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Sanremofonte: immagine tratta da RaiPlay

Eccoci tornati ancora una volta in questa mini-rubrica chiamata “Il Sanremo Quotidiano”, dedicata alla stretta connessione tra il mondo del calcio e quello della musica. La quarta serata del festival di Sanremo è stata divertente e soprattutto molto più tranquilla rispetto alle altre. Hanno cantato i 26 big che sono stati votati dalla stampa. A vincere la serata sono stati Colapesce e Dimartino con “Musica Leggerissima” mentre rimane in testa alla classifica generale del 71° Festival di Sanremo, Ermal Meta con la sua canzone “Un milione di cose da dirti”. Ancora una volta presente Zlatan Ibrahimovic che torna a fare il suo solito siparietto comico. Ospiti Emma Marrone e Alessandra Amoroso che hanno cantato “Pezzo di cuore”. È tornato ancora una volta a calcare il palco di Sanremo dopo la vittoria nel 2019 anche Mahmood, che si è esibito con un medley dei suoi brani più celebri. Da ricordare le formidabili Barbara Palombelli ed il direttore d’orchestra (come vuole essere chiamata lei) Beatrice Venezi che hanno co-condotto con Amadeus e Fiorello.

Ed ora, ecco a voi, altre tre fantastiche canzoni dal gusto calcistico…

Maracanã (Emis Killa)

Lontano dalla Grande Mela
C’è un piccolo uomo in una favela
Ogni giorno si sveglia e si allena
Con il pallone da mattina a sera

Maracanã di Emis Killa è nata da una collaborazione con Sky per i mondiali in brasile del 2014. È un vero e proprio inno scritto apposta per quel fallimentare mondiale che ha visto uscire l’italia ai gironi. Nella prima strofa Emis ci racconta la storia di un ragazzo che vuole diventare famoso e ripete a se stesso che ce la farà. Ci descrive la nascita tipica di un calciatore brasiliano che sin da bambino si allena col pallone fra i piedi. Nella seconda strofa troviamo versi interamente dedicati alla manifestazione sportiva in considerazione, quindi si discosta al preambolo precedente e alla storia del bambino che vuole diventare professionista. Ci sono riferimenti come “A parte Ibra non manca nessuno” nel 2014 lo Svezia di Ibra non si riuscì a qualificare. Il titolo fa riferimento al famoso stadio brasiliano “Estádio Jornalista Mário Filho” meglio noto come Maracanã, dove si è giocata la finale fra Germania e Argentina vinta dai tedeschi.

You’ll never walk alone (Rodgers/Hammerstein)

Walk on walk on with hope in your heart
And you’ll never walk alone

Scritta dalla coppia statunitense Rodgers/Hammerstein per il musical del 1945 Carousel, You’ll never walk alone è diventata negli ultimi anni un tormentone che non smette mai stancare soprattutto noi amanti del calcio, dato che il singolo è diventato l’inno del Liverpool e del Celtic e viene cantata a squarcia gola dalle rispettive tifoserie sugli spalti. Tutti ricordiamo la finale di Champions del 2019 tra il Liverpool e il Tottenham vinta dai Reds per 2 a 0, con quel finale magico ed i tifosi abbracciati a cantare quella canzone che recita “Non camminerai mai sola”. Perché è molto più di un semplice brano, è un inno d’appartenenza che lega ancora di più la tifoseria alla propria squadra

 

Seven Nation Army (White Stripes)

Poopopopopopopooo…ammettetelo, avete riconosciuto subito questo famoso motivetto leggendolo soltanto. Ebbene, se già la state cantando nella testa, allora conoscete già il famoso coro da stadio che nasce appunto dalla fantastica canzone dei White Stripes. È stato il brano che i tifosi dell’Italia hanno adottato ed intonato a squarciagola durante i mondiali del 2006 e nel corso degli anni ha fatto il giro del mondo passando di stadio in stadio e di bocca in bocca. In realtà, questo famoso coro è stato creato dai tifosi del Brugge ed è stato successivamente adottato da noi italiani. Fatto sta, che ancora oggi continua ad essere il coro più utilizzato dai tifosi della nazionale italiana che lo intonano ogni partita. Jack White, chitarrista e cantante dei White Stripes, ha voluto dire la sua riguardo a questo: «Sono onorato che gli italiani abbiano fatto propria questa canzone: niente è più bello di quando le persone sposano una melodia e la fanno entrare nel pantheon della musica popolare. Come compositore è una cosa impossibile da pianificare, specialmente oggi. E adoro il fatto che la maggior parte della gente che la canta non sappia minimamente da dove provenga»

a cura di Francesco Rosati