La Cena degli Dei: il “lungo articolo” di Marino Bartoletti

11 Novembre 2021 di 5 min di lettura
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TITOLO : La Cena degli Dei

AUTORE: Marino Bartoletti

EDITORE: Gallucci Editore

ANNO PUBBLICAZIONE: 2020

PREZZO : 16,50 euro

PAGINE : 352

Il Grande Vecchio era sicuro che in quel Luogo avrebbe trovato amici straordinari. La sua vita, un po’ riservata, gli aveva comunque consentito di frequentare uomini potenti, dive bellissime, campioni ineguagliabili, artisti formidabili: molti li avrebbe rivisti volentieri, qualcuno che – per anagrafe – aveva solo incrociato lo avrebbe voluto conoscere un po’ meglio. Così stilò un piccolo elenco e pregò Francangelo, il suo assistente, di cercarli. Quando vide arrivare quel celebre tenore con l’enorme foulard al collo, quel grandissimo pilota con lo sguardo malinconico, quel ragazzo timido con la bandana in testa, quella principessa col sorriso un po’ triste e altri ospiti strabilianti capì di aver avuto un’idea bellissima. La cena fu un successo. Tutti andarono via felici. Con un cavallino fra le mani. 

Vi è mai capitato di piangere, poi ridere, poi di nuovo piangere mentre leggete un libro? Non vedere l’ora di finire di leggerlo ma, al tempo stesso, provare quel senso di irrazionale nostalgia una volta arrivati al capitolo finale?

La Cena degli Dei fa questo effetto. Ve lo dico senza girarci troppo intorno. Il romanzo (che lui stesso definisce “un lungo articolo“) di Marino Bartoletti è un insieme perfetto di scrittura, aneddoti e quel pizzico di fantasia che non poteva mancare visto il tema trattato.

La storia è ambientata in un contesto non lontano dal Paradiso, forse l’Olimpo o – forse – semplicemente un luogo dove l’autore (e molti di noi, non neghiamolo) immaginano che continuino a vivere le persone, quando lasciano la vita terrena. Enzo Ferrari (il Grande Vecchio o GV) si ritrova a voler organizzare, insieme al suo assistente alato Francangelo (versione buffa e meravigliosa di Franco Gozzi, il suo terreno addetto stampa tuttofare), una cena con dieci commensali, scelti attentamente attorno tra coloro che hanno, in qualche modo, fatto parte della sua vita o che l’hanno inconsapevolmente influenzata.

Man mano che la lista degli invitati prende corpo, il libro diventa scrigno di aneddoti, di storie nella storia, fino al punto da farti scoprire (o riscoprire) la grandezza di alcuni dei personaggi che, purtroppo, non fanno più parte di questo mondo. Alcuni di loro li ho conosciuti solo attraverso i libri, altri li ho visti correre, vincere, cantare e – purtroppo – morire. Immaginare una tavolata composta da Pavarotti, Lucio Dalla, Marco Simoncelli, Fabrizio Frizzi, Marco Pantani e Ayrton Senna (tra gli altri), ti porta – in prima battuta – a domandarti cosa avranno in comune personalità così diverse tra loro. La risposta è nelle prime battute del “lungo articolo” di Bartoletti: ciascuno di loro (Ferrari in primis) ha ancora bisogno di una carezza.

Sebbene, lo ripeto, molti di loro li ho vissuti solo marginalmente – per ragioni anagrafiche più che altro – ritrovare Ayrton Senna, Marco Pantani e Marco Simoncelli tra gli altri, mi ha commossa fino alle lacrime. Di Senna ricordo poco, ero una bambina quando morì, eppure quel giorno mi è rimasto impresso nella memoria. Come è successo con Simoncelli, inevitabilmente, anche se – per quello che mi riguarda – la perdita di Marco Pantani è stata di gran lunga più devastante. Ritrovare Marco in un’altra dimensione, ancora con la sua bandana in testa, percepire quella solitudine che solo lui ha sentito sulla pelle (e che l’autore è riuscito magistralmente a riportare su carta) e immaginarlo – in qualche modo – sereno attorno a quell’immaginario tavolo rotondo, mi ha commossa e fatto sorridere, sperando che – in fondo – dov’è adesso non c’è posto per la tristezza.

Calciatori presenti alla cena? Stranamente nessuno. Altrettanto stranamente, non se ne sente affatto la mancanza. Quella tavolata è perfetta così ma… non sottovalutiamo la lunga lista degli “esclusi”! Molti di loro li troveremo ne “Il Ritorno degli Dei“, in uscita il prossimo 18 novembre (l’ho già preordinato e lo aspetto con ansia) e, già dalla copertina, sappiamo che due “Dei” del calcio ci saranno anche se – detto tra di noi – avrei preferito tenerli qui ancora un po’…

Tornando per un attimo all’autore, Marino Bartoletti, posso dire che un libro così (o un articolo lungo) poteva scriverlo solo lui. Quello che – leggendo la trama – può sembrare un libro “leggero” o “fantasioso”, è in realtà un insieme di storie che lui stesso ha vissuto e le racconta con una semplicità quasi inimmaginabile, con gli occhi di un bambino che scopre il mondo per la prima volta. La grandezza di Marino è proprio questa: è un grande che non si rende conto di esserlo. E i grandi, si sa, sono fatti così.