Coppa Italia, disastro Lazio: Passa il Mantova. Stagione in salita

17 Agosto 2026 di 5 min di lettura
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La stagione della Lazio è iniziata dai trentaduesimi di Coppa Italia con la sfida contro il Mantova in un Olimpico con appena 5528 spettatori di cui circa 1600 sostenitori della formazione lombarda, frutto della civile protesta da parte del popolo laziale che non accenna ad affievolirsi, anzi, prosegue e fa parlare di se in tutto il mondo.

Quello che è poi avvenuto sul campo è principalmente lo specchio attuale del momento Lazio, ovvero una squadra che non propone il minimo gioco ma che invece, come confermato da Gattuso nel post-partita, sta cercando di smontare la struttura e l’idea di calcio appartenuta a mister Sarri fino allo scorso anno.

GATTUSO

Se non altro da ieri, qualora ci fosse ancora qualcuno a cui non era chiaro, si è iniziata definitivamente a percepire la vera impresa che l’attuale tecnico dell’Atalanta ha compiuto alla guida della formazione biancoceleste nella scorsa stagione. Sarri però ormai è il passato, il presente si chiama Rino Gattuso, un allenatore cioè che deve ancora dimostrare tutto, e la partenza più che in salita alla guida della formazione capitolina non lo ha aiutato di certo, così come lui stesso sembrerebbe non abbia ancora fatto nulla per darsi una mano. Ha più volte affermato che sapeva bene cosa lo avrebbe aspettato a Roma, che ci mette la faccia, che bisogna chiedere scusa, che sarà una stagione in cui servirà indossare l’elmetto ed altre frasi fatte, forse già troppe, che non mancano mai in ogni uscita. In bocca al lupo a lui.

UNA SCONFITTA IMBARAZZANTE

Com’è ormai noto la Lazio è crollata letteralmente contro il Mantova che ha meritatamente vinto per 0-2, riuscendo a non sfruttare le diverse occasioni limpidissime davanti lo specchio della porta avversaria, come ad esempio le tre capitate tra piedi e testa di Cancellieri. Il centrocampo, probabilmente allo stato attuale, il reparto sulla carta meno in affanno rispetto agli altri, non è stato in grado di costruire gioco ed arginare a dovere quello avversario. Alle pecche dell’attacco poi, sono andate di pari passo quelle della difesa, palesemente orfana di un qualsiasi giocatore in grado di coordinare la manovra e dettare legge sul terreno di gioco.

IL MERCATO

Dal mercato è arrivato Frattesi, un buon giocatore, probabilmente un fenomeno inserito in questa rosa, ma che da solo non può far nulla, nonostante la grinta dimostrata dopo il suo ingresso in campo nel quale sperava un risultato finale diverso per il suo ritorno a casa, ripensando ai trascorsi nelle giovanili biancocelesti. Come per il difensore, serve un attaccante di livello, qualcuno che butti la palla dentro, qualcuno che dialoghi in tattica e tecnica con Zaccagni, prima di perdere mentalmente anche l’attuale capitano biancoceleste. Serve fare mercato, in qualche modo, e farlo intelligentemente.

LA SOCIETÀ

A monte di tutto questo poi c’è la società, croce e… basta, di questa squadra, perchè la delizia è ormai andata persa da diversi anni. Ci sono le battute di dubbio gusto (visto il momento in cui versa la squadra) del DS Fabiani nel pre-partita, c’è il presidente Lotito in vacanza a Cortina, c’è la comunicazione (o chi responsabile) che manda sugli schermi dello stadio la presentazione delle maglie della passata stagione, c’è l’aquila Flaminia che, forse per disperazione, nel solito volo iniziale atterra in tribuna tra la gente invece che in mezzo al campo, ci sono insomma tutte le componenti per dare inizio ad una stagione disastrosa, ma non una di quelle che ti priva di un piazzamento in Europa, obiettivo non certo biancoceleste quest’anno, piuttosto una di quelle che ti mandano in serie B, o che comunque il serio rischio te lo fanno correre.

IL POPOLO LAZIALE

Al di fuori di tutto questo circo, c’è poi il popolo laziale, compatto, civile e di certo non arrendevole, che procede dritto per la sua strada di protesta contro una gestione per molti scellerata di tutto il mondo Lazio. Il tifo organizzato, tramite un comunicato, ha fatto presente che la protesta andrà avanti, che non ci sarà un passo indietro, che il sostegno all’allenatore e alla squadra non mancherà, ma che, allo stesso tempo, i jolly che la rosa poteva spendere quest’anno sono già stati esauriti con quest’assurda eliminazione dalla Coppa Italia, e che sarà vigile sulla possibile mancanza di impegno da parte di chiunque, e la cosa non passerà inosservata.

Chi veste questa maglia deve dar tutto per essa, ed in una stagione del genere è davvero l’unica cosa che forse potrebbe salvare la Lazio da un destino nefasto, perchè se è vero che i cavalli vincenti si vedono all’arrivo, è altrettanto vero che è inutile gareggiare se non si ha voglia di mettercela tutta per correre. La corsa è appena iniziata, ma società, tecnico e giocatori sono già nella condizione di doversi impegnare il doppio per recuperare ed ottenere il massimo, raggiungendo di fatto il minimo indispensabile per provare almeno a salvare la faccia

Articolo a cura di Roberto Viarengo – robertoviarengo.ilcalcioquotidiano.it