The Miracle of Belo Horizonte
Se l’indipendenza delle 13 colonie inglesi in America fosse una partita di calcio, sicuramente sarebbe rappresentata con ciò che successe il 29 giugno del 1950.
Brasil ’50 è ricordato principalmente per la celebre <<tragedia>> sportiva del “Maracanazo” nella finale tra Brasile e Uruguay. Ma quell’estate, un altro evento ha suscitato il medesimo interesse: “Il miracolo di Belo Horizonte”. Un evento che ha lasciato un’ enorme eredità anche in termini culturali ed artistici, con importanti opere che ne hanno omaggiato la memoria, come ad esempio il libro The game of their lives di Geoffrey Douglas o il film del 2005 In campo per la vittoria di David Anspaugh.
La ormai vecchia “Coppa del Mondo Jules Rimet” del 1950 risulta essere, per svariati motivi, una delle edizioni più iconiche della storia. Il “Miracolo di Belo Horizonte” ha come protagonisti due nazioni “sorelle”, ma calcisticamente agli antipodi: l’Inghilterra e gli Stati Uniti d’America.
Va innanzitutto ricordato che, in quella edizione, a causa del forfait di alcune nazionali (si presentarono 13squadre sulle 16 previste), si decise di adottare una struttura caratterizzata da 2 fasi a gironi ed una fase finale all’italiana. Tale scelta, fu causa di una asimmetria logistica con gironi numericamente sbilanciati. Infatti, nella Fase I composta da 4 gruppi, solo i Gruppi 1 e Gruppo 2 contavano le 4 squadre come nella struttura classica, mentre il Gruppo 3 era composto da 3 squadre ed il Gruppo 4 da solamente 2! Le prime classificate di ciascun gruppo ottenevano la qualificazione per la fase successiva, ovvero la Fase II. Nella Fase II o “Girone Finale”, le 4 vincitrici dei gironi si sfidavano in un altro unico girone all’italiana. La vittoria non era assegnata in una finale classica, ma alla squadra che avesse accumulato la maggior quantità di punti nel girone all’italiana, con il sistema dei 2pt a vittoria e 1pt a pareggio.
Inghilterra e USA condividevano il Gruppo 2 insieme a Cile e Spagna. Gli inglesi fanno il loro esordio il 25 giugno al Maracanã (presagio di ciò che sarebbe accaduto con Brasile e Uruguay? Chissà.) contro il Cile, vincendo comodamente 2-0. Quattro giorni dopo, il 29 giugno, l’Inghilterra può già portare a casa la qualificazione battendo gli Stati Uniti, una partita, sulla carta, abbastanza semplice. Ma accade l’impensabile. Bisogna considerare che la Nazionale degli Stati Uniti dell’epoca non era minimamente paragonabile a quella di oggi. Negli USA il processo di assimilazione del Calcio è stato molto lento. Solo negli ultimi decenni – a partire dagli anni ’90 – si è assistito ad un costante sviluppo di questo sport, che rimane comunque marginale rispetto al Basket, al Football o al Baseball.
Ecco che, se appunto si pensa al calcio negli USA risalente agli anni ’50, si può comprendere la portata del “Miracolo di Belo Horizonte”. Ma prima di entrare nel merito della storia, è necessario fare un ulteriore passo a ritroso. Paradossalmente, la Nazionale dei “Tre leoni” si trovava a partecipare per la prima volta ad un campionato del mondo, a differenza degli Stati Uniti i quali vantavano già 3 partecipazioni. Questo era dovuto ad una precisa motivazione: la FA (Football Association) entrò a far parte della FIFA già nel 1906, ma ne uscì nel 1928 a causa di fraintendimenti con i vertici della FIFA. Il motivo principale era la decisione da parte di Jules Rimet di creare un torneo (il Mondiale) distinto rispetto alle Olimpiadi. Secondo gli inglesi, questa scelta avrebbe pregiudicato il torneo principale (le Olimpiadi) e messo in crisi la sezione calcistica del Regno Unito. Da qui, si spiegano le “non partecipazioni” alle prime edizioni dei Mondiali da parte della Nazionale inglese.
La questione si risolse nel 1946, quando risolti i dissidi, la FA rientrò a far parte della FIFA.
Tornando al quel 29 giugno, inutile sottolineare che gli inglesi partirono con tutti i favori del pronostico, anche perché i calciatori statunitensi, tutti figli di immigrati (britannici e italiani) non erano neanche dei calciatori professionisti, infatti tutti i membri della rosa svolgevano mestieri “normali”. Basti pensare che gli allibratori dell’epoca pagano 500:1 la vittoria degli USA! Anche la stampa contribuì ad esagerare il tutto. Il “Daily Express” alla vigilia del match scrisse: << Sarebbe giusto iniziare la partita dando 3 gol di vantaggio agli Stati Uniti..>>. mentre il “Belfast Telegraph” definì la squadra statunitense come “A band of no-hopers” ovvero “Una banda di uomini senza speranza”! La partita si giocò in un caldissimo pomeriggio (ore 15:00) allo Stadio “Raimundo Sampaio” di Belo Horizonte. Le cronache dell’epoca raccontano che dopo meno di un quarto d’ora l’Inghilterra vessa già tirato 10 volte in porta. Ma poco prima della fine del primo tempo, l’attaccante americano Bahr, in una delle rare occasioni generate, calciò finalmente in porta ed il suo tiro fu deviato dal suo compagno di squadra Gaetjens, che spiazzò il portiere britannico generando così il surreale vantaggio degli Stati Uniti! Tutti gli spettatori presenti sugli spalti erano increduli. Gli USA furono capaci di resistere per l’intero secondo tempo agli attacchi inglesi, riuscendo a portare a casa un risultato storico, degno delle migliori sceneggiature hollywoodiane, per l’appunto.
Ma il dopo partita risulta essere ancora più surreale. Il “New York Times”, appreso il risultato, credette fosse una fake news, perciò non pubblicò mai la notizia. Joe Barriskill, Presidente dell’USSF (Federazione calcistica USA), completamente incredulo, chiamò la FA per accertarsi dell’accaduto per poi comunicarlo alla stessa USSF. Nel Regno Unito invece, la stampa credette che il risultato finale della partita non fosse altro che un errore di battitura: 1-0 anziché 10-1! Avendo già pubblicato il risultato “esatto”, dopo essersi resi conto dell’errore, fu ordinato di ritirare tutte le copie. Molti dei calciatori inglesi che non disputarono l’incontro e rimasti in panchina, per sfuggire all’onta mediatica, si assicurarono di lanciare dei comunicati in cui si accertava la loro assenza nel match.
Ma come proseguì il cammino della due Nazionali? l’Inghilterra concluse il suo girone finendo al 2° posto dietro la Spagna, mentre gli Stati Uniti finirono addirittura ultimi, ma entrambe non riuscirono a qualificarsi per la fase successiva. Nel 1976 la Federazione Calcistica statunitense rese omaggio agli 11 titolari di quella partita inserendoli nella “National Hall of Fame”.
Il Miracolo di Belo Horizonte è stato tutto questo e forse molto altro..



