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Ciro Immobile Scarpa D'oroFonte immagine: Profilo Twitter ufficiale S.S. Lazio

Nella giornata di ieri, 10 marzo 2021, si è tenuta in Campidoglio la cerimonia di consegna della Scarpa d’Oro al bomber della Lazio Ciro Immobile per la stagione 2019-2020. Con 36 reti nello scorso campionato di Serie A, l’attaccante biancoceleste si è confermato primo nella classifica dei bomber d’Europa con un coefficiente di 72 punti, riuscendo a primeggiare in graduatoria davanti a giocatori del calibro di Lewandowski, Cristiano Ronaldo, Werner, Håland e Messi.

Il bomber laziale si è presentato in Campidoglio accompagnato dalla sua bellissima famiglia, individuandola peraltro come il fattore principale all’interno delle sue vittorie e di tutti i traguardi raggiunti in carriera. Accompagnato anche da una delegazione della società biancoceleste capeggiata dal presidente Claudio Lotito, e con lui il Club Manager Angelo Peruzzi, il difensore Stefan Radu ed il Direttore Generale della Lotito Holding Giulio Gargano, il gruppo è stato accolto dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi nella Sala delle Bandiere per l’accoglienza istituzionale, per poi trasferirsi nella sala Giulio Cesare dove si è effettivamente svolta la cerimonia di consegna del premio, arricchita dai vari interventi dei presenti (come riportato anche dal sito ufficiale della società biancoceleste) che hanno celebrato al meglio l’attaccante della prima squadra della Capitale.

Intenso ed emozionante l’intervento del Primo Cittadino romano, avendo celebrato l’Immobile Uomo prima ancora del calciatore: “Un premio per un campione nello sport e nella vita. Questo è un premio che ripaga i tanti sacrifici di un ragazzo che ha iniziato a giocare all’età di 4 anni nella sua Torre Annunziata, per poi arrivare nella Capitale. La sua esperienza è un esempio per tutti i più giovani, segno che con impegno e volontà si possono ottenere grandi risultati. Questo riconoscimento è anche di tutti i ragazzi che sognano di diventare come Immobile e di tutti i suoi tifosi. Ostacoli e cadute fanno parte della strada del successo, a tutti i bambini oggi dobbiamo offrire esempi virtuosi, come appunto quello di Ciro. Questo premio va oltre i numeri, è per un giocatore corretto ed altruista, che usa sempre toni equilibrati e che fuori dal campo è una persona semplice. Vorrei anche sottolineare la sua generosità, visto che ha messo all’asta delle sue maglie per l’ospedale Bambino Gesù”.

La Sindaca ha poi continuato complimentandosi anche con la Società Lazio per le sue iniziative, ricordando inoltre la figura di Arturo Diaconale, scomparso lo scorso dicembre: “Questa vittoria ha un significato speciale per tutta la città e l’Italia, riportando il trofeo dopo tante vittorie spagnole. Questo è anche merito della squadra e di una Società che sta lavorando per raggiungere traguardi importanti. Ne approfitto poi per ricordare la scomparsa di Arturo Diaconale, un grande uomo e giornalista che manca a tutti noi. Un plauso speciale alla Società per la fondazione della S.S.Lazio1900, che ha un ruolo dedicato al sociale, il miglior modo per valorizzare lo sport ed i suoi principi. Dico infine grazie a Ciro per tutte le emozioni regalate e per i gol futuri”.

Durante la cerimonia, anche l’intervento del Presidente biancoceleste Claudio Lotito è stato volto prima di tutto a sottolineare la bellezza d’animo di una persona come Immobile: “Ciro ha consentito al Club di poter crescere in termini di credibilità, di visibilità ed ha portato delle gioie nelle case dei nostri sostenitori. I giovani identificano Immobile come il padre con il quale dialogare a livello sportivo e da cui apprendere ogni tipo di insegnamento di carattere calcistico. Immobile è entrato nella mente e nel cuore di tutti i cittadini riuscendo ad emozionare tutti con la sua umiltà. Ciro è un punto di riferimento a livello calcistico, ma anche umano. Immobile rappresenta il direttore di un’orchestra nella quale ogni membro lavora per il raggiungimento del risultato collettivo. Lui riesce a trasformare in concreto gli sforzi dei suoi compagni di squadra. Alcuni calciatori, quando ottengono determinati traguardi, si allontanano dalla vita di tutti i giorni: Ciro è rimasto un uomo del popolo, questo perché ha avuto una famiglia che gli ha trasmesso grandi valori e lui oggi sta tramandando questi messaggi riuscendo, addirittura, a far commuovere il Santo Padre con la sua semplicità.

