Cerignola-Verona 3-5: la compagine pugliese sfiora l’impresa
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Il Cerignola sfiora l’impresa e regala, comunque, una notte indimenticabile ai suoi tifosi. Una notte che, se ce ne fosse ulteriormente bisogno, conferma quanto la Coppa Italia abbia bisogno di una radicale riforma per restituirle competitività, interesse e fascino. Davanti a oltre quattromila spettatori (di cui 156 provenienti dal Veneto) la squadra di Maiuri tiene bene il campo e per larghi tratti gioca alla pari – se non meglio – con i dirimpettai, annullando la differenza di due categorie. Ofantini che confermano quanto di buono fatto già vedere nel turno precedente con l’Avellino, sfruttando il fattore campo (in ambo i casi è stata richiesta l’inversione causa lavori di restyling al Partenio e al Bentegodi) e facendo ben sperare in vista dell’imminente avvio del torneo di Serie C, che lo scorso anno li ha visti in lizza per la promozione fino alle ultime giornate.
Nel primo tempo i pugliesi utilizzano ripetutamente le corsie esterne, nel tentativo di rifornire l’attacco e impensierire la retroguardia scaligera. Questo produce un paio di occasioni, al cospetto di un Verona che appare guardingo e che raramente lascia la propria metà campo, quasi intimorito. Dopo soli otto minuti tegola per Zanetti, che è costretto a rinunciare a Valentini, sostituito per infortunio muscolare.
Nella ripresa i veneti si portano quasi subito in vantaggio con Bradaric, bravo a finalizzare un’azione corale, battendo l’estremo difensore cerignolano con un preciso rasoterra. A questo punto ci si aspetta un Verona più sicuro e pronto a chiudere l’incontro, sono invece i padroni di casa a tentare il tutto per tutto, aumentando ulteriormente i ritmi e spingendo alla ricerca di un preziosissimo pari che porterebbe il match ai calci di rigore. Montipò è provvidenziale in un paio di occasioni, togliendo letteralmente la sfera da dentro la porta, tuttavia calcola male i tempi al minuto 91, arrivando in ritardo sulla staffilata (non irresistibile, a dire il vero) di Maza, che lo buca sul primo palo facendo esplodere il Monterisi. Inutile il tentativo di Sarr, al 93, che con un destro impensierisce Greco, bravo comunque a controllare il pallone che termina nel campo per destinazione. Il direttore di gara fischia tre volte e la qualificazione si deciderà dal dischetto.
Dagli undici metri sono decisivi gli errori di Russo e Faggioli (anche l’Hellas sbaglia un rigore con Yellu). Pertanto il gol di Sarr permette agli ospiti di accedere al turno successivo, scacciando via i fantasmi di un’eliminazione che sarebbe stata sicuramente inaspettata e poco digeribile. Resta comunque il messaggio chiaro della serata: con una riforma che permetta alle squadre di categoria inferiore, o sfavorite, di giocare i primi turni in casa (facendo entrare sin da subito anche le big), si assisterebbe senza dubbio a tutt’altra Coppa Italia rispetto a quella monca e antisportiva che va in scena ormai da anni. Il problema è che appare assai difficile un cambio di rotta da parte delle istituzioni calcistiche, le quali difficilmente negli ultimi anni hanno dato cenni di progresso e rinnovamento.
Audace Cerignola (3-5-2): Greco; Visentin, Cocorocchio, Ligi; D’Orazio (83′ Spaltro), Coccia (67′ Ruggiero), Cretella, Moreso (78′ Lopez), Russo; Emmausso (67′ Faggioli), Cuppone. A disposizione: Rizzuto, Fares, Sabbatani, Ballabile, Giuliodori, Ingrosso, Parlato. Allenatore: Vincenzo Maiuri
Hellas Verona(3-5-2): Montipò; Oyegoke, Nunez, Valentini (9′ Bradaric); Fallou, Serdar, Bernede (79′ Yellu), Niasse (63′ Livramento), Frese; Giovane (79′ Kastanos), Mosquera (63′ Sarr). A disposizione: Perilli, Magro, Charlys, Slotsager, Harroui, Kurti, Lambourde, Ajayi, Mitrovic. Allenatore: Paolo Zanetti



