Le costanti tattiche: il Genoa di Daniele De Rossi
Le costanti tattiche in Genoa-Fiorentina del 9 novembre 2025 – Analisi tecnico-tattica a cura di Claudio Mele
Il Genoa scende in campo con il 3–5–2. Il sistema di gioco si trasforma in 3–1–4–2 in fase di possesso considerando che il 3–1 è impegnato a costruire e palleggiare fino a trovare spazi in cui attaccare o a liberare linee di passaggio per arrivare in modo pulito sui 2 attaccanti.
In fase di non possesso palla il Genoa si contrappone alla Fiorentina mantenendo il 3 – 5 – 2 lasciando i 2 attaccanti in linea e Frendrup (n° 32) davanti alla linea difensiva. L’unica eccezione si può evidenziare sulla prima pressione, dopo aver indirizzato il gioco sulla corsia sinistra dei Viola. A questo punto i rossoblu portano Ellertsson (n° 77) sul braccetto di sinistra e Vitinha su Nicolussi C. (n° 14). Questa situazione però rappresenta un pericolo per la squadra di De Rossi perché Frendrup resta a metà strada tra Nicolussi C. e Gudmunsson, e direttamente o giocando sul 3° uomo la Fiorentina riesce sempre ad arrivare alla trequarti offensiva.
La partita è giocata ad alti ritmi da entrambe le squadre. Già dopo il 25esimo la gara perde un po’ di ordine seppur le due squadre mantengono comunque identità e competitività. Diventa più difficile costruire con una manovra e le due squadre prediligono lo sviluppo sulle catene laterali. Su queste situazioni sicuramente il Genoa mostra in campo una certezza: Norton-Cuffy.
Il giovane inglese dei rossoblu tende a dialogare poco con i compagni per dar vita a numerosi duelli in zona esterna. Contrastato con grandi meriti da Fortini riesce comunque a rendersi pericoloso trovando più volte situazioni di cross o traversoni e guadagnando diversi Calci d’angolo.
PALLE INATTIVE
Sulle Palle Inattive il Genoa difende a zona.
Calci d’angolo a sfavore:
- 2 giocatori si posizionano sulla verticale dei 2 pali;
- 1 linea composta da 4 giocatori è schierata all’altezza dell’area di porta;
- 3 giocatori sono posizionati agli 8 metri;
- un giocatore è schierato da vertice alto all’altezza del dischetto del rigore.
Sui piazzati da oltre 20 metri si schiera con una linea da 7 con un giocatore a protezione. I due giocatori rimanenti sono ad occupare la barriera e ad assorbire eventuali inserimenti dall’esterno
Palle Inattive a favore: in battuta porta generalmente 2 giocatori, un destro e un mancino. Il mancino è Aaron Martin ed è proprio lui il principale incaricato alla battuta. Ha un calcio di notevole qualità.
La ricerca sia su piazzati distanti che sui Corner è orientata verso Colombo ma è decisamente notevole il potenziale sulle palle alte considerando Ostigard, Vitinha, Marcandelli Ellertsson e Norton- Cuffy.
TRANSIZIONE NEGATIVA E POSITIVA
Nel primo caso l’immediato atteggiamento è di riaggredire il possessore di palla. Se il tentativo di riconquista non va a buon fine il Genoa si organizza in duelli individuali dove principalmente l’obiettivo è quello di indurre l’avversario all’errore tecnico.
Nella transizione positiva la prima idea è quella di innescare i giocatori più offensivi per un attacco immediato. Anche in questo caso ovviamente c’è il “Piano B” ovvero quello di consolidare il possesso, attrarre gli avversari e riattaccare con i 2 attaccanti o con Norton-Cuffy.
PUNTI DI FORZA:
- duelli individuali di Norton- Cuffy
- qualità sui piazzati calciati da Aaron Martin
- duelli aerei in area di rigore
- grande disponibilità e sacrificio da parte dei due attaccanti
PUNTI DEBOLI:
- prima pressione eseguita con scarso successo;
- la zona sulle palle inattive contro è fragile, facilmente penetrabile;
- nella fase di non possesso la funzione di Frendrup è poco chiara e i suoi interventi sono spesso in ritardo.



