Manchester United-Roma 3-2: rimonta clamorosa dei Red Devils

3 Novembre 2026 di 13 min di lettura
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Manchester United

La Roma per confermare di poter guardare con ambizione alla parte alta della fase campionato, il Manchester United per provare a interrompere una crisi che porta Michael Carrick sull’orlo dell’esonero. La quarta giornata di Champions League, in programma martedì 3 novembre a Old Trafford, mette di fronte due squadre che arrivano all’appuntamento con situazioni profondamente differenti: i giallorossi di Gian Piero Gasperini, imbattuti in campionato e reduci da un periodo particolarmente positivo, e i Red Devils, senza vittorie da nove partite, la serie negativa più lunga dal 1984.

La Roma si presenta a Manchester con un momento di forma che le permette di guardare alla sfida con fiducia, nonostante le pesanti assenze di Svilar, Koné e Dybala. All’ultimo momento si ferma anche Gollini, bloccato da un problema alla schiena durante la rifinitura, con Devis Vasquez chiamato a difendere la porta giallorossa. A rendere ancora più complicata la trasferta c’è la tradizione inglese: la Roma vince una sola volta nella propria storia europea in Inghilterra, ad Anfield contro il Liverpool nel febbraio 2001, grazie a una rete di Guigou. Un successo che non basta a ribaltare lo 0-2 dell’andata. A Old Trafford, invece, i capitolini perdono tutte e quattro le partite disputate, compreso il pesantissimo 7-1 del 10 aprile 2007, con una doppietta firmata proprio da Michael Carrick.

Per il Manchester United la sfida rappresenta un passaggio delicato di un percorso più lungo, quello di una squadra che dall’addio di Sir Alex Ferguson, nel 2013, fatica a ritrovare una vera identità. Le eccezioni sono rappresentate dai trofei conquistati da José Mourinho, con Europa League ed EFL Cup nel 2017, oltre al Community Shield del 2016, e da Erik ten Hag, capace di portare a casa l’EFL Cup nel 2023 e la FA Cup nel 2024. La continuità, tuttavia, resta un problema mai risolto. Carrick guida una squadra che ha vinto soltanto due delle prime tredici partite stagionali e che incassa nove gol nelle ultime tre gare. Un’altra battuta d’arresto rischia di compromettere definitivamente la sua posizione.

Le squadre scendono in campo e il Teatro dei Sogni vuole subito far sentire il proprio sostegno ai padroni di casa. La curva si colora di palloncini gialli e verdi, accompagnati da diversi striscioni, in segno di protesta nei confronti della famiglia Glazer.

Anche i tifosi giallorossi vogliono far sentire la propria voce a sostegno della squadra capitolina. Dal settore ospiti, completamente gremito, partono immediatamente cori contro la formazione di casa, alimentando una rivalità che trova le proprie origini nella celebre sfida terminata 7-1 nel 2007.

Prima del fischio d’inizio viene osservato un minuto di silenzio in memoria di Jesús de Miguel, calciatore del Tenerife tragicamente scomparso nella giornata di oggi.

La gara prende il via con una prima fase di studio, nella quale le due squadre cercano di prendere le misure agli avversari. Il Manchester United prova a sfruttare la profondità attraverso alcuni palloni lunghi dalla difesa, ma la retroguardia giallorossa si fa trovare sempre ben posizionata e riesce a controllare i primi tentativi offensivi dei padroni di casa.

Al 10′ è però la Roma a trovare il vantaggio. De Roon recupera un pallone a centrocampo e serve Malen, libero sulla trequarti. L’olandese allarga per Rodrigo Mora che, con un’apertura di grande qualità, trova Soulé solo davanti al portiere. L’argentino controlla magistralmente e insacca con un rasoterra alle spalle di Lammens, portando i giallorossi sull’1-0.

La reazione dello United non tarda ad arrivare. I padroni di casa provano a sfruttare una ripartenza sulla destra con Diallo, che raggiunge il fondo e mette un pallone pericoloso al centro dell’area. Mancini legge bene la situazione e anticipa l’arrivo di Cunha, spedendo la sfera in calcio d’angolo.

La Roma, tuttavia, continua a trovare spazi in contropiede e torna a rendersi pericolosa con un’altra azione costruita da Mora. Il giovane portoghese duetta con Wesley e apre nuovamente per Soulé, seguendo uno sviluppo molto simile a quello del primo gol. L’argentino prova a servire di prima Malen, ma la conclusione viene respinta e il pallone torna sui suoi piedi. Soulé si sposta la sfera sul destro e calcia, trovando però il braccio di un difensore. L’arbitro indica il dischetto e concede il calcio di rigore.

Alla battuta si presenta Malen, che con grande freddezza spiazza Lammens e firma il raddoppio. La Roma conduce 2-0 e mette ulteriormente in difficoltà un Manchester United che sembra incapace di trovare una risposta.

