italiafonte: account twitter ufficiale UEFA EURO 2020

L’Italia è campione d’Europa per la seconda volta nella sua storia. Con la vittoria ottenuta ai rigori contro l’Inghilterra, gli Azzurri coronano un sogno che per molti sembrava impossibile a inizio torneo. Un gruppo unito, coeso, capitanato da Roberto Mancini, condottiero impeccabile che entra di diritto nella storia della nostra Nazionale.

Difficile trovare l’uomo chiave di questo Europeo: a fare la differenza è stato senza ombra di dubbio il collettivo.

Di seguito le valutazioni dei calciatori, elencati in ordine numerico, date dalla nostra redazione.

SIRIGU S.V.: Solo uno scampolo di partita per il portiere del Torino che mette però il suo timbro su questo Europeo, soprattutto a livello di spogliatoio. Prima della partita contro l’Inghilterra, l’estremo difensore ha caricato i suoi compagni mostrando loro un video con i messaggi delle proprie famiglie. UOMO SPOGLIATOIO

DI LORENZO 6+: Il terzino del Napoli non ha deluso le aspettative. Titolare quasi inamovibile, non ha brillato particolarmente per le sue giocate ma si è mostrato sicuro commettendo poche sbavature. AFFIDABILE

CHIELLINI 8: Alzala Giorgione, alzala! Il capitano azzurro è forse l’emblema più grande di questa Italia. Coriaceo, a tratti invalicabile, Chiellini ha dimostrato ancora una volta il suo valore nonostante l’età. In molti, nel corso del tempo, lo hanno criticato facendo il paragone con mostri sacri del passato. Ma siamo certi che quando deciderà di smettere, in tanti sentiranno la sua mancanza. MURO

SPINAZZOLA 8: Quasi a sorpresa, una delle più importanti frecce nello scacchiere di Mancini. Il terzino della Roma è stato assoluto protagonista fino alla partita con il Belgio, prima di dover abbandonare a causa del bruttissimo infortunio al tendine d’Achille. La squadra ha continuato ad omaggiare Leonardo anche nelle partite successive, dedicandogli le vittorie contro Spagna e Inghilterra. Speriamo di rivederlo presto in campo. SPINA NEL FIANCO

LOCATELLI 7.5: L’iniziale assenza di Verratti ha spinto Roberto Mancini a puntare dritto sul centrocampista del Sassuolo. E la scelta è stata più che premiata. Ottime le prove nel girone, con l’apice toccato nella partita contro la Svizzera grazie alla doppietta messa a segno. Qualità e geometrie al servizio dell’Italia. Peccato per il rigore (ininfluente) sbagliato contro la Spagna. FA LE COSE PER BENE

VERRATTI 7+: Forse il giocatore più importante dell’Italia nell’immaginario collettivo. Assente causa infortunio ad inizio europeo, Marco Verratti si è ripreso il posto da titolare mettendo in mostra le sue solite qualità da centrocampista moderno. Qualcuno si aspettava un po’ di più ma l’apporto dell’ex Pescara è stato fondamentale soprattutto a livello di esperienza internazionale. PETIT HIBOU

CASTROVILLI S.V.: Solo una passerella di sette minuti con il Galles per il centrocampista della Fiorentina. NON PERVENUTO

JORGINHO 8+: Quando ha preso il pallone in mano per battere l’ultimo rigore contro gli inglesi, i tifosi erano già in piazza a festeggiare. L’errore che non ti aspetti è invece arrivato proprio da lui, il simbolo della calma e del sangue freddo. Poco male, ci ha pensato Gigione a rimettere a posto le cose. Il centrocampista del Chelsea è stato senza dubbio uno degli uomini più importanti del torneo. Dopo la Champions League ecco l’Europeo. BOLA DE OURO

BELOTTI 6: Poche occasioni per mettersi in mostra ma anche poca incisività sotto porta. Il gioco di Mancini, tuttavia, non premia particolarmente i centravanti. Ha il merito di realizzare il rigore contro la Spagna e il demerito di fallire quello contro gli inglesi. GALLO SENZA POLLAIO

INSIGNE 7.5: Quando indossi la maglia numero dieci dell’Italia lo sguardo su di te è cento volte amplificato rispetto ai tuoi compagni. Lorenzo ha grandi qualità, se non portasse il numero di Roberto Baggio forse su di lui ci sarebbero meno pressioni e aspettative. Doppio sigillo in questo europeo, decisivo quello contro il Belgio. ‘O TIR’ A GIR’

BERARDI 6: A tratti irritante, in altri momenti da applausi. Non si capisce da questo europeo il vero valore di Berardi. Mancini punta su di lui come titolare all’inizio ma poi esce fuori Chiesa e per l’attaccante del Sassuolo è più panchina che campo. Ha il merito di segnare uno dei rigori in finale. BIPOLARE

PESSINA 7.5: Si ritrova agli europei quasi per sbaglio, a causa dell’infortunio dell’interista Sensi. Aveva le vacanze già prenotate e invece si ritrova campione d’Europa e decisivo con un gol negli ottavi di finale. Un vero e proprio sogno per il giocatore atalantino. VARIANTE AZZURRA

EMERSON 6.5: Si trova davanti al compito di sostituire Spinazzola, l’uomo più in forma della Nazionale. La spinta non è la stessa ma Emerson mette in campo tutta la sua esperienza e non fa rimpiangere troppo il terzino romanista. RICAMBIO ORIGINALE

