La triste uscita di scena di Víctor Valdés

23 Ottobre 2026 di 5 min di lettura
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Víctor Valdés durante la Supercoppa di Spagna del 2011.

“Los futbolistas viven una vida irreal… a mí la lesión me hizo volver a la vida real. El fútbol te aparta, tú te rompes la rodilla y ya no vales…“

[I calciatori vivono una vita surreale… l’infortunio mi ha fatto tornare alla vita reale. Il calcio ti mette da parte, ti infortuni e poi non servi più…]

Queste sono le tristi parole pronunciate dal portiere Víctor Valdés in un estratto di un’intervista realizzata dal giornalista Marlon Becerra nel giugno del 2015.

L’evento a cui l’ex portiere del Barça fa riferimento è appunto il suo infortunio subito al ginocchio il 26 marzo 2014, durante una partita di Liga tra Barcelona e Celta Vigo.

La rottura del crociato è forse l’infortunio peggiore che possa subire un calciatore, ma in questo caso risulta anche più assurdo se si pensa che sia successo a un portiere.

Da lì, la vita di Víctor Valdés cambia per sempre.

Fino a quel momento, il portiere catalano era uno dei portieri più forti al mondo, nonché uno dei punti di riferimento sia del Barça di Frank Rijkaard sia del Barça di Pep Guardiola. Valdés ha percorso una traiettoria straordinaria che lo ha visto trionfare, da titolare inamovibile, sia a livello nazionale, conquistando 6 volte la Liga, sia a livello internazionale, vincendo 3 volte la Champions League, oltre a numerosi trofei “minori”. Oscurato dalla presenza di Iker Casillas, con la Nazionale spagnola è stato chiamato in causa solo per amichevoli e partite di minor importanza. Nonostante ciò, nel suo palmarès conta il Mondiale del 2010 e l’Europeo del 2012, risultando sempre una valida garanzia per tutti i suoi allenatori.

In quella fredda serata di marzo, Víctor Valdés comincia a fare i conti con quella che lui stesso definisce come “vita reale”, dovendo affrontare un lungo percorso di riabilitazione fisica e psicologica. L’infortunio, ovviamente, non gli permette di concludere la stagione 2013/14, che risulterà essere disastrosa per il Barcelona: perderà la finale di Copa del Rey contro il Real Madridper 2-1 e perderà la Liga all’ultima giornata contro l’Atléti, dopo essere stato eliminato ai quarti di UCL sempre contro il “Cholo”.

Nel frattempo, Valdés si trasferisce in Germania, ad Augusta, dove verrà operato e dove soggiornerà per quasi 1 anno per affrontare la riabilitazione. Ed è qui che Víctor compie il vero cambiamento interiore: ad Augusta, a differenza di Barcellona, è una persona normale che passa completamente inosservata tra la gente. Prendere il tram, andare al bar per un caffè, utilizzare le monete per il biglietto del bus: tutto ciò lo ha nuovamente reso “umano” e non più una superstar dalla vita semplificata a cui è tutto dovuto. Víctor ha visto stravolgersi la sua intera vita in pochissimo tempo in uno dei momenti migliori della sua carriera.

Questo lungo periodo, però, non lo ha abbattuto. Infatti, conclusa la riabilitazione, nell’estate del 2015 Valdés riceve un’offerta dal Manchester United, il quale stava provando a ripartire dopo l’addio di Alex Ferguson. Ma questa nuova avventura risulta essere tragica: gioca solo 2 partite in tutto l’anno!

La stagione successiva si trasferisce in Belgio, allo Standard Liège, ma la situazione non migliora: gioca solo 5 partite e subisce 10 gol. Nella stessa estate trova un accordo con il Middlesbrough, appena promosso in Premier League.

Con il “Boro” sembra che Valdés abbia ritrovato un equilibrio e una stabilità psicofisica: infatti gioca regolarmente e conclude la stagione disputando 25 partite. Ma è solo un’illusione. Valdés non ha più la forza mentale per reggere certi ritmi e certe pressioni; infatti, nel maggio del 2017 decide di rescindere il suo contratto e ritirarsi definitivamente dal calcio giocato.

Nella stagione 2018/19 intraprende la carriera da allenatore. Comincia allenando le giovanili del Moratalaz, poi, nella stagione 2019/20, torna a “casa” per dirigere la “Juvenil A” del Barcelona. Ma anche la carriera da allenatore è caratterizzata da tanti trasferimenti e poca stabilità. A Barcellona rimane solo una stagione poiché viene sollevato dall’incarico, e nel 2021 firma per l’Horta, con cui rescinde il contratto ancora dopo una sola stagione, rimanendo fermo per 4 anni, finché, nel 2025, firma per il Real Ávila.

Gli ultimi anni da professionista di Víctor Valdés sono stati travagliati e, di conseguenza, complicati da gestire a livello emotivo. Infatti, successivamente, dichiarerà di aver vissuto un vero e proprio incubo e che, se dovesse rinascere, non farebbe mai il calciatore.

Quella di Valdés è stata una triste e discendente parabola, una parabola che è anche fotografia dell’odierno mondo del calcio, un mondo che alle volte sa essere ingrato e spietato con chi meno se lo merita.

Víctor Valdés non era solo un gran portiere, era anche un capitano silenzioso e un carismatico uomo-spogliatoio. Era anche un uomo “normale” che cercava di vivere una vita “normale”. Ma soprattutto era un uomo che, dinanzi al dolore e alle difficoltà, ha saputo comprendere il vero senso della vita, cogliendone gli aspetti più autentici

*Foto: Xavier Rondón Medina, “⁠Final SuperCopa ESP 2011”, via Wikimedia Commons, licenza ⁠CC BY-SA 2.0.