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Inzaghifonte: sito ufficiale S.S. Lazio

Alla fine il più contento sarà certamente Giancarlo Inzaghi, il papà dei due fratelli Inzaghi. Filippo e Simone si sono affrontati ieri sera, seduti (si fa per dire) sulla panchine del Benevento e della Lazio. Fratelli e avversari, per una sera. Era già accaduto, da calciatori, più volte (i due Inzaghi non hanno mai vestito la stessa maglia, tranne in Nazionale, in un paio di occasioni). Era già accaduto, da allenatori in campionato, nel 2018, quando Pippo allenava il Bologna e la Lazio di Simone andò a vincere allo Stadio Dall’Ara per 2 a 0.

Due carriere diverse. Sia da calciatori e sia da allenatori. Indubbiamente. Simone è stato lanciato (quasi letteralmente) sulla panchina della Lazio e si è realizzato alla guida di questa squadra, diventando, attualmente, uno dei migliori tecnici in circolazione. Filippo ha dovuto girovagare un po’, forse pagando anche lo scotto dell’esordio (sulla panchina del Milan) un po’ troppo precoce, in un ambiente certamente particolare. Per poi prendersi comunque delle rivincite, soprattutto l’anno scorso quando il suo Benevento ha polverizzato ogni record in Serie B, ottenendo la promozione addirittura con sette giornate di anticipo.

Ieri sera, a Benevento, sono tornati ad affrontarsi. Loro due, che si sentono costantemente, quasi ogni giorno. Che si confrontano spesso, anche solo telefonicamente. Che si rispettano profondamente, al di là del semplice legame di sangue che li lega.

Il Vigorito, dunque, ieri, è stato ancora una volta il palcoscenico di una reunion familiare: dopo quella dei fratelli Insigne, in occasione di Benevento-Napoli, ecco un nuovo quadretto familiare, firmato Inzaghi. A far da sfondo, tra l’altro, gli ottimi rapporti tra diversi componenti delle due squadre (simpatico il siparietto, nel pre-partita, tra il Direttore Sportivo della Lazio, Igli Tare, e quello del Benevento, Pasquale Foggia, attorniati da Alessandro Matri e dallo stesso Simone Inzaghi: tutti accomunati da un passato in maglia biancoceleste).

Con l’ingresso in campo delle due squadre, poi, ecco le foto di rito, i sorrisi e gli abbracci. Con i volti comunque già concentrati per l’incontro che stava per iniziare.

Un incontro che ha visto, sostanzialmente, le due compagini dividersi equamente la posta in palio. E anche i tempi di gioco. Se nel primo tempo, infatti, la Lazio ha dominato in un certo senso la partita, con il possesso palla e l’intensità, nella seconda frazione di gioco è salito in cattedra il Benevento, che ha saputo amministrare il pareggio acquisito, andando anche a creare non pochi grattacapi alla retroguardia biancoceleste.

Il tutto condito da due gol di pregevole fattura. Il primo del solito Ciro Immobile, in girata, al centro dell’area, su cross di Milinkovic, con la palla che si è andata ad insaccare beffardamente alle spalle del portiere avversario dopo una sorta di palombella. Il secondo, per il pareggio del Benevento, di Schiattarella, con un sinistro al volo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con il pallone che prima bacia il palo più lontano, e poi si infila in rete (l’ultimo gol, il centrocampista del Benevento lo aveva segnato proprio a Reina, nel 2017, quando Schiattarella giocava nella Spal ed il portiere spagnolo nel Napoli). Peccato per l’espulsione, nel recupero, che macchia (seppur in minima parte) la sua ottima prestazione.

Al triplice fischio del direttore di gara (non impeccabile), il pareggio, per 1-1, sostanzialmente non accontenta nessuno (forse un po’ più il Benevento, viste le oggettive forze in campo). Il più felice, alla fine, come detto, sarà stato sicuramente papà Giancarlo, che anche ieri, come sempre, insieme a mamma Marina, avrà seguito le gesta dei suoi figli in TV.

E che in effetti, nei giorni precedenti alla sfida, aveva  anche affermato che avrebbe preferito questo risultato.

E così è stato…

Di Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Direttore Responsabile de "Il Calcio Quotidiano"