Addio a Franco Baresi, capitano simbolo del Milan e leggenda del calcio italiano

31 Luglio 2026 di 4 min di lettura
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Franco Baresi

Il calcio italiano perde uno dei suoi simboli più autentici. Franco Baresi è morto all’età di 66 anni, lasciando un vuoto immenso nel mondo dello sport e nel cuore di intere generazioni di tifosi. Storico capitano del Milan, campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982 e vicepresidente onorario del club rossonero negli ultimi anni, Baresi è stato il volto di un’epoca irripetibile del calcio italiano.

La notizia della sua scomparsa arriva a distanza di quasi un anno dall’intervento chirurgico cui si era sottoposto per l’asportazione di una nodulazione polmonare, scoperta durante controlli di routine. Dopo l’operazione, perfettamente riuscita, il Milan aveva comunicato l’avvio di una terapia di consolidamento, mentre lo stesso Baresi aveva ringraziato i tifosi per il sostegno ricevuto.

Franco Baresi, una carriera leggendaria

Parlare di Franco Baresi significa raccontare una parte fondamentale della storia del calcio italiano. Nato a Travagliato l’8 maggio 1960, ha legato l’intera carriera al Milan, diventandone una vera e propria bandiera.

Con la maglia rossonera ha disputato venti stagioni, superando le 700 presenze complessive e conquistando un palmarès straordinario: sei Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Supercoppe UEFA e quattro Supercoppe Italiane. Numeri che raccontano soltanto in parte la grandezza di un difensore considerato tra i migliori di tutti i tempi.

Leader silenzioso, impeccabile nella lettura del gioco e nell’anticipo, Baresi è stato il punto di riferimento della storica difesa del Milan di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, insieme a Tassotti, Maldini e Costacurta.

Il trionfo con la Nazionale

Anche con la maglia azzurra, Franco Baresi ha scritto pagine indelebili.

Campione del mondo nel 1982, ha collezionato 81 presenze con la Nazionale italiana, diventandone capitano nei primi anni Novanta. Indimenticabile la finale del Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, quando, dopo aver recuperato in tempi record da un grave infortunio al menisco, disputò una partita straordinaria contro il Brasile, confermando ancora una volta il proprio straordinario spessore umano e sportivo.

Un simbolo che ha attraversato le generazioni

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Franco Baresi non ha mai smesso di rappresentare il Milan. Negli ultimi anni aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente onorario del club, continuando a essere una figura di riferimento per dirigenti, allenatori e calciatori.

La sua autorevolezza non nasceva soltanto dai trofei conquistati, ma dallo stile con cui ha interpretato il calcio: rispetto degli avversari, senso di appartenenza e una leadership esercitata sempre con l’esempio.

Il messaggio del Milan

Sul sito ufficiale dell’AC Milan è apparsa questa noto, in suo ricordo: “Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica.

Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre.”

Il cordoglio del mondo del calcio

La scomparsa di Franco Baresi ha immediatamente suscitato un’ondata di commozione nel mondo dello sport. Tifosi, ex compagni di squadra, dirigenti e istituzioni stanno ricordando uno dei più grandi difensori della storia del calcio, capace di diventare un punto di riferimento ben oltre i colori del Milan.

Con la sua morte se ne va non soltanto una leggenda rossonera, ma uno degli ultimi grandi interpreti di un calcio fatto di fedeltà, sacrificio e senso di appartenenza. Un capitano nel significato più autentico del termine, destinato a rimanere per sempre nella memoria del calcio italiano.