Italia-Turchia 3-1, gli azzurri salgono al secondo posto: Scamacca, Calafiori e Pio Esposito firmano la vittoria

5 Ottobre 2026 di 11 min di lettura
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La Nazionale di Roberto Mancini chiude con sette punti in quattro partite la prima parte della Nations League. Al Dall’Ara la Turchia pareggia nella ripresa con Şimşir dopo il vantaggio di Scamacca, poi Calafiori e Pio Esposito consegnano il successo all’Italia. A novembre gli azzurri si giocheranno l’accesso ai quarti, con almeno il terzo posto già matematico e la certezza di essere testa di serie nelle qualificazioni a Euro 2028.

La prima lunga finestra della Nations League restituisce all’Italia una classifica e qualche certezza che sembravano difficili da immaginare dopo la sconfitta contro il Belgio. Al Dall’Ara di Bologna gli azzurri battono 3-1 la Turchia di Vincenzo Montella, conquistano la seconda vittoria in quattro partite e salgono al secondo posto nel Gruppo A1. Gianluca Scamacca apre la serata nel primo tempo, Aral Şimşir pareggia nella ripresa, poi Riccardo Calafiori riporta avanti la Nazionale e Pio Esposito chiude la partita nel finale.

Il risultato assume un peso ancora maggiore per quanto accade contemporaneamente a Parigi, dove la Francia supera il Belgio. Dopo quattro giornate la squadra di Roberto Mancini si ritrova così davanti ai belgi e mantiene nelle proprie mani la possibilità di qualificarsi ai quarti di finale, che verrà decisa nelle ultime due partite di novembre. C’è però un primo obiettivo già raggiunto: la Turchia non può più raggiungere gli azzurri e l’Italia ha quindi la certezza matematica di chiudere almeno al terzo posto, risultato che garantisce anche un posto tra le teste di serie nel sorteggio dei gironi di qualificazione a Euro 2028.

È un punto d’arrivo significativo soprattutto considerando da dove era cominciata questa Nations League. Lo 0-2 contro il Belgio all’Olimpico aveva immediatamente complicato il nuovo esordio di Mancini, ma nelle tre partite successive sono arrivati sette punti: il 4-1 di Bursa, l’1-1 contro la Francia a Saint-Denis e ora il 3-1 sulla Turchia. Tre partite differenti per andamento e qualità della prestazione, accomunate però dalla capacità della Nazionale di trovare risposte anche attraverso uomini e soluzioni diverse.

Mancini cambia nove uomini, Scamacca ritrova il gol

Dopo la buona prova offerta contro la Francia, Mancini sceglie un turnover molto ampio e conserva soltanto Donnarumma e Bastoni nell’undici iniziale. La quarta partita in undici giorni impone una gestione delle energie, ma offre al commissario tecnico anche l’opportunità di continuare quella ricerca di alternative che ha caratterizzato l’intera finestra internazionale. Davanti c’è Scamacca, affiancato da Daniel Maldini e Antonio Vergara, alla prima da titolare con la Nazionale. A centrocampo tornano Barella e Romano, insieme a Issa Doumbia, mentre Di Lorenzo, Gianluca Mancini, Bastoni e Ruggeri compongono la linea difensiva.

La Turchia ha bisogno di vincere per mantenere qualche possibilità di evitare l’ultimo posto e affronta la gara con maggiore continuità nel possesso. Gli azzurri non riescono a riproporre l’intensità mostrata per lunghi tratti a Bursa e a Parigi, ma concedono poco e cercano di accelerare una volta recuperato il pallone.

Al 26’ arriva il vantaggio. Di Lorenzo trova spazio sulla destra e mette il pallone al centro, Scamacca controlla e conclude con il destro battendo Çakır. Per l’attaccante dell’Atalanta è un gol importante anche sul piano personale, arrivato in una serata nella quale Mancini gli concede l’occasione di partire dal primo minuto dopo il grande spazio riservato a Pio Esposito nelle precedenti gare.

