtà sono nata e ho vissuto a Milano fino a quattro anni fa. Poi mi sono fidanzata con un ragazzo di Bergamo che lavorava a Brescia e, proprio in quel periodo, è arrivata anche l’opportunità di lavorare per Rete Brescia. Così ho deciso di trasferirmi definitivamente. Devo dire che, con il tempo, mi sono davvero innamorata di questa città. Negli ultimi anni ho imparato ad apprezzarla sempre di più: Brescia è una città ricca di storia, arte e cultura, ma ha anche un’energia speciale. Da quando lavoro nel mondo dello sport ho scoperto anche il grande legame che i bresciani hanno con la loro squadra di calcio. È un rapporto fatto di passione, appartenenza e orgoglio, valori che ammiro molto e che rendono questa città ancora più autentica. Oggi posso dire che Brescia mi ha accolto, mi ha dato importanti opportunità professionali e, soprattutto, mi ha fatto sentire a casa.

Se dovessi scegliere un personaggio del mondo del calcio, del passato o del presente, da intervistare nel tuo “salotto”, chi sceglieresti e quale sarebbe la prima domanda che gli faresti?

Se avessi la possibilità di intervistare un grande campione del calcio del passato sarebbe Diego Armando Maradona ,ne approfitterei soprattutto per capire cosa c’è stato dietro i suoi successi. Gli chiederei: “Se potessi tornare indietro, rifaresti tutto allo stesso modo o c’è qualcosa che cambieresti?” Credo che da questa risposta si possa capire davvero tanto di una persona. È questo il tipo di intervista che mi piace fare: cercare di raccontare la persona prima ancora del calciatore.

Guardando al calcio italiano in generale, quale pensi sia oggi il principale problema del nostro movimento e quale invece il suo punto di forza?

Credo che il problema principale del calcio italiano di oggi sia quello di dare ancora troppo poco spazio ai giovani. Abbiamo tantissimi talenti, ma spesso preferiamo puntare su giocatori già affermati invece di investire con coraggio sui ragazzi dei nostri vivai. Questo, alla lunga, può penalizzare anche la Nazionale. Allo stesso tempo, però, il calcio italiano ha ancora tantissimi punti di forza. La nostra tradizione tattica è riconosciuta in tutto il mondo, abbiamo allenatori tra i migliori in assoluto e un campionato che continua a essere molto competitivo e ricco di storia. Un’altra grande forza sono i tifosi. In Italia il calcio non è soltanto uno sport, ma è cultura, appartenenza e passione. Basta entrare in uno stadio per capire quanto sia forte il legame tra una squadra e la sua città. Io credo che, continuando a valorizzare i giovani e mantenendo viva questa straordinaria passione, il calcio italiano possa tornare a essere un punto di riferimento anche a livello internazionale.

La Nazionale italiana sta attraversando anni complessi e spesso altalenanti. Da tifosa e da addetta ai lavori, cosa manca agli Azzurri per tornare stabilmente tra le grandi potenze del calcio mondiale?

Credo che oggi alla Nazionale servano soprattutto continuità, fiducia e il coraggio di puntare sui giovani. L’Italia ha sempre avuto grandi talenti, ma spesso questi ragazzi hanno bisogno di più spazio e responsabilità per crescere. Penso che non manchi la qualità, ma la capacità di costruire un gruppo solido nel tempo, con un’identità di gioco chiara e tanta voglia di indossare quella maglia. La Nazionale deve tornare a trasmettere quel senso di appartenenza che in passato ci ha permesso di raggiungere traguardi straordinari. Quando giochi per l’Italia, non rappresenti solo una squadra: rappresenti un Paese intero. È proprio da quello spirito di sacrificio, dall’orgoglio e dall’unione del gruppo che, secondo me, bisogna ripartire per tornare ai massimi livelli.

Sei una delle donne più seguite e apprezzate nel panorama televisivo. Ti è mai capitato di sentirti giudicata più per l’aspetto che per le tue competenze?

