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Liguori al Campobasso: "Siamo una famiglia. Futuro? Resto sempre ambizioso"Fonte: profilo ufficiale Instagram Michael Liguori

Michael Liguori, giocatore del Campobasso e assoluto protagonista della stagione da poco conclusa, si è raccontato ai nostri microfoni. Tramite il canale Twitch de ilPallonetto.

Michael Liguori, nella Campobasso sportiva e non solo, è entrato nel cuore di tutti. In una piccola cittadina, come quella molisana, è bastato poco per farsi voler bene. A suon di gol, alcuni anche molto pesanti, è riuscito a trascinare il suo gruppo e a non perdere mai l’ambizione. Di questo, e anche di molto altro, ha parlato per un’intervista a Il Calcio Quotidiano. In esclusiva tramite il canale Twitch de ilPallonetto.

Cosa ti ha regalato questa stagione, quanto sei cresciuto in quest’ultimo anno?

“Sicuramente questa stagione mi ha regalato tanta esperienza, prima di tutto personale. Poi anche calcistica perché è un girone (quello C di Lega Pro, ndr.) molto duro. È difficile da affrontare e se non stai sempre sul pezzo fai brutte figure”.

La partita contro il Bari, in casa loro, è stata per te la partita più sentita? Che emozioni ti ha dato?

Quella è stata una serata che rimarrà nella storia. Prima di tutto per i tifosi del Campobasso, ma poi anche e soprattutto per me. Fare tre gol a Bari, in quello stadio, credo che sia stata un’emozione che forse difficilmente riuscirò a colmare negli anni futuri. Una partita da film. Sono subentrato ad Emmausso. Non è che non ci credevo, perché ho fiducia dei miei mezzi. Ma dire: “Oggi entro al 20′ e arrivo al 70′ che ho tre gol”, ci avrei messo la firma. È stata un’emozione inspiegabile, a dire la verità. Tant’è che molta gente quando mi ferma mi fa: “Liguori ma quei tre gol a Bari”. Neanche io ci credo ma è successo. Un’emozione unica”.

“Poi, oltre il Bari – ha aggiunto – credo di essermi dato lo slancio giusto per arrivare dove sono arrivato, sia di gol sia di assist, nella gara contro il Messina. Con la doppietta segnata lì ho creduto di poter far bene anche dopo”.

A pochi giorni dall’addio al Campobasso, Cudini è stato una guida fondamentale per te e per tutto il gruppo? Cosa ha significato essere allenato da lui?

“Lui è stato il mio mister anche prima al Notaresco e negli anni passati ho già avuto modo di conoscerlo. È un allenatore forte ma, oltre che a livello tecnico, lo è proprio come persona. Ti fa stare bene sereno. Ma ti punzecchia anche quando c’è da farlo. Sta sempre sul pezzo, in ogni secondo della sua vita personale anche. È molto passionale. Molte volte negli spogliatoi ti mette ansia da prestazione, perché è talmente voglioso di fare risultato che la trasmette dentro”.

Sulla città di Campobasso: “Con i tifosi ho sempre avuto un bel rapporto. Perché, sì, sono tifosi ma sono anche persone normali, che incontri nella quotidianità. Ti ci ritrovi per un caffè insieme. Sono persone che se ti possono dare il cuore te lo danno senza problemi. Mi sono trovato tanto tanto bene. A livello calcistico poi, quando le cose vanno bene, c’è ancora più calore. Da campo, ad esempio, si fanno sempre sentire. Anche a Picerno sotto mezzo metro di neve si sono presentati, sono una tifoseria a cui non si può dire nulla. Dal campo quando fai gol si sentono. Ho ancora delle visioni di Bari che, quando arrivo al terzo gol, mi giro vero la curva e faccio una corsa di 100 metri per raggiungerli. Sono calorosi, si fanno sempre sentire”.

Sul rapporto con i compagni: “Sono stato bene con tutti. Anche perché sono un ragazzo che si far voler bene. Sono stato molto a contatto con il capitano Francesco Bontà, vivevamo anche insieme, ma anche con lo stesso Michele Emmausso. All’inizio lui veniva anche criticato ma vi posso garantire che è davvero una bella persona. Poi con tutto il resto del gruppo. Anche perché siamo tutti ragazzi. Trovare un gruppo così è difficile. Io ho avuto anche l’esperienza di Catania e vi posso assicurare che è un altro ambiente. Quest’anno devo dire che anche fuori dal campo, siamo stati e siamo una famiglia oltre che sul prato verde“.

Sulla Serie A: “Io sono un tifoso del Napoli e a malincuore dico che non arriverà primo in classifica. Ma il Milan, se continua così, credo che farà sicuramente i passi decisivi alla fine per vincere lo Scudetto. Per il Napoli, invece, manca un po’ di mentalità. Non puoi alternare giornate dove vinci e dove perdi. Se non hai un equilibrio alla fine lo paghi. Serve mentalità vincente e forse un pilastro che possa trascinare. Milan e Inter sono superiori in questo momento. Spero però di affiancarmi a Osimhen un giorno (ride, ndr)”.

Sul futuro: “Io ho due anni al Campobasso e sicuramente poi parleremo con la società per capire cosa hanno in mente. Non è scontato che io vada via. Le offerte se dovessero arrivare si valuteranno. Comunque sono ambizioso, non perché Campobasso non sia la piazza giusta, anzi io devo solo ringraziare questo ambiente. L’anno prossimo spero di salire perché sono ambizioso e provo a fare sempre del mio meglio anno dopo anno. Speriamo e vediamo cosa succederà. In ogni caso, sempre forza Campobasso”.

Di seguito, il video integrale dell’intervista realizzata su Twitch e pubblicato sulla nostra pagina Facebook ufficiale: