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Leonardo MancusoFonte: account twitter Empoli FC

Quando ci si imbatte in una bella storia, originale, attraente, è un po’ come andare per funghi.

C’è l’eccitazione per l’evento, si entra nel bosco che rappresenta l’ignoto, si cerca l’ambita pianta (tale fu la classificazione di Carlo Linneo) poi elevata a rango di “regno” dal botanico Nees nel 1817.

Noi siamo nella prima fase, frenetica e, prima di addentrarci nel bosco, abbiamo un postulato da enunciare, senza il quale potreste credere che siamo qui a vendere lucciole per lanterne.

Quando, ad esempio, si compie un’azione straordinaria nel campionato di Promozione, come un eurogol o un gesto tecnico visto soltanto di martedì o mercoledì, si deve riportare tutto alle debite proporzioni.

Ciò vale tanto per detta categoria quanto per la Champions, per il solo fatto che chi effettua il prodigio lo compie al proprio livello. È il concetto di “assoluto”.

In filosofia l’assoluto è una realtà la cui esistenza non dipende da nessun’altra, ma sussiste in sé e per sé.

Chi gioca in Promozione lo fa contro squadre di medesima categoria e possibilità, valendo la sua di possibilità, perché altrimenti giocherebbe nel Milan.

Probabilmente ci ritroveremmo al cospetto di un baldo giovanotto due/tre di chili sopra il peso forma di Castillejo. Sicuramente eserciterà un altro mestiere per tirare avanti, allenandosi su campi adeguati agli investimenti profusi dalla società.

Insomma, quello che vogliamo dimostrare, sempre come esempio, è che un pallonetto da 30 metri realizzato da Rebic, non è più difficile in azione e reazione dello stesso spiovente effettuato da Giacomo Rossi (capocannoniere della Pro Livorno, serie D – girone D). Il gesto raro e impossibile rimane tale, sia per i conclamati campioni sia per chi sbarca il lunario in categorie inferiori.

Di conseguenza, quando si viene a conoscenza che un calciatore segna quattro reti in una sola partita, la notizia non può passare inosservata. Trattasi di evento straordinario per tutte le latitudini.

Siamo nel bosco della Serie B ed il protagonista della storia ha nome e cognome: Leonardo Mancuso, classe 1992, esterno d’attacco in forza all’Empoli. Grandi passioni per la pesca e la chitarra. Il ragazzo, cresciuto nelle giovanili del Milan, il 12 dicembre scorso ha scatenato il panico in quel di Chiavari, realizzando appunto quattro dei cinque gol con i quali l’Empoli ha sbaragliato l’Entella per 2-5. Magari ci fermassimo qui. Leonardo ha voluto esagerare, andando a segno per tre volte in meno di quattro minuti!

Per capire questa sorta di fenomenologia abbiamo simulato e cronometrato un impellente bisogno fisiologico espletato in fondo a destra (come cantava Giorgio Gaber). Al ritorno abbiamo dovuto armeggiare con il rewind perché i tre gol erano ormai già andati. Questione di fortuna? Neanche per sogno.

A seguire la carriera di Mancuso si fanno belle scoperte (come trovare i funghi). Abbonato al numero 4, con la maglia della Sambenedettese ne rifila altrettanti al malcapitato Sudtirol. Intervistato nel dopogara dichiara: “Finita la partita, nello spogliatoio sono stato buttato nella cesta dei panni sporchi. Un gesto simpatico per mostrarmi affetto”.

Gesti che poi lo hanno portato a vincere la classifica cannonieri di Lega Pro 2016-2017 con 22 marcature.

Appena acquistato dal Pescara, al primo ciak va subito in gol contro il Foggia. Con la casacca biancoazzurra realizza, nel 2018, ben due triplette ai danni di Spezia e Salernitana.

Un’altra tripla con la squadra attuale. Il Mancuso-day è open il 28 ottobre 2020 al Vigorito di Benevento. L’Empoli elimina i sanniti (2-4) dalla Coppa Italia.

Non cadiamo nell’azzardo di paragonare Leonardo Mancuso ai grandi della storia, ma le imprese dell’attaccante non sono, in assoluto, inferiori a quelle dei noti “mostri” del pianeta calcio.

Soltanto per citarne alcuni (sfidando gli insulti), hanno realizzato quattro gol in una sola gara di Champions League: Simone Inzaghi (Lazio-Marsiglia 5-1); Van Basten (Milan-Goteborg 4-0); Messi (Barcellona-Arsenal 4-1); Gomis (D.Zagabria-Lione 1-7); Mario Gomez (B.Monaco-Basilea 7-0); Ibrahimovic (Anderlecht-PSG 0-5); Gnabry (Tottenham-B.Monaco 2-7) e naturalmente C.Ronaldo (R.Madrid-Malmoe 8-0).

Sarà lecito affermare che a Leonardo piace frequentare ottime compagnie?

E quando ai prossimi esami a distanza ci imbatteremo nella cervellotica 3^ legge della dinamica, la quale stabilisce che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, non dovremo dimenticare, pena bocciatura, la 2^ legge di Leonardo Mancuso: “ad ogni azione in area di rigore corrisponde il numero arabo 4 sul tabellone luminoso”.

Perché i numeri reali positivi sono sempre maggiori di zero.