fbpx
verità

Viviamo in un mondo dove l’informazione è fondamentale se non essenziale per affrontare le varie situazioni della vita. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di mettere al corrente i nostri lettori affezionati (e non) di tutto ciò che il calcio vive nel modo più giusto e imparziale, cercando di mettere la verità e la professionalità davanti a tutto. Comunicare nel modo giusto, anche a rischio di ricevere delle critiche. Noi ci prendiamo la responsabilità di raccontare in base a ciò che accade e non ciò che il nostro “pubblico” vuole sentirsi dire. 

Il campionato di Serie A lo vince…

Volete uno spoiler? Potete tranquillamente andare avanti nella lettura, tanto nessuno ve lo saprà anticipare. Certamente ognuno di noi si è fatto un’idea ed io, personalmente, me ne sono fatta più d’una. Chi lo vince non voglio dirlo (per scaramanzia?) ma ho già espresso in passato ciò che potrebbe accadere a fine anno in base alle potenzialità, alle rose a disposizione, in base a ciò che il campo trasmette. Di certo non è una vittoria, un pareggio oppure una semplice sconfitta a condizionare il mio pensiero. Ma molte volte, ciò che ascoltiamo da chi dovrebbe essere più preparato di noi ci condiziona o semplicemente è ciò che vorremmo sentirci dire. 

Parliamo di professionisti in grado di comunicare in maniera perfetta ogni singola circostanza ma, a volte, ciò non avviene. Se è meglio essere scontati e seguire la massa piuttosto che analizzare in maniera giusta le varie sfaccettature del caso? Beh, questo non sta a me dirlo. 

Tra il Var e gli arbitri chi la spunta?

Un altro caso emblematico è la gogna mediatica che Var e arbitri ricevono settimanalmente. “Il protocollo Var non è chiaro”, “l’arbitro non ha la personalità di gestire la sala Var” oppure “l’arbitro non può decidere di mettere se stesso davanti al Var”. Dov’è la verità? Come sempre nel mezzo. È pur vero che ogni situazione è diversa ma la facilità nel cambio pensiero è straordinaria in alcuni casi. Le stesse circostanze vengono analizzate in maniera diversa: per tifo, per squadra, per momenti della stagione.

Noi non siamo e non vogliamo essere i salvatori della patria. Ci basta essere un mezzo di informazione giusto per chi ci segue. Perché gli occhi per vedere li hanno tutti, è la responsabilità di dire le cose giuste che a volte viene messa in secondo piano.