Roma-Genoa 2-0: Castro e Lulli per la vittoria giallorossa

17 Ottobre 2026 di 6 min di lettura
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Roma

Sabato 17 ottobre 2026 lo Stadio Olimpico ospita Roma-Genoa, una sfida che a Roma ha un copione quasi sempre uguale: il Grifone non vince in casa dei giallorossi dal 17 gennaio 1990, quando Aguilera firmò l’1-0 al Flaminio, e da allora la Roma è imbattuta in 39 delle ultime 40 gare interne di Serie A contro i liguri, 33 vittorie e 6 pareggi. L’ultimo incrocio, però, ha sorriso al Genoa: 2-1 al Ferraris lo scorso 8 marzo. A rendere speciale la serata sono soprattutto le panchine: Gian Piero Gasperini ha guidato il Genoa in due periodi, dal 2006 al 2010 e dal 2013 al 2016, mentre Daniele De Rossi, capitano e simbolo giallorosso con 616 presenze, torna all’Olimpico da avversario tre giorni dopo il ritorno di José Mourinho. La Roma arriva dal 3-4 con il Real Madrid in Champions League, il Genoa dal 2-1 sulla Fiorentina, prima vittoria della sua stagione.
La Roma, un po’ a causa delle due gare di Champions League che precedono e seguono questa sfida e un po’ per gli infortuni, si presenta con un undici titolare molto rimaneggiato rispetto alla formazione tipo. La partita ha inizio e le squadre mantengono ritmi bassi, studiando come far male all’avversario. La prima occasione da rete arriva al 9′, quando El Shaarawy stoppa in area un bel pallone e lascia partire un destro che viene deviato in angolo da Pisilli. Al 17′ è la Roma a farsi vedere in attacco: Rensch serve una bella palla al limite dell’area dove, dopo un velo di Castro, arriva Soulé che di prima calcia centrale tra le braccia di Bijlow. Al 28′, dopo un’azione corale che coinvolge gran parte della squadra capitolina, Pisilli colpisce di testa un cross di Lulli, ma il pallone finisce ancora centrale, facile preda del portiere olandese del Genoa. Al 30′ la Roma è di nuovo pericolosa: su un corner battuto da Pisilli, Balerdi salta da solo in area e colpisce la traversa. Sull’azione seguente la Roma è nuovamente pericolosa: cross in area di Soulé e colpo di testa a botta sicura di Mora, ma Bijlow compie un miracolo. Al 33′ è il Genoa a rendersi pericoloso: Osmajic stoppa palla in area e prova a girarsi, la difesa della Roma respinge e la palla finisce sui piedi di El Shaarawy, che non ci pensa due volte e lascia partire un destro al volo dal limite dell’area: il destro del trequartista ex Roma si stampa sulla traversa e fa tremare l’Olimpico.
Il primo tempo termina 0-0, con una Roma che a tratti prova a fare la partita ma risente delle defezioni, mentre il Genoa tiene bene il campo e va anche vicino al gol.
Il secondo tempo inizia e le squadre rientrano con gli stessi undici che hanno terminato la prima frazione di gioco. Poco dopo la ripresa Lulli conquista con grande caparbietà un angolo insperato: sul corner Soulé crossa e la palla termina sui piedi di Castro, che la difende in mezzo a tre uomini e, da dentro l’area, lascia partire un tiro a palombella che supera tutti gli uomini a difesa della porta genoana e si insacca inaspettatamente alle spalle di Bijlow. Al 50′ è l’1-0, un gol sorprendentemente bello. Al 63′ la Roma effettua due sostituzioni: Hermoso rileva Koulierakis e Pellegrini prende il posto di Rodrigo Mora. Al 68′ Soulé parte dalla propria metà campo e, dopo una serpentina in cui dribbla mezzo Genoa, arriva all’uno-due con Pellegrini e calcia: il tiro, deviato da Ostigard, finisce sui piedi di Lulli che, da due passi e a porta vuota, realizza il suo primo gol in Serie A, il 2-0. Il giovane talento classe 2007, visibilmente emozionato, corre verso la panchina per abbracciare il suo allenatore, che ha creduto in lui affidandogli, giustamente direi dopo aver visto il suo inizio di campionato, un posto nell’organico giallorosso. Il Genoa prova a scuotersi: la palla finisce sui piedi di Osmajic che non ci pensa due volte e lascia partire un destro potente che Gollini respinge come può. Al 78′ entra Wesley al posto dell’autore del 2-0, Emanuele Lulli, che raccoglie l’ovazione dello stadio Olimpico. All’83′ i cambi del Genoa: Robinho Jr prende il posto di Messias e Amorim quello di Frendrup. La Roma ci prova ancora e con una bella azione costruita porta Castro al tiro a botta sicura, che però viene ostacolato da Ostigard, il quale si immola e concede corner. All’87′ entrano Ghilardi e l’esordiente Di Nunzio: il primo rileva Rensch, il secondo Pisilli. La lavagnetta luminosa segnala quattro minuti di recupero che passano senza azioni pericolose. Finisce 2-0: la Roma porta a casa tre punti pesantissimi, in virtù delle assenze e di una partita a cavallo tra due match di Champions League. Il Genoa esce senza punti dall’Olimpico, ma con la consapevolezza di aver contenuto bene i giallorossi per metà gara.

Roma-Genoa, il tabellino

ROMA (3-4-2-1): Gollini 6; Balerdi 6,5, Ndicka 6, Koulierakis 6 (63′ Hermoso 6); Lulli 7 (78′ Wesley 6), De Roon 6, Pisilli 6 (88′ Di Nunzio sv), Rensch 6 (88′ Ghilardi sv); Soulé 7, Mora 6,5 (63′ Pellegrini 6); Castro 7,5.

A disp.: Vasquez, De Marzi, Molina, Mancini, Arena, Paratici, Camara.

Allenatore: Gian Piero Gasperini

GENOA (3-4-2-1): Bijlow 6; Marcandalli 5,5, Ostigard 5,5, Vasquez 5,5; Ellertsson 6, Frendrup 6 (83′ Amorim sv), Wiafe 6, Puczka 5,5; Messias 5,5 (83′ Robinho sv), El Shaarawy 6,5 (65′ Vitinha 5,5); Osmajic 6.

A disp.: Baldanzi, Drameh, Kilsys, Mitaj, Otoa, Sabelli, Sommariva, Stolz, Traoré, Vaz.

Allenatore: Daniele De Rossi

Ammonizioni: Soulé (R), Ostigard (G), Vasquez (G), Pisilli (R), Ellertsson (G)