Lazio-Sassuolo ha chiuso la 28^ giornata di campionato con il posticipo serale del lunedì sera, il tutto in un’altra, l’ennesima, partita “particolare” giocata all’Olimpico dagli uomini di Sarri. Particolare perché disputata in un clima atipico, frutto della civile protesta ancora in atto dei tifosi biancocelesti. Proprio nel sesto anniversario del primo lockdown causato dal covid, Lazio-Sassuolo si è giocata in uno stadio semi-deserto che per certi versi ha anche ricordato il periodo della pandemia e, per la prima volta dall’inizio di questa nuova tipologia di contestazione, i supporter biancocelesti non si si sono radunati neanche a Ponte Milvio o sotto la Curva Nord come avvenuto nell’ultima gara casalinga della società capitolina.
Continua invece la firma della petizione per la lettera a Lotito redatta da Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, si viaggia ora verso le 46.000 firme. Questo il link per aderire: https://www.change.org/p/lettera-al-presidente-lotito
IL PRECEDENTE
A 12 anni esatti da quel Lazio-Sassuolo del 2014 (23 febbraio), in cui quasi tutto lo stadio espose il cartello “Libera la Lazio” indirizzato al presidente Lotito, a cambiare è stata soltanto la tipologia di protesta, mentre il sentimento della gente è stato soltanto incrementato dalla definitiva e sempre più viva voglia di un cambiamento radicale. Da quanto emerso nelle ultime settimane, non sembrerebbero più esserci i presupposti per una tregua, un riavvicinamento tra le parti, sempre più distanti, ma ovviamente, mai dire mai. Si aspetta un segnale, una mano tesa da parte della dirigenza, fatti e non più soltanto parole, specie se atte ancor di più ad alimentare una diatriba di questo passo infinita.
Lazio-Sassuolo del 9 marzo ha messo in evidenza anche un record negativo all’interno delle gare interessate dalla protesta con solamente 2.000 biglietti venduti. Un dato davvero significante.
LA PARTITA
All’interno di questo calderone, la vittoria biancoceleste contro gli uomini di Grosso, e sì, è triste che il fattore campo passi quasi in secondo piano, ma diciamocelo, la storia di un club, ed il rispetto per la stessa, vale più di qualsiasi risultato. Da segnalare il primo gol in biancoceleste per Maldini, con il numero 27 che la sblocca dopo neanche due minuti di gioco. La gara è viva, i padroni di casa cercano il raddoppio ma nel primo tempo trovano soltanto gli infortuni di Cataldi e Romagnoli, che si aggiungono pesantemente alle altre assenze biancocelesti, ed il pareggio di Laurientè a 10 minuti dall’intervallo. Nella ripresa sono diverse le occasioni da entrambe le parti, e se Motta esordisce al meglio tra i pali di casa, è un’incertezza di Muric in uscita al 92’ a regalare l’occasione d’oro ai biancocelesti che con Marusic si portano in extremis sul 2-1 chiudendo definitivamente la gara. Sono 7 adesso i gol segnati dalla Lazio negli ultimi 15 minuti di gioco in questa stagione, nessun’altra squadra come quella capitolina, anche a testimonianza di un gruppo che, nonostante alcuni limiti tecnici, ci crede e ci prova fino alla fine, e soprattutto che non gioca contro il proprio tecnico, anzi, a differenza di ciò che qualcuno voleva far credere.
LE DICHIARAZIONI DI SARRI
Tre punti fondamentali quindi in un’atmosfera surreale. Si è arrivati all’esasperazione di una situazione in cui anche giocatori ed allenatore, che comunque non hanno mai mancato occasione per ribadire quanto rispettino la decisione dei tifosi, iniziano inevitabilmente a risentirne, proprio come confermato da mister Sarri che ha così dichiarato: “Giocare in uno stadio vuoto non solo è brutto, è triste, è deprimente, avvilente. Penso sia arrivato il momento di fare qualcosa da parte della società”. E poi ancora a fine gara: “Il mio futuro? Non lo so, appena finisce il campionato saprò dire di più. Ma questa è una squadra che per essere all’altezza della storia della Lazio deve essere rinforzata. (…) Io sono rimasto alla Lazio per il popolo laziale, ora non lo so più neanche io”.
IL TIFO ORGANIZZATO PER LAZIO-MILAN
Ma il motivo della sua permanenza in biancoceleste mister Sarri probabilmente lo ritroverà domenica sera, il 15 marzo, in occasione della gara di Serie A Lazio-Milan, è infatti di queste ore un comunicato del tifo organizzato in cui, oltre ad evidenziare momenti e personaggi indimenticabili della storia laziale, si invitano tutti i tifosi biancocelesti a riempire nuovamente lo stadio in ogni settore per la prossima partita di campionato, prima di continuare almeno fino a fine stagione la protesta in tutte le restanti gare casalinghe: “…prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli Laziali ed entrare e riempire tutto l’Olimpico in ogni suo settore per la partita Lazio–Milan di domenica 15. Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato”.
