Murese, Cinus: “Fino all’ultimo respiro, insieme”
Una finale vinta, una promozione conquistata e un’emozione che va oltre il risultato. La Murese supera il Pietragalla per 2-1 nella finale playoff di Promozione lucana, centrando il salto in Eccellenza al termine di una gara combattuta, intensa e carica di significato.
A raccontare tutto ciò che c’è stato dietro questa vittoria è Maurizio Cinus, difensore classe 2001, che ripercorre una settimana e una partita che hanno messo alla prova il gruppo sotto ogni aspetto.
“Arrivavamo a questa partita dopo una settimana da incubo. Eravamo tutti molto stanchi dalla semifinale contro il Corleto, una battaglia che ci ha lasciato addosso tanta fatica e anche qualche problema fisico.”
Condizioni non semplici, condivise da più giocatori.
“Io e altri due o tre compagni non stavamo bene fisicamente. Personalmente avrei voluto dare molto di più, ma ho messo in campo tutto quello che avevo, senza risparmiarmi dal primo minuto, fino al novantaseiesimo.”
È proprio nei momenti più duri che emerge il valore di un gruppo. E quella partita lo ha confermato.
“Lì ho capito ancora di più cosa significa essere squadra: quando uno cala, c’è sempre qualcun altro pronto a dare qualcosa in più.”
Una finale vissuta tra sofferenza e determinazione.
“Abbiamo sofferto, lottato, stretto i denti nei momenti più difficili… ma alla fine ce l’abbiamo fatta.”
Il risultato finale racconta una vittoria, ma per Cinus rappresenta molto di più.
“Abbiamo vinto la finale dei playoff. Un’emozione indescrivibile, che ripaga ogni sacrificio, ogni allenamento, ogni delusione trasformata in forza.”
Un traguardo che racchiude il senso di un’intera stagione.
“Questa vittoria non è solo un risultato, è il simbolo di un gruppo che non ha mai smesso di crederci. Siamo rimasti uniti, ci siamo sostenuti e abbiamo trovato dentro di noi qualcosa in più.”
Spazio anche ai ringraziamenti, che raccontano l’anima di questa squadra.
“Grazie allo staff, che ci ha guidato con passione e determinazione. Grazie alla società, che ci ha sempre dato fiducia. E grazie ai miei compagni: siete stati fratelli, dentro e fuori dal campo. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile.”
Poi una riflessione che va oltre il campo.
“Questa non è solo una vittoria… è la prova che i sogni, se ci credi davvero fino in fondo, trovano sempre la loro strada.”
E quella strada, la Murese, l’ha percorsa insieme.
“Noi quella strada ce la siamo presa. Insieme. Fino all’ultimo respiro.”
Ma nel racconto di Cinus c’è anche una parte profondamente personale, che dà ancora più valore a questo traguardo.
“Questa vittoria non è solo mia. È della mia famiglia, dei miei amici e della mia ragazza, che mi sono stati accanto in ogni momento.”
E poi una dedica speciale, carica di significato.
“Oggi voglio dedicarla soprattutto a mia zia. So che sta affrontando una battaglia dura, ma se c’è una cosa che ho sempre visto in lei è che non si è mai arresa.”
Parole che diventano un messaggio di forza e speranza.
“Questa vittoria è anche la sua. È per ricordarle che dentro di lei c’è una forza enorme. Non mollare, continua a lottare. Io sono con te, sempre. E come oggi ho vinto io, vincerai anche tu.”



