Italia-Belgio 0-2, il ritorno di Mancini comincia in salita: gli azzurri si svegliano troppo tardi
Il Belgio passa all’Olimpico con i gol di Godts e Lukebakio nella prima giornata di Nations League. Donnarumma evita un passivo più pesante nel primo tempo, poi l’Italia cresce nella ripresa senza riuscire a riaprire la partita.
Il secondo esordio di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale comincia con una sconfitta e lascia parecchio materiale sul quale lavorare. Allo Stadio Olimpico di Roma il Belgio vince 2-0 nella prima giornata della UEFA Nations League 2026/27, con una rete per tempo di Mika Godts e Dodi Lukebakio. Il risultato racconta una partita nella quale gli ospiti sono stati superiori soprattutto nella prima frazione, mentre l’Italia ha mostrato una reazione dopo l’intervallo senza riuscire a trasformarla in una rimonta.
Era inevitabile che la serata avesse un significato che andasse oltre i primi tre punti in palio nel Gruppo A1. Mancini tornava a guidare l’Italia per la prima volta dalle dimissioni dell’agosto 2023 e lo faceva dopo una delle estati più complicate della storia recente della Nazionale, segnata dalla terza mancata qualificazione consecutiva a un Mondiale. Il nuovo commissario tecnico aveva risposto convocando un gruppo molto ampio, inserendo diversi volti nuovi e parlando della necessità di ricostruire una squadra competitiva. Contro il Belgio di Mark van Bommel, però, la distanza da colmare è apparsa evidente almeno per buona parte della partita.
Mancini cambia subito: Romano all’esordio e Kean sulla fascia
Il primo undici del nuovo corso contiene già diverse indicazioni sulle intenzioni del commissario tecnico. Mancini sceglie il 4-3-3 con Donnarumma in porta, Di Lorenzo, Gianluca Mancini, Coppola e Calafiori in difesa. A centrocampo c’è Alessandro Romano, ventenne del Cagliari all’esordio in Nazionale, insieme a Barella e Tonali. Davanti Pio Esposito viene schierato al centro, con Cambiaghi a sinistra e Moise Kean sulla destra.
È una formazione che prova a mettere insieme esperienza e rinnovamento, ma che fatica quasi immediatamente a trovare le distanze. Il Belgio pressa alto, muove rapidamente il pallone e sfrutta soprattutto la capacità di De Bruyne di leggere gli spazi e quella di De Ketelaere di allontanarsi dalla posizione di riferimento, creando problemi ai due centrali azzurri.
Dopo sette minuti serve già un grande Donnarumma per respingere una conclusione di De Ketelaere. Poco dopo Pio Esposito colpisce il palo su un suggerimento di Barella, ma l’attaccante è partito in posizione irregolare. È una delle poche situazioni nelle quali l’Italia riesce ad arrivare rapidamente nei pressi della porta di Lammens durante un primo tempo che progressivamente prende una direzione precisa.
Godts porta avanti il Belgio, Donnarumma tiene in partita l’Italia
Al 20’ arriva il vantaggio belga. Romano sbaglia un pallone nella zona centrale del campo, De Bruyne verticalizza immediatamente per Mika Godts e il giovane esterno dell’Ajax entra in area, rientra sul destro e supera Donnarumma. L’errore individuale pesa, ma l’azione mette soprattutto in evidenza quanto l’Italia sia vulnerabile quando perde il pallone con la squadra aperta.
Da quel momento il Belgio trova spazi con preoccupante continuità. De Ketelaere impegna ancora Donnarumma e sulla respinta Raskin trova nuovamente l’opposizione del capitano azzurro. Poco dopo Godts può colpire di testa praticamente indisturbato sul secondo palo, ma il portiere dell’Italia riesce ancora a intervenire. Anche Moreira ha una buona opportunità, mentre la squadra di Mancini fatica a uscire dalla pressione avversaria e ricorre spesso al lancio lungo.
È soprattutto Donnarumma a impedire che l’intervallo arrivi con un divario più ampio. L’Italia riesce raramente a sviluppare un possesso pulito e soffre quando il Belgio accelera. Kean prova a dare profondità partendo da destra, Cambiaghi cerca qualche iniziativa sull’altro lato e Pio Esposito lavora tra i centrali, ma la distanza tra centrocampo e attacco rende complicato costruire occasioni con continuità.
Il problema della prima frazione non riguarda quindi soltanto il gol subito. Il Belgio appare più compatto, occupa meglio il campo e riesce a recuperare velocemente il pallone, mentre l’Italia si allunga e concede troppo spazio tra i reparti. Lo stesso Mancini, nel dopopartita, riconoscerà che la squadra non è riuscita a rimanere corta e ha permesso agli avversari di giocare con eccessiva libertà.
