BastoniFonte immagine: IlPost.it (Photo by Image Photo Agency/Getty Images)

Inter-Juventus è stato per molti uno dei Derby d’Italia più avvincenti degli ultimi anni! Gol, errori, pali e salvataggi sulla linea ma soprattutto tanta voglia di vincere per entrambe le squadre. Ma tutto ciò viene messo in secondo piano dalla simulazione di Bastoni e l’errore arbitrale di Federico La Penna che ha compromesso l’andamento della gara con l’espulsione di Kalulu per doppia ammonizione.

Sono tanti, forse troppi gli errori arbitrali che hanno condizionato partite e soprattutto risultati in questo campionato. Dalla prima della classe fino all’ultima, qualsiasi tifoso o dirigente potrebbe avere il diritto di recriminare. Lamentarsi con fermezza ma con rispetto, chiedendo un regolamento più chiaro, sano, giusto. Per tutti, non solo per la propria squadra. L’errore in un Derby d’Italia ha una risonanza tale da far risvegliare i precursori di questo sport. Ma è davvero finito il calcio dopo questo episodio? Passerà alla storia come l’errore più grave mai visto sugli schermi di milioni di telespettatori in tutto il mondo? Facciamo un passo indietro.

Il gesto del difensore nerazzurro è quello abituale di chi vuole trarre vantaggio da un errore altrui, con furbizia. Ma l’errore più grande (questo è quello da condannare) è l’esaltazione di questa simulazione sfociata in un’esultanza rara, la stessa vista dai suoi compagni di squadra al gol del polacco Zieliński allo scoccare del 90esimo. Ma ricordiamoci, cari tifosi italiani, che siamo andati a Berlino con Beppe grazie ad un episodio più che discutibile. Molti degli ex giocatori che sabato hanno commentato questo episodio si sono distinti nella propria carriera per almeno un episodio dello stesso valore se non più grave. Da condannare, lo ripetiamo con fermezza. Ma che non deve assolutamente sfociare in altro.

Mister Chivu, esaltato per la sua impeccabile comunicazione fin qui, sembra essere caduto nella scelta banale di difendere la propria società nonostante il clamoroso errore a favore. Ma la storia è ben diversa. Ha indossato (si spera per l’ultima volta) il suo caro elmetto per difendere un suo uomo! Un uomo, prima che un giocatore. Un uomo che non merita questa gogna mediatica e che speriamo possa quanto prima chiarire la sua posizione, ammettendo l’errore e chiedendo scusa. Dall’altra parte, sponda Juve, c’è che difende la propria società (dopo averla difesa anche in campo) chiedendo rispetto. Dimenticando però che forse, nel suo recente passato, ha commesso lo stesso errore restando comunque un idolo per molti dei ragazzini che iniziano da piccoli questo sport.

Scudetti persi, polemiche, simulazioni ed errori arbitrali hanno fatto la storia di questo sport. Una storia che appassiona milioni di tifosi, una storia come quella della Mano de Dios che ha fatto sognare parte di quei tifosi indignati oggi. Una storia come quella dell’idolo Iuliano, o del quasi gol di Muntari. Ma una cosa da segnalare è sicuramente che questo campionato rappresenta un vero e proprio record per la classe arbitrale. Un record di errori che non ha risparmiato nessuno.

Questa è la storia di un regalo” (perdonaci Maria per la citazione), quello di una simulazione capace di mettere tutti d’accordo: c’è bisogno di cambiare! Un cambiamento nel protocollo, un cambiamento nel regolamento, un cambiamento nell’approccio e nella scelta degli arbitri di poter andare contro le leggi per il buon senso.