Lotito ha poi concluso ribadendo, tra le righe ma non troppo, un concetto causa di sfottò continui tra le due tifoserie della Capitale: “Immobile avrebbe meritato una festa ancora più grande e la presenza dei suoi tifosi, ma la Lazio, a livello anagrafico e non solo, è la Prima Squadra della Capitale; Ciro Immobile è l’emblema di Roma ed era giusto celebrare il nostro attaccante, con l’accordo del Sindaco Raggi, al Campidoglio”.

Durante la cerimonia sono intervenuti anche due noti cronisti legati, per motivi diversi alla Lazio: Riccardo Cucchi, voce storica di Tutto il calcio minuto per minuto, tifosissimo laziale e cronista di quel Perugia-Juventus che decretò la lo scudetto del 2000 in favore dei biancocelesti, e Guido De Angelis, voce storica del calcio capitolino, ovviamente legata ai colori biancocelesti. Entrambi hanno saputo far emozionare a modo loro Immobile, ricordandogli, nel caso in cui lo avesse dimenticato, tutto quello che sta facendo con indosso la maglia della Lazio, le vittorie ottenute, i record raggiunti e le emozioni regalate a tutti i suoi tifosi da quando è a Roma.

Ed infine ovviamente lui, Ciro, visibilmente emozionato per tutte le bellissime parole spese nei suoi confronti, ma felice anche, per il prestigioso raggiungimento di un traguardo, come la vittoria della Scarpa d’Oro per l’appunto, davanti a giocatori di un determinato calibro, considerati i più forti al mondo: “Vedere la Scarpa d’Oro da vicino è una grande emozione, essere accostato a grandi nomi è una soddisfazione enorme. Conosco la mia storia, so quanto ho lavorato per raggiungere certi obiettivi, ricevere il premio in questa sala è emozionante. Mi dispiace per l’assenza dei tifosi, questa vittoria la dedico a loro che stanno soffrendo per non poterci sostenere allo stadio. Quello che sono lo devo agli insegnamenti della mia famiglia, prima nella vita che nello sport. Sono andato via di casa giovane ma non ho mai sentito la mancanza dei miei genitori perché ci sono sempre stati. Ho cercato di creare la mia famiglia in base ai loro insegnamenti, sono orgoglioso di quanto creato fuori dal campo. Poi ovviamente un ringraziamento speciale va a compagni, mister e Società, tutti devono sentirsi vincitori. Non avrei mai potuto vincerla da solo ovviamente, sono stato aiutato da tutti loro.

I complimenti per l’aspetto calcistico fanno piacere ma quelli sull’essere uomo, come detto dal Presidente Lotito, sono una soddisfazione immensa, vuol dire che sono diventato una grande persona. Con i miei figli mi diverto anche con qualche balletto sui social. Ringrazio tutti quelli che hanno speso parole bellissime nei miei confronti, mi fanno tornare in mente tutta la mia storia. So da dove sono partito e ho sempre saputo dove volevo arrivare. So che i ragazzi di oggi stanno vivendo un momento difficile ma bisogna stringere i denti e non mollare. Ognuno deve credere fortemente nei propri sogni. Il mio l’ho realizzato, come posso realizzarlo io, possono farlo loro. Quando sentivo le radiocronache, mi emozionavo con la voce dei telecronisti come Cucchi.

Prossimi obiettivi? Vogliamo riprenderci, viviamo un momento di flessione che può capitare, visto che giochiamo da agosto senza sosta. Sono però orgoglioso di quanto stiamo facendo da questi cinque anni, raggiungendo obiettivi importanti. Siamo una famiglia che va nella stessa direzione e siamo sempre uniti. In settimana abbiamo parlato con Lotito, siamo felici di avere questa partita di venerdì contro il Crotone. Poi ho in testa anche il pensiero dell’Europeo, che deve essere una cosa in più che voglio a tutti i costi“.

Un pensiero poi, ovviamente, ai suoi tifosi: “La gente laziale mi ha amato da subito per il mio modo di essere dentro e fuori il terreno di gioco, sono orgoglioso di questo. Fino a quando indosserò la maglia della Lazio darò il massimo per ottenere altri traguardi personali e di squadra”.

E proprio i tifosi, la parte che senza dubbio manca di più a questo calcio figlio della pandemia, hanno comunque provato a far sentire il proprio affetto nei confronti del talentuoso bomber della loro squadra con uno striscione nella piazza del Campidoglio che così recitava: “Ciro Immobile: Campione e Orgoglio della Prima Squadra della Capitale”.