I Red Devils perdono nuovamente il pallone e Rensch ne approfitta per recuperarlo, servendo Soulé. L’argentino imbuca immediatamente per Malen, che si ritrova solo davanti al portiere ma inciampa sul pallone e permette alla difesa di recuperare.

Proprio nell’azione successiva arriva una brutta notizia per Gasperini. Rensch accusa un problema fisico e non riesce a proseguire la partita. L’allenatore giallorosso è così costretto al primo cambio, inserendo Lulli, al suo esordio in Champions League.

Dopo alcuni minuti nei quali il ritmo si abbassa, al 43′ è il Manchester United a cercare di riaprire la partita. Cunha conduce una buona transizione offensiva, ma la difesa giallorossa riesce inizialmente a contenere la manovra. Il pallone arriva comunque sui piedi di Bruno Fernandes che, dal limite dell’area, lascia partire un destro decisamente impreciso, spedendo la sfera alta sopra la traversa.

La Roma risponde immediatamente e trova un’altra occasione con Malen. L’attaccante olandese riceve un bel pallone dalle retrovie e, dopo un contrasto fisico con il difensore, riesce a liberarsi per calciare in diagonale. Lammens si fa trovare pronto e respinge con un intervento di buona qualità.

Sull’ultima azione del primo tempo i giallorossi sfiorano addirittura il tris. Mora serve ancora Soulé, che salta due difensori e dai venti metri lascia partire un mancino a giro. La traiettoria sembra destinata a infilarsi alle spalle di Lammens, ma il pallone termina fuori di pochissimi centimetri, con il portiere ormai battuto.

Si chiude così una prima frazione di gioco dominata dalla Roma, che rientra negli spogliatoi sul risultato di 2-0. Per quanto mostrato in campo, il vantaggio dei giallorossi potrebbe essere persino più ampio, mentre il Manchester United appare in evidente difficoltà e incapace di contrastare le ripartenze avversarie.

La ripresa comincia con alcuni cambi da entrambe le parti. Nella Roma entra Pisilli al posto di Rodrigo Mora, mentre il Manchester United inserisce Tielemans per Baleba, cercando di modificare gli equilibri della propria manovra.

L’atteggiamento dei padroni di casa appare immediatamente diverso e al 54′ arriva l’episodio che cambia l’inerzia dell’incontro. Mancini interviene ingenuamente su Cunha all’interno dell’area di rigore e concede un penalty allo United. Sul dischetto si presenta Bruno Fernandes, che calcia rasoterra a incrociare. Vasquez intuisce la traiettoria e riesce a intervenire, con Cristante che allontana successivamente il pallone in calcio d’angolo. Il rigore, tuttavia, viene fatto ripetere e alla seconda opportunità il portoghese non sbaglia: conclusione potente e pallone in rete per l’1-2.

La rete restituisce fiducia ai padroni di casa e cambia completamente il volto della partita. La Roma perde sicurezza e comincia a concedere spazi che fino a quel momento aveva saputo controllare. Lo United ne approfitta immediatamente e sfiora il pareggio con Mbeumo, lanciato a tu per tu con Vasquez. L’attaccante supera il portiere con la conclusione, ma il pallone colpisce entrambi i pali prima di essere allontanato da Hermoso.

È il momento più complicato della serata per i giallorossi. Il Manchester United prende progressivamente il controllo del gioco e costringe la formazione di Gasperini a difendersi sempre più vicino alla propria area. I padroni di casa conquistano diversi calci d’angolo consecutivi, aumentando la pressione alla ricerca della rete del pareggio, ma la retroguardia romanista riesce inizialmente a resistere.

Al 74′ Carrick interviene nuovamente sulla formazione e richiama in panchina Diallo e Heaven, inserendo Martinez e Lacey. Anche Gasperini decide di cambiare qualcosa, sostituendo Mancini e Hermoso con Ghilardi e Ndicka. Al 78′ termina anche la partita di Malen, con Santiago Castro che prende il suo posto.

La pressione dello United continua e all’82’ arriva il gol del pareggio. Su un cross apparentemente innocuo, Balerdi manca completamente l’intervento e permette a Cunha di ritrovarsi il pallone tra i piedi a pochi passi dalla porta. L’attaccante brasiliano non deve fare altro che accompagnare la sfera in rete, firmando il 2-2 e completando una rimonta che fino all’intervallo sembra difficilmente immaginabile.

La Roma accusa il colpo e appena tre minuti più tardi arriva anche il sorpasso. Lo United trova nuovamente la profondità con Cunha che, da posizione defilata, lascia partire una conclusione potente sul primo palo. Vasquez non riesce a intervenire e il pallone termina in rete. L’Old Trafford esplode, il Manchester United completa la rimonta e si porta sul 3-2.

Carrick sfrutta l’ultimo slot di cambi, inserendo Mount e De Ligt al posto di Maguire e Bruno Fernandes. Al 90′ arriva però l’espulsione di Cunha, che riceve il secondo cartellino giallo dopo un brutto intervento ai danni di Balerdi. I padroni di casa devono così affrontare gli ultimi minuti in inferiorità numerica.

