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Champions LeagueFonte immagine: profilo Twitter UEFA

La Champions League torna ad aprire i battenti, con l’inizio dello spettacolo degli ottavi di finale. La UEFA, per l’occasione, ha scelto di non restare indifferente, proponendo un pallone ad hoc per il proseguo della competizione. l’Intento sta nel celebrare il ventennale dall’apparizione della classica struttura “stellare” che noi tutti conosciamo.

Champions League, il design della sfera

Non ci si discosta dal disegno originale, con le classiche stelle, stavolta bianche, unite a formare una sorta di costellazione. Stavolta, però, gli spazi vuoti sono colmati dal nome di ogni singola sede che, dal 2001, ha ospitato la finale. Annessi, sullo sfondo di colore grigio, alcuni simboli volti a rappresentare elementi caratteristici della città rappresentante. Una scelta sicuramente volta all’operazione nostalgia, in far scattare tanti ricordi tra le menti dei tifosi. “Questa edizione speciale rende omaggio ai leggendari design a stelle degli ultimi due decenni e garantisce prestazioni impeccabili in campo“. Così recita il comunicato dell’Adidas, che produce i palloni della competizione.

Così, riaffiorano nelle memorie degli appassionati tanti ricordi. 2001 e 2016, anni delle finali a San Siro. Entrambe, decise ai rigori: prima il Bayern Monaco sul Valencia, poi il Real Madrid sui cugini dell’atletico. Tanti i ricordi per le italiani. Dolceamari per il Milan, vittorioso nel 2003 a Manchester sulla Juventus e nel 2007 sul Liverpool, nella vendetta perfetta dopo il naufragio di Istanbul. Madrid, Santiago Bernabeu, è anche il teatro del triplete perfetto dell’Inter di José Mourinho, unica squadra italiana in grado di compiere l’impresa. Il Barcellona figura per ben quattro volte: prima di questo ventennio, era arrivato solo un trionfo. Si chiude con il 2020, annata segnata dalla pandemia, con il trionfo della corazzata Bayern Monaco, fautore dell’incredibile sextuple. Dal 2001 al 2020, sono loro a chiudere il ciclo.

Dopo 20 anni, nel 2021, tante sono le squadre nostrane che sperano di dire la propria. La Juventus, speranzosa di spazzare definitivamente la maledizione delle finali. L’Atalanta, ambiziosa truppa di Gasperini che vuole colpire i Galácticos sempre più in crisi. La Lazio, nella sfida impossibile contro i bavaresi. Ognuna di loro vorrà onorare il nuovo pallone.

Di Luca Ripari

Sono Luca Ripari, ho 26 anni e provengo da Perugia. Nel giugno 2019 mi sono laureato in Mediazione Linguistica, in inglese e spagnolo. Ho una grande passione per il calcio, tanto da aver dedicato la mia tesi finale a questo argomento, lo sport interconnesso con società e cultura. Ho iniziato a collaborare con alcune testate e anche la radiocronaca mi appassiona. Mi piace scrivere, raccontare di calcio, viaggiare e leggere.