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Coppa ItaliaFonte: profilo Twitter ufficiale Inter

L’Inter conquista la sua ottava Coppa Italia battendo ai tempi supplementari la Juventus 4-2. Un risultato giusto che ha premiato la superiorità (tecnica e atletica) dei nerazzurri nel corso dei 120 minuti nonostante i bianconeri abbiano dimostrato un carattere che, fosse durato una stagione intera, avrebbe sicuramente portato a risultati diversi. Ma come sempre, la polemica arbitrale è il piatto forte di tifosi (e presunti tali) in cerca di giustificazioni per gli insuccessi della propria squadra. 

Una visione del calcio diversa

La cosa che più mi stupisce è che dietro ad ogni singolo episodio discusso ci sono varie interpretazioni di ex arbitri che tutt’ora vivono di calcio. Il primo episodio che ha fomentato l’ira dei tifosi bianconeri è la mancata espulsione di Brozovic al minuto 55 sul risultato di 2-1 per la Juventus: un fallo plateale del croato che viene sanzionato giustamente con il cartellino giallo. A gioco fermo, dopo il fischio dell’arbitro Valeri, il centrocampista scaglia il pallone in tribuna (speriamo non abbia colpito nessuno) mandando su tutte le furie soprattutto Bonucci che in quel momento era seduto comodamente in panchina. L’arbitro che ha visto e valutato il tutto, ha subito calmato gli animi non considerando il gesto sanzionabile di un secondo cartellino giallo per due motivi: 1) non si trattava di furbizia visto che non c’era possibilità di una battuta veloce in quanto il gioco era stato fermato per ammonire il numero 77 dell’Inter e 2) la reazione frustrata era all’indirizzo dei compagni di squadra per la mancata copertura sul contropiede e non in riferimento alla giusta ammonizione appena ricevuta. Può bastare questo come spiegazione? Ad alcuni si. Altri, trattandosi di condotta antisportiva avrebbero sanzionato il gesto. Ma d’altronde, anche chiedere l’ammonizione dell’avversario è una condotta antisportiva ma nessuno viene mai sanzionato a dovere. E il fallo (pericoloso a gamba alta) di Cuadrado nei tempi supplementari andrebbe rivisto con più attenzione dai supporter bianconeri…

La cosa che risalta all’occhio dei più attenti è la gestione dei cartellini del direttore di gara: l’Inter ha commesso 22 falli (quasi il doppio della Juventus ferma a 12) e ha ricevuto il doppio dei cartellini (2 a 1). Molti falli sono stati puniti verbalmente per cercare di dare le giuste indicazioni sull’andamento della gara senza compromettere la spettacolarità e soprattutto le sorti per episodi non all’altezza di una finale. 

Rigore si o no?

Due i rigori concessi a vantaggio dei nerazzurri. Se sul secondo non ci sono dubbi (a parte per chi crede che la Terra abbia una forma piramidale) sul primo effettivamente qualche ragionamento in più va fatto. Il primo è sul contatto di De Ligt che colpisce Lautaro prima che il piede dell’argentino finisca tra le gambe di Bonucci e cada a terra. Un contatto ritenuto “leggero” da alcuni esperti che non avrebbe mai potuto portare l’arbitro a fischiare il rigore. Voglio fare i complimenti a chi riesce davanti a uno schermo a decretare l’intensità del contatto. Si tratta di un contatto che può destabilizzare il regolare andamento del calciatore argentino intento a liberarsi per calciare in porta? Può essere. E già questo mette a tacere le possibilità che sia un rigore fasullo. Il secondo è che il (la o le) Var non può intervenire se non per un chiaro ed evidente errore e, avendo l’arbitro visto il contatto, non è questo il caso.

Ora, tra cartellini gialli o rossi, rigori fasulli o meno, presunte “pedate” o meno, bisogna sottolineare la sportività dimostrata fuori dal campo da Giorgio Chiellini ormai prossimo a lasciare la Juventus: ammettere la superiorità dell’avversario senza cercare scuse per i propri insuccessi è la più grande dimostrazione di forza che si possa avere. Una grande perdita per i bianconeri non solo in campo (anche in finale ha dimostrato di essere il migliore per distacco dei suoi) ma anche fuori. Qualche polemica inutile in meno può solo che velocizzare il processo di crescita di una squadra che per tanti anni ha dominato in Italia ma che per ora è lontana dal lottare per grandi traguardi…