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Come da pronostico, il Manchester City batte l’Inter in finale di Champions League. Un risultato scontato per molti, forse per tutti.

Non è del risultato finale che c’è da stupirsi (ha vinto la squadra meglio strutturata negli anni per vincere questa competizione visti i soldi investiti) bensì della prestazione dei nerazzurri capaci di giocare per lunghi tratti alla pari dei citizens e per una buona fetta di gara addirittura meglio, facendo inginocchiare (in attesa di una grazia) più volte il mago Pep Guardiola.

Cuore, coraggio e grinta non sono bastati.

La perfezione di Simone

Nel primo tempo l’Inter mette in scena l’ennesimo capitolo della sua straordinaria stagione intitolato “la perfezione difensiva”. Darmian, Acerbi e Bastoni ingabbiano Haaland & Co. e concedono al sempre pronto Onana una serata più “tranquilla” di quello che ci si aspettava. Lo sterile possesso palla non scalfisce per nulla il muro nerazzurro e lo 0-0 del primo tempo chiarisce una cosa: l’Inter c’è!..

L’articolo Una sconfitta come punto di partenza proviene da Inter.