Le costanti tattiche: il Milan di Allegri

2 Febbraio 2026 di 3 min di lettura
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Le costanti tattiche del Milan di Massimiliano Allegri –  Analisi tecnico-tattica a cura di Claudio Mele

La squadra rossonera mette in campo un pregevole equilibrio, evidente, sia analizzando le singole situazioni di gioco, sia prendendo in considerazione un’intera partita. In un calcio che si sta evolvendo ed è sempre più dinamico e veloce, il gioco delle squadre di Massimiliano Allegri mantiene un grande ordine frutto di grande attenzione e concentrazione su ogni palla. E’ veramente raro trovare un posizionamento errato o un giocatore in ritardo in una situazione di gioco.

Contrapponendosi a un calcio completamente differente come ad esempio quello di Gianpiero Gasperini risaltano i pregi e i difetti di questa mentalità e di questa organizzazione.

FASE DI POSSESSO PALLA

Nel dettaglio, nella fase di possesso, nell’ultima gara giocata all’Olimpico contro la Roma, il Milan riscontra enormi problemi e difficoltà nella costruzione dal basso. Le rotazioni dei centrocampisti rossoneri, primo tra tutti Modric, non sono sufficienti a creare lo spazio necessario per eludere la pressione giallorossa. Al contrario è esaltante la gestione del contropiede del Milan. Pur senza portare tanti giocatori sopra la linea della palla riesce a sviluppare delle situazioni verticali e veloci che mettono in pericolo la retroguardia romanista.

La costruzione intermedia porta Modric in primo piano. Gestisce e occupa con grandi corse e qualità gli spazi liberati dai compagni. Si abbassa sulla linea difensiva per poi servire con dei filtranti Nkunku e Leao o  in alternativa si mette in posizioni intermedie per andare a creare superiorità numerica in fascia.

FASE DI NON POSSESSO PALLA

Nella fase di non possesso palla il Milan crea una grande densità a coprire la zona centrale dei vari settori. Straordinaria è la partecipazione di tutti gli elementi della squadra che raccolgono i 3 reparti in 25 – 30 metri.

L’obiettivo è chiaro: spazi chiusi per far forzare la giocata o provocare un errore tecnico. E’ questo il modo con cui riconquista palla.

Quanto detto sopra spiega il principio che si deduce guardando la partita ma ovviamente la qualità e la velocità dei giocatori della Roma hanno messo sotto esame questa organizzazione. Guardando le numerose conclusioni della Roma, soprattutto considerando che sono state realizzate dall’interno dell’area di rigore, può far sembrare che l’organizzazione difensiva del Milan è fragile. Il fatto di non aver subito gol su situazioni di gioco però non è un caso. Posizionamento e determinazione dei giocatori rossoneri hanno influito sulle conclusioni degli avversari e i riflessi di Mignan hanno contribuito a rendere quasi perfetta l’organizzazione difensiva.

PALLE INATTIVE E GOL

Sulle palle inattive entrambe le squadre si difendono a zona.

Il gol rossonero nasce proprio da un calcio d’angolo. Sono due le situazioni determinanti:  la qualità del calcio di Modric (assist) e il mancato intervento di Ndicka.

Sul Calcio di Rigore con cui pareggia la Roma è evidente la responsabilità di Bartesaghi. Non tanto sul tocco di mano quanto sul fatto di “non aver letto” la presenza di un avversario alle sue spalle.