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Adriano Lombardi

TITOLO : Il Rosso di Ponsacco

AUTORE: Fabio Roberto Tognetti

EDITORE: Eclettica

ANNO PUBBLICAZIONE: 2020

PREZZO : 16,00 euro

PAGINE : 192

Per gli appassionati di calcio meno fanatici e più distratti il nome di Adriano Lombardi viene associato alla vicenda di un documento di identità misteriosamente sparito prima di un Milan-Avellino, stagione 1978-1979 oppure, più tristemente, a quello dell’ennesimo sportivo da aggregare alla penosa lista delle vittime del morbo di Lou Gehrig. Eppure Adriano Lombardi è stato soprattutto uno di quei fuoriclasse di provincia capaci di illuminare l’erba dei campi da gioco meno celebrati dai media, ma forse proprio per questo teatri di scontri più accesi e veraci. Un protagonista del calcio degli anni Settanta, capace di portare classe ed eleganza in categorie da corsa e pedate negli stinchi, improvvisi guizzi di luce su ghiaccio e fango. Un esempio di personalità, rigore e carattere tanto da guadagnarsi la stima e il rispetto di compagni, avversari, tifosi e allenatori. E se il Partenio porta oggi il nome di quel “Rosso” partito dalla lontana Ponsacco un motivo ci sarà…

Questo libro nasce da un’idea e dal contributo di UISP Comitato della Valdera.

L’autore del libro, pubblicato da Eclettica Edizioni, è Fabio Roberto Tognetti. Nato nel 1984 a Pontedera, frequenta il liceo classico cittadino prima di laurearsi in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pisa. Da sempre appassionato di musica, arte, politica e storia grazie ai racconti di Federico Buffa scopre il modo di unirle all’amore per il basket e per il calcio. Questa è la sua prima biografia.

Il libro nasce dall’idea – in collaborazione con UISP Comitato della Valdera – di portare alla luce personaggi nati in Valdera e approdati in Serie A. Il Rosso di Ponsacco, opera prima di Tognetti, racconta la storia di Adriano Lombardi fornendo un’analisi accurata e mai banale del giocatore ma anche del carattere e del contesto nel quale Lombardi giocava, soffermandosi maggiormente sul periodo dell’Avellino e del Como, l’apice della sua carriera.

Frutto di un attento lavoro di analisi delle fonti, e anche attraverso i racconti dei fratelli di Lombardi, l’autore è riuscito a ricostruire fedelmente la carriera di giocatore prima e di allenatore in seguito, non tralasciando certamente il periodo relativo alla battaglia contro la SLA, che lo ha portato alla prematura scomparsa nel 2007. Poco spazio, invece, alla vita privata. In linea con quello che era il calcio degli anni ’70, quando l’unica cosa che importava davvero ai tifosi, era vedere il pallone rotolare in campo.

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