CHIESA 8.5: Protagonista assoluto della vittoria italiana. Portare sulle spalle un cognome così pesante non è facile ma l’esterno juventino sta facendo cose mostruose nonostante la giovanissima età. Chissà che nel tempo non possa diventare lui quello più forte della famiglia… DI PADRE IN FIGLIO

ACERBI 6.5: Tre presenze, di cui una da titolare in cui non fa rimpiangere Chiellini. Il giocatore laziale si dimostra ancora una volta un difensore molto affidabile, tra i migliori in assoluto del nostro campionato. LEONE

CRISTANTE 6.5: Bistrattato un po’ da tutti, spesso anche dai propri tifosi, il centrocampista della Roma si dimostra una pedina importante nello scacchiere di Mancini soprattutto a partita in corso. Il suo ingresso in campo coincide spesso con buone notizie. AMULETO

IMMOBILE 6.5: Attaccare Ciro Immobile in questo campionato d’Europa è diventato lo sport preferito dagli italiani. Non sarà stato decisivo nelle fasi finali, avrà sbagliato qualche partita, ma rimane sempre il miglior attaccante della Nazionale. Tanto lavoro sporco, due gol (gli stessi di Luca Toni nel Mondiale 2006, ad esempio…), spesso partecipe nelle azioni di altre marcature. Il gioco di Mancini non lo esalta ma di certo tanto accanimento appare immotivato. CAPRO ESPIATORIO

BARELLA 7.5: Con Jorginho e Verratti forma uno dei terzetti di centrocampo più forti al mondo. Forse poca fisicità ma tanta, tanta tecnica. Il giocatore dell’Inter si dimostra ancora una volta uno dei migliori interpreti nel suo ruolo. Decisivo il gol ai quarti contro il Belgio. TOP PLAYER

BONUCCI 8: Assieme a Chiellini forma una coppia di difesa a tratti insuperabile. Insieme hanno fatto la fortuna della Juve negli ultimi dieci anni e insieme hanno permesso all’Italia di conquistare il suo secondo titolo europeo. Riacciuffa il pareggio nella finale contro gli inglesi ed è decisivo anche dal dischetto nella lotteria dei calci di rigore (ripetendosi dopo la Spagna). TOTEM

BERNARDESCHI 6.5: Quando si prende la briga di calciare il rigore contro la Spagna qualcuno nemmeno lo riconosce. Ribadisce il concetto anche contro l’Inghilterra con un tiro centrale che esprime forse un po’ di paura. Ha la faccia di uno che la sa lunga. FURBETTO

DONNARUMMA 9.5: L’Italia ha il nuovo Buffon per i prossimi quindici anni. E pensare che solo qualche partita fa, alla sostituzione con Sirigu, si prendeva i fischi di tutto lo stadio Olimpico. Alcune sue scelte a livello personale saranno discutibili ma se gli italiani oggi possono festeggiare l’Europeo, il merito è soprattutto suo. SARACINESCA

RASPADORI 6+: Solo uno spezzone di gara per la giovane punta del Sassuolo. Un’esperienza sicuramente da incorniciare per quello che potrebbe essere l’attaccante titolare della Nazionale del futuro. PROMESSA

BASTONI 6: Solo una partita per mettersi in mostra. Il difensore dell’Inter si è dimostrato ancora una volta uno dei giocatori più promettenti in ottica futura. ASSO DI COPPE

FLORENZI 6: Poco sfruttato, gli viene preferito Di Lorenzo sulla corsia destra. Il suo ruolo spesso poco definito non gli facilita la situazione. JOLLY INUTILIZZATO

TOLOI 6.5: Conclude la triade oriunda il difensore atalantino. Sempre pronto quando viene chiamato in causa, si fa apprezzare soprattutto per l’ottima duttilità. BRASILIANO ATIPICO

MERET S.V.: Mancini non riesce nell’ultima missione, quella di far esordire anche Meret per completare il quadro. FIGURINA MANCANTE

MANCINI 10: Come la maglia che indossava da calciatore. Il Mancio è il vero artefice di questo trionfo azzurro. Ha preso le ceneri di una squadra s(Ventura)ta ricostruendo da zero il paradiso terrestre. Dio si riposò il settimo giorno, Mancini no: doveva completare l’opera, battendo l’Inghilterra. GOD SAVE ROBERTO

Di Dante Chichiarelli

Nato a Roma, il 26 agosto del 1984, inizia ad appassionarsi al calcio a non ancora 6 anni, durante i Mondiali di Italia '90, quelli delle Notti Magiche e di Totò Schillaci. L'amore per questo sport è nel DNA della famiglia: il suo bisnonno, Silvio Blasetti, mosse i suoi primi passi nel calcio nei primi decenni del '900 con la maglia della Lazio. Oltre a questo affianca un'altra grande passione, quella per la scrittura e per il giornalismo. Dopo le scuole, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" di Roma e nel 2009, dopo aver collaborato per oltre due anni con "Sportlocale", settimanale sul calcio dilettantistico e giovanile, diventa giornalista pubblicista. Sempre in quegli anni inizia a frequentare il corso di giornalismo sportivo curato da Guido De Angelis e di lì a breve diventerà uno dei redattori della rivista "Lazialità". Nel corso del tempo numerose sono le collaborazioni con periodici on-line e cartacei. Nel 2011, per circa un anno, diventa Direttore Responsabile del mensile "Futuro Giovani Magazine". Da aprile 2020 collabora con la redazione di "Noi Biancocelesti". Ad oggi, nonostante gli impegni lavorativi, continua a coltivare le sue due grandi passioni che lo accompagnano sin dai primi passi della vita.