C’è un momento, in ogni stagione, in cui le parole smettono di essere semplici dichiarazioni e diventano responsabilità. Per l’Atletico Montalbano, quel momento è arrivato. Domenica non ci saranno appelli, solo una partita da vivere fino all’ultimo respiro.
Il capitano Tomas Larrue, classe 2002, è il volto di questa attesa carica di tensione ma anche di consapevolezza. Dopo la sconfitta contro il Chiaromonte, qualcosa è cambiato nel profondo del gruppo.
“Dopo quella partita ho visto un cambio di mentalità”, racconta. Non una frase di circostanza, ma il segnale di una squadra che ha deciso di reagire. Negli allenamenti si respira un’aria diversa, più intensa, più vera.
“Più voglia negli allenamenti e un gruppo molto unito”: è questa la fotografia che il capitano scatta dello spogliatoio. Un gruppo giovane, sì, ma che sta imparando in fretta cosa significa affrontare certe partite.
E proprio la gioventù, che spesso può essere un limite, sembra essersi trasformata in una risorsa. “Ci sono molti ragazzi giovani ma al contempo vedo un gruppo maturo”, sottolinea Larrue, evidenziando una crescita che va oltre l’età anagrafica.
La sfida contro il Tricarico rappresenta molto più di una semplice partita. È una prova mentale prima ancora che tecnica. “Sappiamo tutto ciò che ci sarà domenica”, dice il capitano, consapevole del peso specifico di ogni pallone.
Il regolamento offre più possibilità, ma il Montalbano non vuole fare calcoli. Vuole imporsi, dimostrare di meritare la categoria. “Ci serve un risultato su tre”, ammette, senza però nascondersi dietro la matematica.
Perché alla fine, ciò che farà la differenza sarà l’atteggiamento. E su quello Larrue non ha dubbi: “Faremo di tutto per portare a casa la salvezza”.
