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Bruno Fernandesfonte: account Twitter ufficiale di Bruno Fernandes

8 settembre 1994. A Maia, una cittadina a nord del distretto di Porto, nasce Bruno Fernandes. Cresciuto in periferia, con la passione per il calcio, non venne però notato da nessuno dei settori giovanili di grande rilievo in Portogallo. Dopo aver trovato spazio nel Futebol Clube Infesta (club di Terza divisione), nel 2004 finalmente la grande occasione: il Boavista.

L’Italia: una seconda casa

Il 27 agosto 2012, nemmeno maggiorenne, si trasferisce a Novara, in Serie B. In 23 presenze realizza 4 reti, mettendosi in luce con grandi giocate, tanto da conquistare la chiamata dell’Udinese (che acquista metà del suo cartellino) in Serie A l’anno successivo. Tre stagioni tra alti e bassi con i friulani, un feeling mai sbocciato con i bianconeri che, lo cedono nell’estate del 2016 alla Sampdoria. In Liguria, trova una continuità di rendimento: 5 reti in 33 presenze. Con indosso la maglia blucerchiata numero 10, in Portogallo, i dirigenti dello Sporting Lisbona decisero di offrirgli una chance che, da giovanissimo, non gli era stata data.

Il ritorno in patria

Un contratto di 5 anni, con una clausola rescissoria da 100 milioni di euro. Il 27 giugno 2017 lo Sporting annuncia il suo acquisto a titolo definitivo. Il ritorno in patria risveglia tutte le sue qualità tecniche, tanto da diventare in poco tempo, leader dei portoghesi. Nel 2019 vive la sua stagione più importante: con 32 gol (oltre ai 18 assist forniti ai suoi compagni di squadra) diventa il centrocampista con più gol realizzati nei campionati europei in un’unica stagione. Anche in nazionale, grazie alla sua esplosività e capacità di incidere nelle partite, diventa titolare indiscusso. Nel triennio 2017-2020 aggiunge al suo palmares 2 Taça da Liga, 1 Taça de Portugal ed infine 1 UEFA Nations League.

La chiamata dei Red Devils

Il Manchester United anticipa tutti. Tra le tante pretendenti a spuntarla sono i diavoli d’Inghilterra. A gennaio 2020, per una cifra di 80 milioni di euro (55 + 25 di bonus) Bruno Fernandes lascia lo Sporting Lisbona ed inizia un nuovo cammino, lontano da casa. Ma questa volta, grazie alle sue qualità ed una maturità ormai raggiunta, diventa fin da subito pedina imprescindibile nello scacchiere del tecnico Ole Gunnar Solskjær. 27 gol in 46 partite. Numeri che lo consacrano come uno dei centrocampisti più decisivi in assoluto nel panorama calcistico internazionale.

“Ho lottato tutta la vita per ottenere tutto questo, per arrivare in un club di alto livello.” Un sogno, “quello di diventare calciatore e giocare un giorno in Premier con il Manchester United”.

E chissà se anche lui, dopo Cristiano Ronaldo, non riceva una statua in suo onore.

Dopo Madeira…Maia. Il nuovo centro del futebol portoghese.