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SkriniarFonte immagine: profilo Instagram ufficiale Milan Skriniar

Milan Skriniar è ormai ad un passo dal vestire la maglia del Paris Saint-Germain. Se sarà o meno una scelta giusta lo dirà il tempo. Ma com’è possibile che una colonna dell’Inter, che sognava di vestire la maglia nerazzurra per tanti anni (diventandone una leggenda) abbia deciso di riporre questo “sogno” nel cassetto e sposare un nuovo progetto tecnico? Cerchiamo di mettere insieme tutte le tessere del puzzle.

La promessa

L’Inter non riesce a concedersi il bis in campionato, il Milan diventa campione d’Italia e l’amarezza negli occhi e nella testa dei nerazzurri è tanta. Ma fin da subito, molti dei protagonisti in campo sembrano darsi appuntamento per l’inizio della nuova stagione. Uno di questi è certamente Skriniar che, dal ritiro della nazionale afferma: “Resto all’Inter, ho un contratto. Il prossimo anno torneremo primi”. Poche ma chiarissime parole che ogni tifoso nerazzurro era pronto a tatuarsi in maniera indelebile sulla propria pelle. Da lì in poi qualcosa è cambiato. Sono cambiate le prospettive, le necessità, le priorità.

Vengo anch’io? No, tu no!

Inizia l’ennesima e complicata sessione di calciomercato e l’Inter (come ogni anno da quando c’è la famiglia Zhang) deve autofinanziarsi vendendo uno o più pezzi pregiati della propria rosa. Dopo la cessione di Lukaku (inaspettata) e quella di Hakimi (programmata), i dirigenti nerazzurri chiusi in uno degli uffici della sede spulciano i nomi della rosa cercando di trovare il giusto incastro che possa mantenere alta la competitività del club anche in questa stagione. Lautaro? Esclamò il buon Ausilio. No, Lautaro non si tocca, è il nostro fuoriclasse…ma perchè non Barella invece? Ribatté Marotta. No, un centrocampista così è difficile da trovare. Finita la conta tra i vari Bastoni, Brozovic e Correa (ah no scusate, lui non è stato per nessuna ragione al mondo citato), si è trovato l’accordo su un solo nome: Milan Skriniar. Ed è lì che forse si è consumata la famosa cena con delitto (ovviamente all you can eat per risparmiare). La nuova stagione è alle porte e il tempo per programmare scorre inesorabilmente.

Ok, il prezzo è giusto

80 milioni di buoni motivi per mandare all’aria tutto. Vendiamo Skriniar, prendiamo Bremer che ha fatto una stagione straordinaria (una, sottolineiamo una) e anche quest’anno siamo noi i re del mercato. Tutto facile se non che il Paris Saint-Germain di turno non ha più voglia di soddisfare sempre e solo le richieste economiche dei club venditori e impone la propria idea d’acquisto: 65 milioni di euro bonus inclusi. L’Inter, forte delle parole di Skri, rimanda al mittente la proposta nonostante si tratti di un giocatore in scadenza di contratto. Distratta dal ritorno di Lukaku, si lascia scappare Bremer prima e Dybala poi. Due operazioni concluse che avrebbero dato un senso diverso alla stagione e al mercato dei nerazzurri. E allora, mentre i dirigenti si ostinano a cercare nomi alternativi per il reparto difensivo in attesa della nuova proposta dei parigini (che non arriverà mai), c’è qualcuno che aspetta ancora la chiamata per mettere la firma sul rinnovo del contratto. Quel rinnovo che lui stesso, pochi anni prima, aveva voluto fortemente firmare (mettendo da parte l’agente) accontentandosi di quel poco in più che i dirigenti potevano offrirgli con una promessa: ci rivedremo e ne terremo conto. Ma quella promessa, non è stata mai mantenuta e l’aver programmato la sua cessione ha rotto inevitabilmente tutto. 

“Al momento non c’è possibilità di rinnovare”

Una comunicazione pubblica dalla tempistica più che discutibile. Roberto Sistici, agente dello slovacco, esce allo scoperto pochi giorni fa spedendo al mittente le accuse contro il suo assistito: “La verità è che la decisione di mettere Milan Skriniar sul mercato è stata presa quest’estate dall’Inter, ovviamente non dal giocatore. Una scelta della Società che ha portato avanti una trattativa tra Inter e Psg della quale ovviamente siamo stati informati.” Parole che sanno di chiusura definitiva (o quasi).

La forza della fascia e l’amore dei tifosi

L’Inter, seppur tardivamente, ha cercato di rimediare all’errore estivo affidando a lui la fascia di capitano. I tifosi sono sempre stati dalla sua parte intonando cori di adorazione verso la sua figura. Ma questo non è bastato: la delusione e (soprattutto) il contratto irrinunciabile offerto dal Psg hanno fatto vacillare tutte le certezze del muro difensivo interista. 

La storia sembra ormai scritta e mentre scorrono i titoli di coda i tifosi nerazzurri sono lì fermi ad aspettare qualche scena post credit degna dei migliori spettacoli. 

Con sorpresa ovviamente.