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Serie AFonte immagine: Lega Serie A.it sito ufficiale

Serie A: sembra passato poco tempo dall’ultima stagione, eppure già da Ferragosto si è tornati in campo. Puntuale, come sempre, il tempo di esprimere giudizi al veleno, un gioco al massacro utile solo a destabilizzare ambienti e creare disappunto tra i tifosi. Già, perché molto spesso è in realtà la stampa a non dosare bene le parole. Mancando di lucidità, con l’informazione che è di conseguenza messa da parte. Dall’indimenticato Processo di Biscardi a quello dell’ombrellone.

Prendiamo in analisi il caso del Milan, che ha impattato per 1-1 a Bergamo contro una buona Atalanta. Cosa si legge sui commenti della prestazione rossonera? “Qualcosa si è inceppato“, “pareggio deludente con la Dea“, “Milan già costretto ad inseguire“.

Innanzitutto, il valore della squadra di Gian Piero Gasperini è sminuito. D’accordo, non sarà la corazzata di qualche anno fa, più prudente in fase difensiva e meno ficcante. Resta comunque una compagine ben organizzata, in grado di insidiare qualsiasi big, anche perché ha giocatori in grado di fare la differenza con una giocata. Pensiamo a Malinovskyi (possibile partente), Pasalic, Koopmeiners, Zapata. Detto ciò, un punto a Bergamo non si può considerare negativo, anche considerando la calda atmosfera sugli spalti e la rivalità regionale.

Indispensabile, poi, soffermarsi sul fatto che siamo ancora alla terza giornata. Non può annullarsi il discorso secondo cui è calcio di agosto. Molte società sono ancora un cantiere aperto, con gli ultimi rinforzi del mercato da registrare e un gioco che deve ancora assemblarsi al meglio. Tra l’altro, la prestazione non è stata di basso livello, anzi, considerando che l’annata è appena iniziata.

Sbagliato anche esaltare troppo le squadre che sono partite bene. Chi ben comincia è a metà dell’opera, si dice, ma bastano alcune prestazioni negative a distruggerla. O meglio, i giudizi incauti e avventati la distruggono. Un giorno eroi,  quello dopo mediocri. Senza mezzi termini, il problema che da anni attanaglia la stampa tricolore.

Di Luca Ripari

Sono Luca Ripari, ho 26 anni e provengo da Perugia. Nel giugno 2019 mi sono laureato in Mediazione Linguistica, in inglese e spagnolo. Ho una grande passione per il calcio, tanto da aver dedicato la mia tesi finale a questo argomento, lo sport interconnesso con società e cultura. Ho iniziato a collaborare con alcune testate e anche la radiocronaca mi appassiona. Mi piace scrivere, raccontare di calcio, viaggiare e leggere.