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A Qatar 2022 è indubbiamente iniziato lo spettacolo sul rettangolo di gioco. Nel frattempo, su un altro campo, quello diplomatico (?), si sta giocando una partita in cui nessuno uscirà vincitore. Spoiler: tutti sono sconfitti, ogni protagonista deve fare i conti con la propria Caporetto. E questo, nel 2022, non è ammissibile.

Siamo sinceri, e non ci vergogneremo di certe parole forti, ma questo spazio de Il Calcio Quotidiano è dedicato ad esprimere le proprie opinioni. Per quanto scomode possano essere.

La minaccia di ammonizione della FIFA in caso di discesa in campo con la fascia One Love, a tutela dei diritti dell’amore, è un abominio. A quanto pare, la motivazione si cela alla necessità di non intromettere la politica all’interno del mondo del pallone. Ma come? La FIFA, sbandieratrice di uguaglianza e convinti no al razzismo, ora fa di una mera fascia di capitano una questione politica? Una posizione di ipocrisia, nascosta dalla servilità al dio denaro che tutto muove.

D’altro canto, però, ci sentiamo di condannare anche la decisione dei capitani delle varie Nazionali. Perché non indossare comunque la fascia? Se veramente si crede in un ideale, questo può essere il palcoscenico giusto per mostrare il proprio orgoglio. Ma se ogni giocatore avesse portato un simbolo arcobaleno, il direttore di gara avrebbe sanzionato ogni singolo giocatore? Se una protesta viene avanzata, è giusto portarla fino in fondo. Invece, al primo episodio di possibile sconvenienza, si arretra e si torna sui propri passi. Le rivoluzioni, seppure dolorose, non sono nate con i silenzi.

Dovrebbe poi partire dalle varie federazioni l’iniziativa di una battaglia diplomatica, al fine di far rispettare quelli che, sulla carta, sono i valori del massimo organismo mondiale di calcio. Invece, si sceglie ancora una volta panem et circensem. Che il pubblico si diverta, mentre l’ennesima lotta sui diritti umani è affossata indegnamente.

Di Luca Ripari

Sono Luca Ripari, ho 26 anni e provengo da Perugia. Nel giugno 2019 mi sono laureato in Mediazione Linguistica, in inglese e spagnolo. Ho una grande passione per il calcio, tanto da aver dedicato la mia tesi finale a questo argomento, lo sport interconnesso con società e cultura. Ho iniziato a collaborare con alcune testate e anche la radiocronaca mi appassiona. Mi piace scrivere, raccontare di calcio, viaggiare e leggere.