Mi sono sentita spesso giudicata per il mio aspetto. Ancora oggi c’è chi pensa che, se una donna è bella, indossa un abito colorato, un vestito più corto o una scollatura, allora debba essere per forza superficiale o poco preparata. Sinceramente trovo che nel 2026 dovremmo aver superato questi pregiudizi, e invece purtroppo esistono ancora. Ma ho imparato a non farmi condizionare. Io so perfettamente chi sono, quanto studio, quanto lavoro e quanta passione metto in quello che faccio. Per tanti anni ho sentito il bisogno di dimostrare il mio valore. Oggi, invece, non ne sento più la necessità. Preferisco che siano i fatti, la mia professionalità e il mio percorso a parlare per me. Chi mi conosce davvero sa chi sono; il giudizio degli altri non definisce il mio valore.

Qual è il ricordo calcistico che ancora oggi riesce a emozionarti ogni volta che ci ripensi?

Se penso a un ricordo calcistico che ha emozionato tutta l’Italia, il primo che mi viene in mente è la vittoria del Mondiale del 2006. È stato uno di quei momenti che hanno unito un Paese intero. Ricordo la gioia della gente nelle piazze, le bandiere, gli abbracci e la sensazione che, almeno per una notte, fossimo tutti una grande famiglia. Quella Nazionale ha dimostrato che con il sacrificio, lo spirito di gruppo e la determinazione si possono raggiungere traguardi straordinari. È un ricordo che va oltre il calcio: rappresenta un momento di orgoglio nazionale che resterà per sempre nella storia dello sport italiano.

Immagina di essere sugli spalti insieme alla bambina che eri. Cosa le diresti oggi vedendoti lavorare in televisione e parlare di calcio davanti a migliaia di persone?

Se potessi parlare alla Lara bambina, le direi di continuare a credere in se stessa e di non mollare mai, anche quando tutto sembra più difficile. Le direi di non ascoltare chi cerca di scoraggiarla o di farle credere che non ce la farà. Le ricorderei che i sogni si costruiscono con il sacrificio, la determinazione e tanto lavoro. Le direi anche di scegliere con cura le persone di cui circondarsi, perché avere accanto chi ti sostiene davvero, chi gioisce dei tuoi successi e ti incoraggia nei momenti difficili, fa una differenza enorme. E, soprattutto, le direi una cosa: continua a essere te stessa. Perché, alla fine, l’autenticità è la forza più grande che una persona possa avere.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno è partecipare a Ballando con le Stelle, perché la danza è il mondo da cui provengo e rimane una delle mie più grandi passioni. Sarebbe un modo bellissimo per tornare a ballare e raccontare un’altra parte di me. Dal punto di vista professionale, invece, mi piacerebbe condurre un programma di intrattenimento su un canale nazionale. È un obiettivo che inseguo con entusiasmo e determinazione. Detto questo, sono già molto soddisfatta del percorso che sto facendo. Ho la fortuna di svolgere un lavoro che amo e che mi appassiona ogni giorno. Credo che i traguardi vadano conquistati un passo alla volta: ogni gradino raggiunto è una nuova motivazione per continuare a crescere, senza avere fretta ma con tanta voglia di migliorarmi.

Quando tra molti anni riguarderai il tuo percorso professionale, cosa ti piacerebbe che il pubblico ricordasse di Lara Laino?

Credo che ciò che mi rappresenta di più sia la mia solarità. Mi piace sorridere, trasmettere energia positiva e cercare di far stare bene le persone che mi circondano. Sono una persona spontanea, piena di entusiasmo, e se riesco a regalare anche solo un momento di leggerezza a qualcuno, per me è già una piccola vittoria. Ma, soprattutto, mi piacerebbe che le persone si ricordassero di me non solo per il sorriso, ma anche per la mia professionalità, la mia energia positiva e la mia autenticità. Vorrei lasciare il ricordo di una donna che ha lavorato con passione, serietà e determinazione, senza mai perdere il sorriso e la voglia di trasmettere positività agli altri. Per me questo sarebbe il riconoscimento più bello.

 

Grazie mille Lara, è stato davvero un piacere parlare con te oggi. In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti futuri!