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godeasFonte immagine: profilo Facebook Denis Godeas

Una vita a sgomitare in tutte le categorie, dalla A alla terza serie. È un po’ la traiettoria di Denis Godeas, punta 45enne ritiratasi il 27 gennaio, in grado di segnare più di un gol, dalla massima serie fino alla categoria più bassa. Giocando sempre con umiltà e consapevolezza, nessuna rete è inferiore all’altra per lui.

Godeas, una vita in provinciale

Godeas, friulano, ad un passo dal confine austriaco, ha iniziato e concluso la carriera a Trieste, con la Triestina prima e la Triestina Victory poi, dove ha corso negli ultimi mesi di carriera, in terza categoria. Nel mezzo, tanto per non farsi mancare nulla, un’esperienza al Trieste Calcio, in Promozione. Ovviamente, ha segnato ovunque. Tanti i momenti di gloria nella sua traiettoria. Il culmine lo raggiunge in A con le maglie di Chievo e Palermo, con cui va addirittura a segno in Coppa UEFA, contro lo Slavia Praga. Anche in cadetteria è padrone, coi suoi 28 gol col Mantova che lo incoronano capocannoniere. Gli anni passano, ma lui non depone mai lo scudo. Torna alla Triestina, Unione Venezia e ancora Triestina, barcamenandosi in tutta la traiettoria della Serie C o Lega Pro, come dir si voglia.

Nel 2014, a quasi 40 anni, molti pallonari decidono di appendere le scarpe al chiodo, convinti di aver dato tutti. Godeas, però, non è d’accordo, e pur di rimettersi in gioco scende di categoria. Monfalcone e Lumignacco aggiungono 88 centri alla sua carriera, prima di approdare alla fatidica Triestina Victory. Come ha spiegato il giocatore, la squadra ha questo nome poiché il presidente è anche proprietario del Melbourne Victory. Con esiti, però, leggermente differenti. I campi di gioco sono in pessimo stato, i giocatori decimati, i tempi organizzativi inadeguati. Eppure, nonostante le titubanze iniziali, Godeas ha accettato la sfida, timbrando il cartellino anche alla Polisportiva Opicina, lo stadio. È proprio qui che, nell’annata in corso, Godeas onora fino in fondo la sua carriera, con i suoi ultimi 8 gol della storia.

Interrogato riguardo le sue sensazioni per aver segnato ovunque, ha così risposto. “Mi ci hanno tirato in mezzo, fondamentalmente. Diciamo che se non avessi accettato la proposta me ne sarei pentito, mi sono tolto una piccola soddisfazione“. Sempre coi piedi per terra. Grazie Denis. A noi, invece, hai regalato la soddisfazione di raccontare un’altra bella storia di calcio.

Di Luca Ripari

Sono Luca Ripari, ho 26 anni e provengo da Perugia. Nel giugno 2019 mi sono laureato in Mediazione Linguistica, in inglese e spagnolo. Ho una grande passione per il calcio, tanto da aver dedicato la mia tesi finale a questo argomento, lo sport interconnesso con società e cultura. Ho iniziato a collaborare con alcune testate e anche la radiocronaca mi appassiona. Mi piace scrivere, raccontare di calcio, viaggiare e leggere.