Oggi giocherebbero così: Il Picchio Ascoli

AGGIORNAMENTO DEL 27 AGOSTO 2026 – Successivamente alla pubblicazione di questo articolo, la FISCT ha diffuso una comunicazione ufficiale relativa alla disciplina delle squadre filiali per la stagione 2026/27. Il testo regolamentare inizialmente approvato e pubblicato prevedeva, nel rispetto di specifici requisiti relativi alla composizione delle rose, la possibilità per le squadre filiali di partecipare alle categorie superiori, circostanza sulla quale erano state formulate le considerazioni contenute nel presente articolo. Con la successiva comunicazione, il Consiglio Direttivo ha chiarito che una modifica di tale portata, incidendo sulla struttura delle competizioni e sui diritti sportivi delle Associazioni, dovrà essere sottoposta al coinvolgimento e all’approvazione dei Soci e potrà eventualmente entrare in vigore dalla stagione 2027/28. Per la stagione 2026/27 non troverà pertanto applicazione la possibilità per le squadre filiali di ottenere la promozione in Serie A prevista nell’impostazione regolamentare sulla quale era stata originariamente sviluppata questa analisi. Le considerazioni contenute nell’articolo relativamente a tale eventualità devono quindi ritenersi superate alla luce della successiva comunicazione federale.
Il Picchio Ascoli si prepara ad affrontare la Serie B dopo essere stato protagonista di una delle promozioni più combattute della scorsa stagione. La filiale del Subbuteo Club Ascoli ha infatti conquistato il salto di categoria nello stesso anno in cui la squadra principale è riuscita a ritornare in Serie A, completando così una stagione particolarmente significativa per l’intero movimento bianconero. Il successo del Picchio è arrivato al termine di un accesissimo testa a testa nel girone A di Serie C contro il Subbuteo Club Ligures, protrattosi praticamente fino alla conclusione del campionato. Punto dopo punto, le due formazioni si sono contese il primato e alla fine sono stati proprio i marchigiani ad avere la meglio per una sola lunghezza, chiudendo a quota 57 contro i 56 punti della formazione genovese e conquistando così la promozione diretta nella serie cadetta.
Per chi conosce da vicino il panorama nazionale del calcio da tavolo, però, trovare Il Picchio Ascoli in Serie B non rappresenta certamente una sorpresa. La formazione filiale può infatti contare su giocatori di assoluto valore, alcuni dei quali avrebbero tutte le qualità necessarie per trovare spazio anche nella squadra principale impegnata nella massima serie. Il nome più evidente è probabilmente quello di Gabriele Silveri, attualmente numero 23 del Ranking FISCT e, dato particolarmente significativo, il giocatore con il miglior piazzamento nella graduatoria nazionale tra tutti i tesserati del club ascolano. Silveri rappresenta inoltre un autentico punto di riferimento della formazione marchigiana nel Subbuteo Tradizionale, disciplina nella quale occupa stabilmente la prima posizione del Ranking individuale FISCT. Anche in questa specialità Ascoli compete ai massimi livelli nazionali, avendo concluso al sesto posto l’ultimo campionato di Serie A.
Ma la qualità del Picchio non si esaurisce certamente nel suo giocatore maggiormente quotato. Luca Ciabattoni, Alessandro Migliori, Michelangelo Mazzilli, Giancarlo Silvestri, Francesco Venturello e Francesco Paolini completano infatti un organico ricco di esperienza, affidabilità e conoscenza della disciplina, caratteristiche che potrebbero consentire alla neopromossa di non limitarsi a recitare un ruolo da semplice matricola. Anzi, pur considerando l’altissimo livello della prossima Serie B e la presenza di diverse formazioni costruite dichiaratamente per puntare alla promozione, il Picchio Ascoli sembra possedere gli argomenti necessari per provare a inserirsi nelle zone importanti della classifica.
Da questa stagione, peraltro, farlo potrebbe assumere un significato completamente diverso rispetto al passato. Il nuovo regolamento modifica infatti le prospettive delle squadre filiali, che potranno concorrere a tutti gli effetti per i risultati sportivi ottenuti nel proprio campionato e, di conseguenza, conquistare anche la promozione nella stessa categoria nella quale milita la squadra principale. Una possibilità subordinata naturalmente al rispetto delle specifiche condizioni previste per la composizione della rosa: nelle categorie interessate la filiale dovrà fare affidamento su giocatori appartenenti alla medesima associazione da almeno due stagioni, senza poter ricorrere al mercato per costruire appositamente la formazione; per gli atleti stranieri è invece richiesta un’appartenenza alla stessa associazione da almeno tre stagioni. Una novità regolamentare che rende ancora più interessante la prossima avventura del Picchio Ascoli, perché per la prima volta un eventuale piazzamento nelle posizioni che contano non rappresenterebbe soltanto un prestigioso risultato sportivo, ma potrebbe aprire concretamente le porte della massima serie. Immaginare oggi una seconda formazione ascolana in Serie A può apparire ambizioso, soprattutto considerando la concorrenza che caratterizzerà il prossimo campionato, ma la qualità complessiva della rosa impedisce di escludere a priori qualsiasi scenario.
Dopo aver conquistato la Serie B al termine di un duello estenuante con i Ligures, Il Picchio Ascoli arriva quindi nella serie cadetta con qualcosa in più rispetto al semplice entusiasmo di una neopromossa: una rosa esperta, alcuni interpreti di livello assoluto e, grazie alle nuove norme, persino la possibilità di inseguire un traguardo che fino alla scorsa stagione sarebbe stato precluso per regolamento. E se la squadra principale proverà a difendere il proprio posto in Serie A, la filiale potrà affrontare la nuova stagione senza porsi necessariamente alcun tipo di limite.



