Re Cecconi, l’ultimo gol dell’Angelo biondo
Il giorno seguente coincise con il sesto anniversario dal suo esordio nel massimo campionato. La prima rete in Serie A la mise a segno il 13 dicembre 1970. Alla Lazio… Il 18 gennaio 1977 venne individuato un batterio sconosciuto come causa della legionellosi: la sera, a Roma, in via Francesco Saverio Nitti 68… Un numero non casuale, considerato che il contesto, le tensioni, le paure di quelle stagioni erano iniziate proprio nove anni prima. Nel libro ‘Sessant’anni fra campioni, miti, intrighi e follie’, Mario Pennacchia riportò anche una dichiarazione di Umberto Lenzini.
L’ex presidente biancoceleste aveva la voce che gli tremava: “Quella sera in cui gli fu tolta così assurdamente la vita avevo un appuntamento con lui. Ma dovetti disdirlo per un incontro all’hotel Excelsior con il patron dell’Arezzo, Rachini”. Una storia che, nel calcio – ma non solo – potremmo definire una ‘roba da Toro’. E in una puntata di ‘Grande e maledetta’ verso i cinquant’anni dal primo scudetto, Aurelio Picca mise in parallelo le vicissitudini granata a quelle della sua Lazio.
Nella copertina del volume ‘Infiniti gol’ di Massimo Raffaeli c’è una foto di José Altafini contrastato da Giancarlo Oddi e l’ ‘angelo biondo’, seppur delle stagioni precedenti. Un omaggio? In Lazio-Juventus del 3 ottobre 1976 Luciano Re Cecconi realizzava l’ultimo gol.



