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Persia e il rilancio con il Campobasso: “Stagione devastante, ora sogniamo"

Angelo Persia, mediano del Campobasso, si è raccontato in esclusiva ai microfoni de Il Calcio Quotidiano: tra voglia di rilanciarsi e gol pesanti, il centrocampista è diventato uno degli imprescindibili dei rossoblù. Il classe 1998, di origini abruzzesi, è cresciuto (calcisticamente parlando) tra le file delle giovanili della Roma. Ha poi militato tra Avezzano, Teramo e Fermana. A febbraio del 2021 è arrivato al Campobasso, già reduce da una rottura del crociato, a cui si è in seguito aggiunto un ulteriore infortunio che non gli ha purtroppo permesso neppure di esordire con il Lupo.

Il Campobasso, tuttavia, ha voluto continuare a credere ancora in lui, tanto che il 19 ottobre sempre del 2021 ha stretto un nuovo accordo con il giocatore. Persia l’ha definita una seconda chance, ma in fin dei conti la società molisana non si è arresa all’idea di dover rinunciare alle sue capacità e alle sue qualità. E così il giocatore è diventato uno degli imprescindibili di mister Mirko Cudini. Arrivando anche a segnare 3 gol totali, finora, in questa stagione. Mai scontati, ma anzi tutti più che belli. A Il Calcio Quotidiano, allora, Persia si è raccontato così.

Quest’anno hai finalmente potuto esordire con il Campobasso, dopo un periodo un po’ travagliato a livello fisico. Sei stato fin da subito un giocatore fondamentale: cos’ha significato per te tornare e diventare uno degli imprescindibili? 

Tornare è stata diciamo una seconda chance perché quando ero arrivato la prima volta, venivo da un infortunio al crociato quindi arrivavo per rimettermi in gioco. Per rilanciarmi. Poi purtroppo ho avuto un altro infortunio quindi quando sono tornato a ottobre le motivazioni, non avendo giocato la prima volta, erano le stesse: rimettermi ancora di più in gioco. Anche perché o andava bene o rischiavo di smettere.

Mister Cudini ha deciso di fidarsi praticamente da subito delle tue qualità e in questi mesi hai segnato gol anche pesanti, come quello contro il Latina: che valore hanno avuto per te questi momenti?

Il valore è devastante. A parte che io sono uno che segna poco, di solito se faccio un gol all’anno è grasso che cola. Quest’anno mi sta andando bene quindi è tanta roba. Sono molto contento, spero di continuare bene. 

Chi ti ha sostenuto di più in questi anni di carriera e nella scelta di tornare al Campobasso?

La famiglia prima di tutto e gli amici più stretti sicuramente. Poi, il direttore sportivo della società che mi ha rivoluto a Campobasso. Mi hanno dato un’ottima occasione per rimettermi in mostra, sia la società sia tutto lo staff. Quindi un grande ringraziamento va soprattutto a loro.

Contro la Vibonese domenica hai giocato una gara impeccabile, arrivando anche a segnare un bellissimo gol: quanto è emozionante sentire lo stadio esplodere di gioia, intonando il tuo nome?

L’emozione è unica. Non saprei nemmeno spiegarla. Però è una bellissima sensazione. Poi l’abbraccio di tutti i compagni, sia chi gioca chi sta fuori. Tutti che sono dalla parte tua, è bello. Quasi da pelle d’oca.

Siete riusciti a confermare la permanenza del Campobasso in Serie C, dando una grande gioia a una città intera: come state vivendo questo momento? 

La prima cosa fondamentale è stata quella di restare uniti e così resteremo. Poi c’è chi già si conosceva già da parecchi anni, chi è arrivato e si è integrato bene. Noi siamo contentissimi della permanenza ma eravamo sicuri di raggiungere questo obiettivo. Adesso ci divertiamo e vediamo se riusciamo a fare qualcosa in più. Sicuramente ce la metteremo tutta, poi vedremo. 

Mancano due giornate alla fine del campionato: ci credete un po’ di più ora nel sogno dei playoff?

Certo, perché no. Non si sa cosa succederà.

Più nello specifico per te, che ti aspetti dal futuro?

Sicuramente vorrei continuare a giocare, sia a Campobasso dato che il mio contratto scadrà a fine stagione sia dove sarà. Ma soprattutto voglio continuare a giocare senza infortuni. Sereno e tranquillo.