Il vantaggio consente all’Italia di gestire il resto della prima frazione senza dover forzare il ritmo. La Turchia continua a muovere il pallone con una certa fluidità, ma fatica a trasformare il possesso in occasioni realmente pericolose. Gli azzurri, dal canto loro, sono meno brillanti rispetto alle due precedenti uscite e trovano con minore frequenza gli esterni, senza però perdere equilibrio.

Şimşir pareggia, Mancini cambia e Calafiori risponde

La partita cambia nella ripresa. Al 55’ Mancini interviene con tre sostituzioni: entrano Kayode, Calafiori e Pio Esposito al posto di Di Lorenzo, Ruggeri e Scamacca. Sei minuti più tardi, però, è la Turchia a trovare il pareggio.

Elmalı riesce a servire Şimşir, che sfrutta lo spazio concesso dalla difesa italiana e batte Donnarumma per l’1-1. È la prima vera difficoltà della serata per un’Italia che fino a quel momento aveva controllato la partita pur senza dominarla.

La risposta è quasi immediata. Al 64’, appena tre minuti dopo il pareggio turco, Calafiori accompagna l’azione offensiva e trova il gol del nuovo vantaggio. Il difensore dell’Arsenal conferma così una delle caratteristiche che Mancini sta provando a sfruttare maggiormente: la capacità dei propri difensori di partecipare alla costruzione e di occupare zone avanzate quando l’azione lo consente.

La sequenza tra il 61’ e il 64’ diventa probabilmente il passaggio più significativo della partita. La Turchia riesce a rimettere in discussione un risultato che sembrava sotto controllo, ma l’Italia non attraversa quella fase di smarrimento che in altre occasioni aveva accompagnato un gol subito. Recupera invece immediatamente campo e vantaggio, riportando la gara sui binari più favorevoli.

Pio Esposito segna ancora e chiude la partita

Mancini continua a utilizzare la panchina e al 70’ inserisce Tonali al posto di Barella. La Turchia prova a rimanere nella partita, ma progressivamente lascia spazi maggiori e l’Italia riesce a sfruttarli.

All’87’ arriva il 3-1. A segnarlo è ancora Francesco Pio Esposito, che continua il proprio eccellente avvio con la Nazionale maggiore e trova la seconda rete in questa Nations League dopo quella realizzata nella gara d’andata a Bursa. Il gol chiude definitivamente la partita e accompagna una delle indicazioni più interessanti emerse dalle prime quattro gare del nuovo ciclo di Mancini: la concorrenza al centro dell’attacco sta aumentando.

Scamacca ha sfruttato la propria occasione partendo titolare, Pio Esposito ha risposto entrando dalla panchina. Per una Nazionale che negli ultimi anni ha spesso cercato con difficoltà continuità realizzativa dai propri centravanti, avere soluzioni con caratteristiche differenti rappresenta un elemento sul quale lavorare.

Anche Vergara lascia una buona impressione nella sua prima partita da titolare. Dopo l’esordio contro la Francia, il giocatore del Napoli trova spazio dall’inizio e partecipa con vivacità alla manovra offensiva, confermando la disponibilità di Mancini a verificare immediatamente i giovani inseriti nel nuovo gruppo. Lo stesso discorso riguarda Doumbia, schierato dall’inizio in un centrocampo completamente ridisegnato rispetto alla gara di Saint-Denis.

Un’Italia diversa da Bursa, ma la profondità del gruppo cresce

Il 3-1 potrebbe suggerire una partita simile al 4-1 ottenuto una settimana prima in Turchia, ma il confronto tra le due gare racconta qualcosa di diverso. A Bursa l’Italia aveva indirizzato l’incontro con un primo tempo di grande intensità, segnando tre volte nei primi ventisette minuti e imponendo ritmo e aggressività. A Bologna la prestazione è stata meno brillante, con la Turchia capace di gestire maggiormente il pallone e di rimanere dentro la gara fino alla metà della ripresa.

Proprio per questo il risultato offre a Mancini indicazioni differenti. Il commissario tecnico ha cambiato nove titolari rispetto alla Francia e ha comunque ottenuto una squadra sufficientemente equilibrata per vincere una partita che aveva un peso concreto sulla classifica. Il turnover non ha prodotto la stessa qualità espressa a Parigi, ma ha permesso di allargare ulteriormente il numero dei giocatori coinvolti e di verificare alcune alternative.