La Roma prova a sfruttare l’occasione e si riversa in avanti con le ultime energie rimaste. Anche i difensori centrali salgono nell’area avversaria per cercare di sfruttare i palloni crossati dalla trequarti. Proprio su uno di questi traversoni è Castro ad avere l’occasione per trovare il pareggio, ma l’attaccante spreca goffamente e spedisce il pallone fuori alla sinistra di Lammens.

È l’ultima opportunità per i giallorossi. Il triplice fischio sancisce il successo del Manchester United per 3-2, al termine di una partita che cambia completamente volto nel corso della ripresa.

Il risultato finale racconta una partita dai due volti, nella quale la Roma passa dal controllo quasi totale del primo tempo a una ripresa nella quale emergono fragilità difficili da ignorare. I giallorossi costruiscono un vantaggio di due reti, trovano con continuità gli spazi per ripartire e sembrano avere in mano la gestione dell’incontro. La qualità delle giocate di Soulé e Mora, insieme alla concretezza di Malen, permette alla squadra di Gasperini di mettere ripetutamente in difficoltà la retroguardia inglese.

Il problema emerge nuovamente nella gestione del vantaggio. La rete di Bruno Fernandes, arrivata a inizio secondo tempo, cambia l’atteggiamento delle due squadre e restituisce allo United una fiducia che sembrava ormai smarrita. La Roma si abbassa, perde progressivamente le distanze tra i reparti e concede agli avversari una quantità crescente di occasioni. Il pareggio di Cunha certifica le difficoltà difensive dei giallorossi, mentre il successivo sorpasso evidenzia una fragilità psicologica che rischia di diventare un problema ricorrente.

Ancora una volta la formazione capitolina concede agli avversari la possibilità di rientrare in una partita apparentemente sotto controllo, confermando una difficoltà nella gestione dei momenti decisivi. Le assenze pesanti e l’infortunio di Rensch rappresentano certamente delle attenuanti, ma non cancellano le responsabilità per una ripresa nella quale la squadra fatica a reagire alla pressione inglese.

Per il Manchester United, al contrario, la vittoria può rappresentare un passaggio importante. Per oltre quarantacinque minuti i Red Devils mostrano tutte le difficoltà di una squadra in crisi, incapace di trovare continuità e di esprimere il valore dei propri interpreti. Nella ripresa, però, la reazione è evidente: aumenta l’intensità, cresce la pressione offensiva e soprattutto emerge una capacità di sfruttare gli errori degli avversari che nel primo tempo sembra completamente assente.

La qualità individuale non manca alla formazione inglese e la rimonta dimostra quanto il potenziale della rosa sia superiore a quanto espresso nelle ultime settimane. Resta da capire se questa vittoria rappresenti davvero l’inizio di una svolta per Carrick, come già accade nella scorsa stagione dopo il suo arrivo, oppure soltanto una serata positiva all’interno di un percorso ancora ricco di difficoltà.

All’Old Trafford la Roma lascia tre punti e un’occasione importante per consolidare la propria posizione nella fase campionato. Lo United, invece, ritrova una vittoria che può restituire fiducia all’ambiente e soprattutto al proprio allenatore. Una serata che sembrava destinata a premiare i giallorossi si trasforma così in una delle rimonte più amare della stagione romanista.

Manchester United-Roma, il Tabellino

MANCHESTER UNITED-ROMA 3-2 (11′ Soulé, 18′ rig. Malen, 57′ rig. Fernandes, 83′, 86′ Cunha)

MANCHESTER UNITED (4-2-3-1): Lammens 6; Dalot 5,5, Heaven 5 (75′ Martinez 6), Maguire 5 (88′ de Ligt sv), Yoro 5,5; Baleba 5,5 (51′ Tielemans 6,5), Mainoo 6; Diallo 5,5 (75′ Lacey 6), Bruno Fernandes 6 (88′ Mount sv), Mbeumo 6; Cunha 7.
A disp.: Darlow, Heaton, Mazraoui, Zirkzee, Andrey Santos, T. Fletcher, Amass.
All. Michael Carrick

ROMA (3-4-2-1): Vasquez 5,5; Mancini 5 (75′ Ndicka 5,5), Balerdi 4,5, Hermoso 5,5 (75′ Ghilardi 6); Rensch 6,5 (21′ Lulli 5), Cristante 5,5, de Roon 6, Wesley 6; Soulé 7, Mora 6,5 (46′ Pisilli 4,5); Malen 5,5 (78′ Castro 5).
A disp.: De Marzi, Koulierakis, Molina, Di Nunzio, Ghilardi.
All. Gian Piero Gasperini

Arbitro: Jesus Gil Manzano (ESP)
Ammonizioni: 20′ Soulé (R), 20′ B. Fenrnades (MU), 35′ Lulli (R), 70′ Heaven (MU), 78′ Maguire (MU)
Espulsioni: 90′ Cunha (MU)