Coppa Italia, Cesena-Entella 8-7: l’esito dei calci di rigore questa volta è positivo per il Cavalluccio

7 Agosto 2023 di 6 min di lettura
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Affinché tutto cambi è necessario che nulla cambi, diceva Tomasi di Lampedusa nel suo “Il Gattopardo”. Ed il Cesena inizia esattamente dove aveva finito la scorsa stagione. Sempre in casa al “Manuzzi” e sempre ai calci di rigore, anche se questa volta con un più felice esito in virtù del quale si spera davvero che questa volta l’epilogo possa essere diverso.

Andando con ordine, non bastano prezzi popolari e promozioni per gli abbonati ad attirare il grande pubblico. Il responso del botteghino parla di 3.418 spettatori (incasso di 24.290 euro) che sono quasi meno di un terzo della media di presenze della scorsa stagione, ma restano comunque un buon dato nel bel mezzo della stagione vacanziera, che in Romagna impegna la stragrande maggioranza della forza lavoro, senza contare chi ha la fortuna di godersi la bella stagione in ferie.

Per l’occasione, chiusi i distinti, il pubblico si concentra tutto in Tribuna e in Curva Mare, oltre ad uno sparuto gruppo di tifosi liguri nel settore ospiti. L’atmosfera è tutto sommato distesa, la tifoseria fa quello che deve fare, sostenendo cioè il Cavalluccio dall’inizio e in maniera incondizionata. Non si percepisce nemmeno in superficie il malcontento che sobbolle ampiamente alla base della piazza romagnola, scottata dalla recente delusione ai playoff e che l’assenza di netti cambiamenti in società e in squadra non ha aiutato a mitigare.

In panchina, a dispetto di tutto o forse proprio a conferma della difficile scelta di continuità intrapresa, c’è ancora Mimmo Toscano. Manca qualche effettivo in campo, a partire da bomber Corazza (18 reti l’anno scorso) che parte in panchina e dal suo migliore partner d’attacco Stiven Shpendi (12 reti alla sua prima vera stagione da Pro), ceduto all’Empoli ma presente in tribuna per sostenere la sua vecchia squadra e il suo gemello Cristian che ne raccoglie il testimone in avanti.

La squadra ospite che già bene aveva fatto nella passata stagione, punta a confermarsi fra le outsider basandosi su un complesso rodato e misurarsi con il Cesena con il quale aveva battagliato per i primi posti dello scorso girone B è un banco di prova importante per mister Volpe e soprattutto per l’impatto dei nuovi innesti.

L’inizio in campo è frizzante, i padroni di casa sembrano intenzionati a dimostrare da subito tutta la loro voglia di riscatto. Bumbu più dinamico che lucido restituisce comunque la sensazione di una squadra viva e capace di pungere, come avviene di fatto al 17′ proprio con Cristian Shpendi che finalizza il tiro cross di Giovannini, altro prodotto di quella fucina di talenti che è il vivaio del Cesena. Con una Virtus Entella che fatica a trovare la quadra sono sempre i bianconeri a rivelarsi più pericolosi di nuovo con Bumbu e Shpendi fino a trovare il raddoppio proprio alla fine della frazione con Ciofi che di testa schiaccia in rete un corner di Adamo.

La ripresa, dopo una sortita dalla distanza di Bumbu, riporta a galla gli incubi e i limiti ricorrenti dei romagnoli, oltre a ricordare tutto lo spessore dell’Entella che nel giro di soli cinque minuti, fra il 51′ e il 56′, grazie ad un super Meazzi autore di una doppietta di pregevole fattura, rimette in discussione la gara e con essa la qualificazione. Il registro della gara cambia radicalmente con i bianconeri incapaci di reagire e i liguri che in più occasioni hanno la possibilità di segnare ancora e mettere in serio imbarazzo le scelte e le conferme del tecnico e della società avversaria. Le più clamorose con Di Mario e Tomaselli ma fra a cambiare prospettive e esiti rispetto al Cesena che fu c’è un Pisseri di differenza: la porta che era stata il più mortificante punto debole l’anno prima, si dimostra punto di forza con questo nuovo innesto, capace di salvare il risultato e di allungare la gara ai tempi supplementari.
Gli ulteriori trenta minuti sono di una noia quasi ininterrotta, i ventidue in campo non hanno più benzina in corpo ma è ancora una volta l’Entella ad avere la chance migliore con Di Santo che si libera benissimo sulla sinistra dopo un’azione di contropiede, riceve a due passi dalla porta cesenare ma la conclude meno bene sull’esterno della rete.

Triplice fischio, torna lo spettro dei rigori che aveva portato il Lecco in finale e poi in B e quando Mercadante chiude troppo l’angolo del primo tiro, tutti sembrano rassegnarsi ad una nuova sconfitta e con essa ad una nuova stagione di patimenti. Sbaglia però anche Di Santo per l’Entella e quando anche Ciofi spreca l’opportunità di scrivere una nuova storia, ancora super Pisseri sale sugli scudi respingendo il tiro decisivo di Zappella con i penalty che proseguono ad oltranza, mettendo poi una salvifica pezza rimediando all’errore di Saber opponendosi a Siatounis ed infine consegnando il passaggio ai trentaduesimi, mettendoci ancora una volta la mano su Thioune.

Il Cesena torna dunque in campo venerdì contro il Bologna al Dall’Ara per un derby emiliano-romagnolo che solletica sempre gli entusiasmi della tifoseria. Oltre a questa effimera felicità però, e al netto dell’avvilente problema portiere che sembra finalmente risolto, ci sono ancora tanti interrogativi e dubbi su questa squadra, specie in termini di tenuta fisica e mentale lungo l’arco dei novanta minuti che mister Toscano e i suoi uomini sono chiamati a dissolvere. Meno assillante lo scenario futuro per la compagine di Chiavari, meno obblighi stringenti sulla vittoria finale eppure la consapevolezza di poter dire la propria nell’ormai imminente Serie C. A quei due insindacabili giudici che sono il campo e il futuro è demandata l’ultima parola su tutto quanto vagamente tratteggiato in questa prima sgambata agostana.

articolo a cura di Matteo Falcone