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Cagliari CalcioFonte Immagine: Profilo Facebook ufficiale Cagliari Calcio

Nainggolan, Joao Pedro, Nandez, Cragno, Godin, Simeone. Leggendo solo alcuni dei nomi dei giocatori del Cagliari il pensiero va automaticamente ad una squadra, sulla carta, da parte di sinistra della classifica e che magari, nel corso dell’anno, avrebbe anche potuto insidiare il posto di qualche big. Ma si sa, “la carta” non sempre detta l’ultima parola e i conti vanno fatti con la realtà. E allora può capitare che un organico oggettivamente di qualità si ritrovi, da tempo, nei bassifondi della classifica a lottare con tutte le sue forze per scongiurare la retrocessione.

La stagione dei rossoblù era in verità partita tra mille sogni, aspettative e speranze sin dal calciomercato: hanno trattenuto Joao Pedro e Nandez, riscattato Simeone e Rog, acquistato giocatori funzionali come Godin, Marin, Duncan, Rugani e a gennaio rinnovato il prestito di Nainggolan, attuale capitano e uomo spogliatoio che era mancato nella prima parte di stagione.
Giulini, il presidente, non ha mai nascosto la sua voglia di rendere la squadra sempre più competitiva e lo ha dimostrato affidando l’incarico ad un tecnico esperto come Di Francesco e spendendo, nelle ultime due stagioni, circa 74 milioni sul mercato. Una bella cifra per una società come quella cagliaritana.

Non sempre, però, i sogni – e anche l’impegno – vanno di pari passo con i risultati ottenuti. Ed è il caso del Casteddu, che ha infatti continuato a seguire il trend negativo del 2020, anno del centenario.

Saranno quindi ventitré le partite con Di Francesco in panchina, e i punti raccolti solamente quindici, ottenuti dopo tre vittorie e sei pareggi. La situazione per i rossoblù si fa sempre più critica arrivando a stanziarsi al diciottesimo posto in classifica.

Serve una svolta per scongiurare il peggio, e l’incarico viene quindi affidato a Leonardo Semplici.
L’effetto del cambio allenatore, come da tradizione, si fa subito sentire inanellando due vittorie consecutive (era accaduto solo un’altra volta in stagione), mentre a seguito di queste arriverà però solo un punto in cinque match, nonostante il Cagliari avrebbe ampiamente meritato di più.

L’arrivo dell’ex SPAL, in ogni caso, è provvidenziale. Ha portato una nuova mentalità, voglia di risollevarsi, unità d’intenti, tante speranze ma, soprattutto, risultati. E la svolta tanto attesa in Sardegna, anche se tardi, è finalmente arrivata.

La data da cerchiare è il 17 aprile: Cagliari-Parma, scontro diretto.
Una partita che sembrava non dovesse finire mai. I crociati comandavano la sfida per 1-3 e il Cagliari, seppur avesse accorciato le distanze al 66′, sembrava ormai sfiduciato. “Sembrava”, appunto. Perché è proprio nei minuti di recupero che si realizza una rimonta in extremis da cardiopalma. Prima con Gaston Pereiro e poi con Cerri i rossoblù portano il risultato sul 4-3. Triplice fischio. C’è ancora speranza.

Dai minuti di recupero ai minuti di recupero, verrebbe da dire.
I primi, quelli di quel famoso Cagliari-Lazio del 2019 in cui i sardi sono stati rimontati da 1-0 a 1-2 al 97′ con i gol di Luis Alberto e Caicedo, reti che hanno stroncato le gambe ad una squadra che fino a quel momento poteva addirittura sognare un posto in Europa, mentre da lì a alla fine del campionato porterà a casa solamente tre vittorie in ventidue partite. I secondi, quelli di uno scontro salvezza vinto proprio grazie a due gol dell’ultimo secondo.
Sembra quasi essere la chiusura di un cerchio, quello che aveva reso l’ultimo anno e quattro mesi dei sardi più di dolori che di gioie. E a cerchio chiuso, si può ben ripartire lasciandosi alle spalle una stagione che definirla di alti e bassi sarebbe un complimento.

Da qui in poi, il Cagliari collezionerà solamente risultati positivi. Tre vittorie contro Udinese, Roma e una proprio in questa giornata di campionato nello scontro diretto con il Benevento, e un pareggio preziosissimo di Nandez al 93′ in casa del Napoli.

Quella squadra che aveva una media di soli 0.73 punti a partita, 31 gol fatti e 51 subiti sembra ormai un lontano ricordo.
Ora il Cagliari è sedicesimo a +4 sul terz’ultimo posto. Gli spettri della retrocessione sono ancora vivi, la lotta salvezza è più fitta che mai e bisogna continuare a lottare per mantenere i nervi ben saldi, come in queste ultime cinque giornate. Ma se i rossoblù continueranno sulla scia delle ultime partite per voglia, grinta, dedizione e mentalità, i tifosi sardi possono ben sperare.

E magari ripartire l’anno prossimo lasciandosi alle spalle quello che si spera essere solo un brutto incubo, e non un’amara realtà.