fbpx
Greta Beccaglia, la giornalista vittima della molestia fuori dal Castellani

Nella settimana in cui tutti siamo chiamati a riflettere sul delicato tema della violenza di genere, uno spiacevole fatto ha toccato da vicino il mondo del calcio. Greta Beccaglia, giornalista di Toscana Tv, si trovava fuori dallo stadio Castellani per intervistare i tifosi al termine della gara tra Empoli e Fiorentina. Nell’intento di intercettare alcuni tifosi ospiti per qualche dichiarazione, la giornalista è stata prima vittima di frasi irriguardose e successivamente molestata fisicamente da un sostenitore viola, il quale ha ben pensato di palpare Greta Beccaglia lasciando sbigottiti gli spettatori e la stessa giornalista.

La ragazza, evidentemente scioccata dall’accaduto, ha redarguito in maniera composta il molestatore per poi sentirsi dire dal collega in studio: “Non te la prendere, si cresce anche attraverso queste esperienze”. Il seguito del triste video è poi costellato da altre forme oxfordiane di un altro tifoso, tanto per ribadire il livello primitivo del contesto.

LA REAZIONE DELL’ODG

L’Ordine dei Giornalisti della Toscana, tramite il suo presidente Giampaolo Marchini, ha preso immediatamente posizione davanti allo scempio del Castellani: “Un episodio che non va minimizzato, come invece ha fatto chi era in studio invitando la collega a non prendersela. Verso di lei non è stata sentita nessuna parola di solidarietà da parte del conduttore. La violenza contro le donne è un problema culturale e sociale.

Nelle ore successive, tramite i suoi canali social, Greta Beccaglia ha voluto rimarcare la gravità di quanto accaduto: Oggi è successa una cosa gravissima mentre ero fuori lo stadio a svolgere il mio lavoro. Prima alcuni tifosi mi hanno urlato cose irripetibili. Poi uno mi ha dato addirittura uno schiaffo sul fondoschiena. Mi sono sacrificata tanto nella vita per far bene nel mio lavoro. Questo non è tollerabile, certe persone vanno denunciate. Non è stato facile continuare”.

UOMINI DELLE CAVERNE

Triste il fatto che una cosa del genere sia accaduta proprio quando, un paio d’ore prima, le squadre erano scese in campo per celebrare la giornata contro la violenza sulle donne. Probabilmente più che dedicare una giornata, bisognerebbe iniziare un percorso di miglioramento socio-culturale già dalle scuole elementari.

Uomini che fanno branco, come bestie affamate, privi di ogni concezione di rispetto e uguaglianza. Si dovrebbe iniziare a educare le generazioni attuali e future già dai primi passi perché non è concepibile nel 2021 assistere a scene da cavernicoli come quella di cui è stata vittima la povera Greta Beccaglia.

COMBATTERE E MAI MINIMIZZARE

Un discorso culturale che ai più sembra lontano ma che invece è vicino più di quanto possiamo immaginare. Perché spesso, anche chi si dichiara evoluto, ha uscite o atteggiamenti che vanno a minimizzare, o addirittura giustificare, aggressioni di questo tipo. Non esiste nessun “Sì, però si poteva evitare”, “Eh ma non ci far caso, sono degli ignoranti”, o ancor peggio “Fattici una risata, era una cosa goliardica”. Perché è proprio col “Che sarà mai” che si va ad alimentare la violenza.

Quindi, cara Greta, non è vero che non te la devi prendere. Non è vero che si cresce anche attraverso queste cose. Si cresce dando tutto per il proprio lavoro come hai fatto tu, non permettendo alle bestie di calpestare la propria dignità. Perché siamo tutti bravi a minimizzare, fino a quando i fatti non riguardano nostra moglie, nostra madre o nostra figlia. Ma spesso gli esseri primitivi, anche solo nel modo di pensare, sono più vicini a noi di quanto possiamo immaginare.

Di Dante Chichiarelli

Nato a Roma, il 26 agosto del 1984, inizia ad appassionarsi al calcio a non ancora 6 anni, durante i Mondiali di Italia '90, quelli delle Notti Magiche e di Totò Schillaci. L'amore per questo sport è nel DNA della famiglia: il suo bisnonno, Silvio Blasetti, mosse i suoi primi passi nel calcio nei primi decenni del '900 con la maglia della Lazio. Oltre a questo affianca un'altra grande passione, quella per la scrittura e per il giornalismo. Dopo le scuole, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" di Roma e nel 2009, dopo aver collaborato per oltre due anni con "Sportlocale", settimanale sul calcio dilettantistico e giovanile, diventa giornalista pubblicista. Sempre in quegli anni inizia a frequentare il corso di giornalismo sportivo curato da Guido De Angelis e di lì a breve diventerà uno dei redattori della rivista "Lazialità". Nel corso del tempo numerose sono le collaborazioni con periodici on-line e cartacei. Nel 2011, per circa un anno, diventa Direttore Responsabile del mensile "Futuro Giovani Magazine". Da aprile 2020 collabora con la redazione di "Noi Biancocelesti". Ad oggi, nonostante gli impegni lavorativi, continua a coltivare le sue due grandi passioni che lo accompagnano sin dai primi passi della vita.