Nazionale, terremoto in FIGC: si dimettono Maldini e Leonardo. Malagò annuncia il ritorno di Roberto Mancini
La crisi della Nazionale italiana sta vivendo uno dei capitoli più turbolenti degli ultimi anni. Dopo il tramonto definitivo della candidatura di Andrea Pirlo come commissario tecnico, Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni dai rispettivi incarichi in FIGC, ponendo fine a un progetto durato appena sedici giorni. Contestualmente, il presidente federale Giovanni Malagò ha annunciato al Consiglio Federale la scelta di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico dell’Italia, chiamato a guidare gli Azzurri in una fase delicatissima della loro storia recente.
La fine del progetto Maldini-Leonardo
L’avventura di Paolo Maldini come direttore tecnico e presidente del Club Italia, affiancato da Leonardo nel ruolo di advisor, si è conclusa nel giro di poco più di due settimane. Nominati lo scorso 11 luglio con l’obiettivo di costruire un nuovo corso per la Nazionale, i due dirigenti avevano ricevuto da Giovanni Malagò il compito di individuare il profilo ideale per rilanciare il calcio azzurro fino al Mondiale 2030.
Il piano prevedeva inizialmente il tentativo di convincere Pep Guardiola, seguito dalla scelta di Andrea Pirlo. Proprio la candidatura dell’ex centrocampista, però, è naufragata a causa delle polemiche nate intorno alla sua collaborazione commerciale con Fonbet, società russa di scommesse, vicenda che ha rapidamente assunto una dimensione politica oltre che sportiva.
Venuto meno il tecnico individuato da Maldini e Leonardo, entrambi hanno deciso di lasciare il proprio incarico, ritenendo concluso il progetto per il quale erano stati chiamati dalla Federazione. Le dimissioni sono state comunicate direttamente al presidente Malagò alla vigilia del Consiglio Federale.
Malagò cambia rotta: Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale
Durante il Consiglio Federale del 28 luglio, Giovanni Malagò ha sciolto le riserve annunciando la scelta di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della Nazionale.
Per l’allenatore marchigiano si tratta di un ritorno sulla panchina azzurra, dopo il ciclo iniziato nel 2018 e culminato con la conquista del Campionato Europeo nel 2021, prima della successiva separazione dalla FIGC. Il nuovo incarico rappresenta una svolta rispetto al progetto tecnico immaginato da Maldini e Leonardo, riportando la Federazione su un profilo già conosciuto e considerato in grado di ricostruire rapidamente un gruppo reduce da una delle fasi più complicate della propria storia.
Una FIGC costretta a ripartire
La successione degli eventi ha completamente ridisegnato il quadro federale nel giro di pochi giorni. Dopo la rinuncia a Guardiola, il caso Pirlo, le dimissioni di Maldini e Leonardo e il conseguente cambio di strategia, la Nazionale riparte affidandosi nuovamente a Roberto Mancini.
L’obiettivo della FIGC è ora quello di riportare stabilità all’interno del progetto tecnico e restituire fiducia a un ambiente profondamente scosso dagli ultimi avvenimenti. Il nuovo commissario tecnico sarà chiamato non soltanto a ottenere risultati sul campo, ma anche a ricompattare una struttura che nelle ultime settimane ha vissuto una delle più significative crisi istituzionali della propria storia recente.
Nazionale, inizia una nuova fase
Con il ritorno di Roberto Mancini, la Nazionale italiana apre ufficialmente un nuovo capitolo. La scelta di Malagò chiude una vicenda che ha monopolizzato il dibattito calcistico nazionale e internazionale e restituisce alla FIGC una guida tecnica dopo giorni di forte incertezza.
Resta ora il compito più difficile: trasformare una delle settimane più complicate della storia recente del calcio italiano nell’inizio di un nuovo percorso capace di riportare la Nazionale ai livelli che la sua tradizione impone.



