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Palestinafonte: Twitter

Il calcio, inutile negarlo, può essere considerato anche come un enorme amplificatore in merito a determinate questioni che spesso esulano dallo sport in generale. Un megafono di grande portata, capace di trasmettere messaggi in tutto il mondo, con una visibilità incredibile.

I calciatori stessi, soprattutto a certi livelli, lo sanno perfettamente. E spesso e volentieri utilizzano anche il proprio ruolo per farsi portatori di posizioni ed opinioni, soprattutto in ambito (geo)politico.

In un contesto di grande attenzione in merito alla questione mediorientale, con le nuove e violente tensioni scoppiate tra israeliani e palestinesi, ad esempio, sono stati numerosi i calciatori che hanno preso decisamente posizione, manifestando la propria solidarietà alla causa della Palestina.

La bandiera della Palestina esposta da Choudhury e Fofana

Ultimi, in ordine temporale, sono stati i calciatori del Leicester Hamza Choudhury e Wesley Fofana, freschi vincitori della FA Cup, che, al termine della finale contro il Chelsea, hanno inteso festeggiare esponendo in mezzo al campo la bandiera della Palestina.

Husam Zomlot, l’ambasciatore palestinese nel Regno Unito, dopo questo gesto, ha anche scritto una lettera al Leicester City Football Club, ed indirizzata ai due giocatori, ringraziandoli per il loro sostegno: “Consentitemi, a nome del governo e del popolo palestinese, di estendervi la nostra più profonda gratitudine per il fatto che, durante il vostro trionfo nella FA Cup, Hamza Choudhury e Wesley Fofana abbiano usato questa storica occasione per manifestare solidarietà alla difficile situazione del popolo palestinese. Per un popolo assediato, occupato e sotto intenso bombardamento per aver osato difendere i propri diritti, il vostro gesto non potrebbe essere più tempestivo e apprezzato.”

L’appello social di Mohamed Salah

Ma nei giorni precedenti, anche tanti altri atleti hanno fatto sentire ampiamente la propria voce in merito. Sul campo da calcio o tramite i propri account social.

Uno dei primi è stato il calciatore del Manchester City, Riyad Mahrez, che ad inizio settimana ha pubblicato su twitter una bandiera della Palestina. Gli ha fatto eco, poco tempo dopo, il campione del Liverpool, Mohamed Salah, che ha inteso lanciare un messaggio ai governi delle più importanti nazioni del mondo affinché intervengano per porre fine agli attacchi:“Chiedo a tutti i leader mondiali, incluso al primo ministro del paese che è stata la mia casa negli ultimi quattro anni, di fare tutto ciò che è in loro potere affinché la violenza e l’uccisione di persone innocenti cessino immediatamente. Quando è troppo è troppo.”

Il suo compagno di squadra, Sadio Mane, ha anche condiviso, poco dopo, una foto di al-Aqsa, con la scritta “Free Palestine”. E nelle stesse ore si sono registrati i post social di calciatori come Caglar Soyuncu (Leicester City), Ahmed Elmohamady e Trezeguet (entrambi dell’Aston Villa) e Achraf Hakimi (Inter). Quest’ultimo ha pubblicato video virale dell’attivista e musicista palestinese Maryam al-Afifi, che interroga un soldato israeliano.

La solidarietà dei francesi Pogba e Ribery

Posizioni pressoché identiche espresse anche da diversi calciatori francesi, come ad esempio Franck Ribery. L’attaccante, attualmente in forza alla Fiorentina, infatti, ha pubblicato, in questi giorni, diversi post sui propri account social ufficiali accompagnati dall’hashtag #freepalestine.  L’ex juventino, ora al Manchester United, Paul Pogba, ha invece inteso lanciare un sorta di messaggio di concordia: “Il mondo ha bisogno di pace e amore. #PrayForPalestine”. Mentre il suo compagno di nazionale, Benjamin Mendy (Manchester City), ha pubblicato un’immagine corredata dalla bandiera della Palestina e dall’hashtag #SaveSheikhJarrah, riferendosi al quartiere di Gerusalemme a prevalenza palestinese ed al centro dei violenti scontri di questi ultimi giorni.

Anche le squadre esprimono la vicinanza alla Palestina

Tra i calciatori di fama internazionale che hanno preso fortemente posizione in queste ore c’è anche Mesut Ozil, attualmente in forza al Fenerbahce. L’ex campione del mondo (con la nazionale della Germania, nel 2014), ha infatti postato sui propri account social una preghiera per i cittadini palestinesi che “non possono celebrare in pace questi giorni”, corredando il tutto con una sua foto, mentre prega, e sullo sfondo la moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme. E poi ha ovviamente partecipato all’iniziativa di solidarietà organizzata dal suo club che, nel pre-partita della sfida di campionato contro il Sivasspor, è scesa in campo, per il riscaldamento, indossando una maglietta con la bandiera turca e la bandiera palestinese, accompagnate dalla scritta “Özgür Filistin” (tradotto: Palestina Libera).

Quella della squadra giallonera, però, non è stata l’unica manifestazione di vicinanza alla causa palestinese da parte di un intero club calcistico. I giocatori del Club Deportivo Palestino, ad esempio, militante nella Primera Division cilena e fondato nel 1920 da immigrati palestinesi, sono scesi in campo indossando la tradizionale Kefiah. Il presidente del club, Jorge Uauy, ha poi ulteriormente rafforzato questa posizione, dichiarando: “I simboli palestinesi, come la Kefiah, mostrano il legame che abbiamo con la nostra madrepatria. Dobbiamo stare insieme contro le avversità”.

Gesti simili sono stati compiuti anche dalle squadre Al-Arabi e Al-Sadd (tra i calciatori di questo club c’era anche lo spagnolo Santi Cazorla), in Qatar, e Al-Salmiyah e Al-Arabi, in Kuwait, che hanno indossato, in occasione dell’ingresso in campo, le classiche sciarpe palestinesi.

Si sono anche registrati dei tweet postati sugli account ufficiali in lingua araba di squadre inglesi come il West Ham o il Wolverhampton Wanderers, che però sono stati inspiegabilmente cancellati qualche ora più tardi.

Le bandiere dei tifosi del Celtic

Non mancano all’appello, ovviamente, anche i tifosi delle varie squadre di calcio. Chi conosce bene le dinamiche di questo mondo, infatti, sa perfettamente che molte delle tifoserie hanno spesso manifestato la propria solidarietà alla causa palestinese. Agli osservatori più attenti, quando ancora gli stadi erano accessibili al pubblico, non saranno sfuggite l’esposizione di diversi striscioni in merito o lo sventolio delle bandiere della Palestina all’interno di diverse curve italiane (Lazio, Livorno, Pisa, Roma, solo per citarne qualcuna) e non solo. Tra questi, una menzione particolare meritano certamente le Green Brigade del Celtic che, storicamente, sono da sempre schierate a favore della causa palestinese e che anche in questa occasione, nonostante il Celtic Park di Glasgow fosse ovviamente chiuso a causa delle restrizioni per la pandemia da Covid-19, sono riusciti comunque a manifestare la propria solidarietà riempiendo il proprio settore di bandiere della Palestina, prima della sfida contro il St Johnstone.

Di Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Direttore Responsabile de "Il Calcio Quotidiano"