Nella ripresa cambia l’Italia, ma manca il gol
Dopo l’intervallo la partita assume un aspetto diverso. L’Italia alza il baricentro, aumenta l’aggressività e comincia finalmente a recuperare palloni nella metà campo belga. Passano appena due minuti e Cambiaghi costruisce una buona opportunità per Kean, che trova la risposta di Lammens da pochi metri. Subito dopo è Pio Esposito ad andare alla conclusione su un altro pallone proveniente dalla sinistra, ma il portiere belga chiude ancora lo specchio.
Sono minuti nei quali gli azzurri riescono a dare maggiore continuità alla pressione. Cambiaghi diventa uno dei riferimenti più utili sulla fascia, il centrocampo accompagna con maggiore convinzione e il Belgio non riesce più a gestire la gara con la stessa facilità mostrata nel primo tempo.
Mancini prova poi a intervenire anche dalla panchina. Al 65’ entrano Scalvini, Frattesi e Daniel Maldini per Coppola, Romano e Pio Esposito. La ricerca del pareggio porta però inevitabilmente l’Italia a concedere campo alle ripartenze avversarie e proprio quando la gara sembra essersi riaperta arriva il colpo che la chiude.
Lukebakio punisce gli azzurri nel momento migliore
Al 69’ il Belgio recupera il pallone e riparte. Lukebakio, entrato da pochi minuti, trova davanti a sé lo spazio necessario per avanzare e dal limite dell’area lascia partire un sinistro preciso che termina sul secondo palo. È il 2-0 e, per come arriva, pesa ancora di più: l’Italia aveva finalmente trovato il modo di portare la partita nella metà campo avversaria, ma si fa sorprendere lasciando troppo terreno alle proprie spalle.
Mancini concede nel finale l’esordio anche a Mohamed Ali Zoma e Issa Doumbia, mentre gli azzurri continuano a cercare almeno il gol che potrebbe riaprire la serata. L’occasione migliore arriva nei minuti conclusivi, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Scalvini si ritrova il pallone sul secondo palo e da distanza ravvicinata colpisce la parte inferiore della traversa.
Il risultato non cambia. Dopo il triplice fischio resta anche qualche momento di tensione tra Donnarumma e Lukaku, ma l’Olimpico ha già espresso il proprio giudizio sulla serata accompagnando la Nazionale con i fischi.
Italia-Belgio 0-2, cosa lascia il primo Mancini-bis
Novanta minuti sono troppo pochi per stabilire quale direzione prenderà il secondo ciclo di Roberto Mancini, soprattutto considerando la quantità di cambiamenti introdotti nelle convocazioni e nella formazione iniziale. Sono però sufficienti per individuare alcuni problemi sui quali intervenire rapidamente.
La prima Italia del Mancini-bis è apparsa fragile quando ha dovuto difendere in campo aperto, poco compatta nella prima pressione e troppo dipendente da Donnarumma durante i momenti migliori del Belgio. Anche alcune scelte richiederanno ulteriori verifiche: Romano è stato gettato immediatamente dentro una partita di livello internazionale elevato, mentre l’impiego di Kean sulla fascia destra ha allontanato dalla porta un attaccante che può diventare particolarmente pericoloso quando riesce ad attaccare centralmente la profondità.
La ripresa, tuttavia, impedisce di ridurre l’intera prestazione ai problemi dei primi quarantacinque minuti. Per circa venticinque minuti l’Italia ha giocato con maggiore intensità, recuperato seconde palle e costruito occasioni sufficienti almeno per cercare il pareggio. È il segmento di partita dal quale Mancini ha scelto di ripartire anche nelle dichiarazioni successive, riconoscendo invece come insufficiente il primo tempo.
Il punto è che in una fase come questa i segnali devono presto trasformarsi in continuità. La Nations League non concede molto tempo per gli esperimenti e il calendario del Gruppo A1 è particolarmente impegnativo: dopo il Belgio l’Italia affronterà la Turchia il 28 settembre e quindi la Francia il 2 ottobre.
Il ritorno di Mancini, dunque, comincia con uno 0-2 che riporta immediatamente l’attenzione sul campo. Il nuovo corso è appena iniziato e sarebbe prematuro giudicarlo attraverso una sola partita, ma Roma ha ricordato quanto sia complicato il lavoro che attende il commissario tecnico. L’Italia deve ritrovare organizzazione, sicurezza e una propria identità dopo anni nei quali ogni ripartenza è stata accompagnata dalla necessità di lasciarsi alle spalle un’altra delusione. Stavolta il tempo delle promesse sarà inevitabilmente più breve: già contro la Turchia serviranno risposte più concrete.