In quattro partite Mancini ha utilizzato molto del materiale convocato e ha cambiato spesso formazione senza abbandonare l’impostazione generale. Alcune gerarchie rimangono naturalmente da definire, ma questa prima finestra ha almeno mostrato una Nazionale meno dipendente da un undici prestabilito.

È un dato che dovrà essere confermato contro avversari e in contesti differenti. Il Belgio della prima giornata aveva evidenziato quanto l’Italia possa ancora soffrire quando perde compattezza, mentre la Francia ha costretto Donnarumma a una seconda parte di gara di grande livello. Le due partite contro la Turchia hanno avuto un grado di difficoltà diverso. Mettendo insieme le quattro prestazioni, però, il quadro appare meno fragile rispetto a quello lasciato dall’esordio.

Italia seconda nel girone di Nations League: cosa cambia dopo il 3-1 alla Turchia

La vittoria di Bologna ha conseguenze precise sulla classifica. Dopo quattro giornate l’Italia ha 7 punti, frutto delle vittorie contro la Turchia a Bursa e Bologna, del pareggio in Francia e della sconfitta iniziale contro il Belgio. Gli azzurri occupano il secondo posto nel Gruppo A1 e restano quindi pienamente in corsa per uno dei primi due posti che valgono l’accesso ai quarti di finale della Nations League.

La situazione verrà definita nella finestra di novembre, quando l’Italia affronterà prima la Francia e poi il Belgio. A quel punto non ci sarà più la Turchia da guardare alle proprie spalle: la squadra di Montella è matematicamente fuori dalla possibilità di raggiungere gli azzurri. Con sei punti ancora disponibili può infatti arrivare al massimo a quota 6, mentre l’Italia è già a 7.

La Nazionale ha quindi la certezza di terminare il girone almeno al terzo posto. Non è un dettaglio secondario, perché la classifica di questa Nations League interviene direttamente sulla composizione delle fasce per le qualificazioni al prossimo Europeo.

L’Italia sarà testa di serie nelle qualificazioni a Euro 2028

Il terzo posto matematicamente garantito consente all’Italia di raggiungere anche un obiettivo che riguarda il futuro oltre questa Nations League. Le prime tre classificate dei quattro gironi della Lega A formeranno infatti le dodici teste di serie per il sorteggio delle qualificazioni a Euro 2028, in programma il 6 dicembre 2026 a Belfast.

L’Italia sa quindi già che partirà dalla prima fascia quando verrà definito il percorso verso il Campionato Europeo che nel 2028 sarà ospitato da Inghilterra, Repubblica d’Irlanda, Scozia e Galles. Dopo la terza mancata partecipazione consecutiva ai Mondiali, è un passaggio che assume un significato particolare: essere testa di serie non garantisce naturalmente la qualificazione, ma consente agli azzurri di evitare nella fase iniziale le altre nazionali appartenenti alla fascia più alta.

A novembre resterà invece da stabilire fino a dove potrà arrivare il percorso nella Nations League. Il secondo posto attuale tiene aperta la strada verso i quarti e trasforma le sfide contro Francia e Belgio in due confronti diretti per la qualificazione.

La lunga finestra autunnale si chiude così con un bilancio molto diverso da quello che sembrava profilarsi dopo la prima serata contro il Belgio. Mancini aveva iniziato il suo secondo mandato con una sconfitta e una prestazione problematica; da allora l’Italia ha segnato otto gol in tre partite, raccolto sette punti e sperimentato una quantità considerevole di giocatori. Restano aspetti da sistemare e la gara di Bologna, meno convincente sul piano del gioco rispetto a quelle di Bursa e Parigi, lo ha ricordato. La classifica, però, permette ora di affrontare novembre guardando davanti: il primo traguardo è stato messo al sicuro, mentre il secondo posto occupato dopo quattro giornate lascia ancora aperto quello più ambizioso dei quarti di finale.