Riapertura stadi: via di mezzo tra Calcio e Salute? Oggi si decide

22 Luglio 2021 di 3 min di lettura
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Si fa strada, pian piano, quella brutta sensazione. La sensazione che stiamo tornando, anche se ancora con le dovute proporzioni, alla situazione di un anno fa. Estate 2020, guardia abbassata e curva dei contagi che tornava su: segnali non colti, ripartenza fallita e a ottobre tutto (o quasi) rifermato. 

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. La situazione torna ad essere quanto meno da monitorare e la questione della riapertura andrebbe valutata con cautela. La palla è passata al premier Draghi, che ha da scegliere se giocarla in favore della Lega Calcio, o se allontanarla verso una direzione che alle società di calcio non va più bene. I club e la Lega chiedono di ottenere il 100% della capienza degli impianti. Stadi pieni per iniziare a risanare prima possibile dei bilanci horror. In questo anno e mezzo a porte chiuse i danni economici per i club sono stati ingenti, a maggior ragione per quelli che hanno uno stadio di proprietà. 

Riapertura stadi: oggi il CDM

Oggi il Premier si confronterà con il Consiglio dei Ministri sul tema. Il Ministro della Salute Speranza e quello della Cultura Franceschini predicano prudenza e hanno intenzione di confermare il 25% della capienza, come d’altronde si è stabilito anche per le strutture non sportive (quindi cinema e teatri). Una posizione meno rigida è invece quella del Sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali, e del sottosegretario del Ministero della Salute Andrea Costa, a favore di un’apertura graduale ma che vada verso la totale riapertura. Possibile che si arrivi a una via di mezzo (50%), ma sono solo supposizioni.  

Su una questione non ci sono dubbi. A prescindere dalla decisione finale sulla capienza, l’accesso agli stadi sarà consentito esclusivamente a coloro che sono vaccinati con doppia dose. Il Green Pass sarà quindi strumento obbligatorio per tornare a tifare la propria squadra dal vivo.  

Tutti quanti non vediamo l’ora di tornare a goderci gli stadi pieni ma allo stesso tempo siamo anche stanchi delle limitazioni per il virus, motivo per cui c’è da chiedersi quanto valga la pena rischiare. Gli effetti dei festeggiamenti per l’Europeo ci dicono che basta poco per compromettere gli sforzi fatti nei mesi passati.